Il Superuovo

Saper controllare i sogni: l’onironauta ed il sogno lucido attraverso Waking Life e Schopenhauer

Saper controllare i sogni: l’onironauta ed il sogno lucido attraverso Waking Life e Schopenhauer

Vi è mai capitato di “sapere di stare sognando” o addirittura di poter “controllare” il sogno? Cosa vuol dire questo fenomeno? Sogno e vita cosciente sono parte integrante dello stesso libro oppure quando ci si addormenta la nostra vita viene semplicemente messa in “pausa”?

 

 

Scena presa dal film Waking Life

 

Il sogno è un fenomeno che ogni uomo sulla faccia di questo pianeta sperimenta. Studi recenti ci dicono che in media un uomo sogna per la durata di sei anni complessivi nell’arco della sua vita. La manifestazione del sogno durante la fase di sonno è uno dei fenomeni più comuni e che più ci caratterizza, insomma nulla di speciale, nulla di anormale, eppure sono tanto strani e misteriosi. Ci sono volte però che la loro stranezza nella normalità aumenta ancora di più. Succede, e senza regolarità, che si è consapevoli di stare sognando, ed altre volte ancora più rare, e manifestazioni che non a tutti capitano, di non solo sapere di star sognando ma anche riuscire a “controllare” il sogno e cambiarlo quasi a proprio piacimento, esattamente come uno scrittore cambia a suo gusto personale la trama di una storia. Questi sogni vengono definiti sogni lucidi, ed esistono diversi studi al riguardo, ma la risposta alla domanda che significato hanno ancora ci sfugge. Che significato hanno questi fenomeni? Cercheremo di fare un piccolo viaggio in questo contesto onirico da svegli attraverso il film Waking Life e la filosofia di Arthur Schopenhauer. 

Il protagonista di Waking Life

Waking life: un sogno lucido dai contorni esistenziali

Qualche settimana fa trattai il film “2001: odissea nello spazio”, l’opera di Kubrick la definii la più grande visione antropocentrica che fosse mai stata rappresentata. L’umanità in quel caso la definivo con la sua visione ed evoluzione come specie, non in riferimento alla sfera del singolo individuo, la sua intimità e la sua storia personale. Waking life lo definirei come la più grossa storia (nell’animazione) di ogni individuo, in cui alla fine cerca di indagare la più semplice ma allo stesso tempo più complesse delle domande: dove sono e perché sono qui? Domanda che solo nel nostro stato di massima lucidità ci poniamo, prima in un modo o nell’altro, siamo sempre dentro un sonno, più o meno cosciente.  Il film diretto da Richard Linklater racconta di un intero viaggio onirico, nel quale il protagonista, che inizialmente è inconsapevole di stare sognando, con l’avanzare del racconto diventa consapevole del suo stato, trasformandolo in un sogno lucido. Durante l’avanzare della narrazione, incontra vari personaggi di diverso genere, età e status sociale, con ognuno di essi intraprende delle conversazioni filosofiche che spaziano dall’esistenzialismo, al libero arbitrio, al tempo fino all’alienazione sociale dell’epoca moderna. Durante questo viaggio onirico il protagonista ci fa entrare in quella sfera  personale che riguarda tutti noi. L’indagine della condizione umana in cui tutti noi viviamo e ci troviamo, cercando di  dare risposte al fenomeno che tutti i giorni viviamo, provando a spiegare quella dicotomia che lega la nostra coscienza con il mondo esterno delle azioni e della molteplicità. Il film cerca di spiegare questo fenomeno che sperimentiamo durante la veglia nella maniera più astuta e opposta possibile, il viaggio onirico. Questo ci porta a porci una domanda, cosa ci può dire il sogno della fenomenologia della vita? 

La veglia ed il sogno: pagine diverse dello stesso libro

Durante la storia umana molti furono i pensatori che trattarono il sogno, fino poi ad arrivare come tutti noi sappiamo a Freud, padre della psicoanalisi, il quale vide il sogno come la porta per l’inconscio. In questa parte dell’articolo non ci focalizzeremo tanto sulla funzione psicologica del sogno, ma più sulla sua funzione fenomenologia, riportando il pensiero di Arthur Schopenhauer. Il filosofo tedesco pone tutto li suo pensiero sull’argomento, concependo la stessa vita come un lungo sogno, intervallato da sogni più brevi. La distinzione tra sogno e realtà, sostiene che è impossibile da determinare con sicurezza, se non fosse per il fatto empirico del risveglio. Se ci pensiamo del sogno non abbiamo un confronto diretto con il mondo reale, ma solo il confronto del ricordo, immagine già mediata e non chiara e nitida. Schopenhauer allarga le proprie vedute integrando il sogno come una parte attiva della vita reale, concepisce la veglia ed il sogno come la pagina diversa dello stesso libro che è la vita vera. L’oniricità è parte attiva della fenomenologia della vita. 

Il sogno lucido: la veglia durante il sonno

L’onironautica è lo studio dell’attività del sogno. Essa studia il sogno lucido, ossia quando si è consci di stare sognando. Esistono tre livelli di lucidità: la prima definitiva “pre-lucida” indica il saper di stare sognando, ma si rimane spettatore del sogno. Il secondo livello viene definito come “lucido parzialmente controllato”, nel quale solo per brevi istanti del sogno se ne ha il controllo volontario per poi tornare a semplice spettatore. Esiste poi il terzo livello, chiamato “sogno completamente lucido” in cui si ha il completo controllo del sonno. In Waking life, durante l’avanzare del racconto si passa per tutte le tre le fasi. La prospettiva affascinante ed intrigante del film riguarda il fatto che la costruzione dello spazio onirico stesso viene utilizzato dal personaggio per porsi le domande che chiameremo universali. Egli raffigura il suo io come il viaggiatore di questo mondo del sogno, e tutti gli altri personaggi sono sempre lui, trasformati in un confronto con se stesso nel quale si interroga del suo ruolo nel mondo e le possibilità che hanno determinato chi è lui ed il suo divenire. Il sogno che interroga i fenomeni del diurno, crea un ponte di collegamento fra le “pagine” del libro della sua vita. Varie ricerche sul sonno indicano che è possibile indurre la manifestazione del sogno lucido, attraverso varie tecniche ed esercitazioni nel tempo. E se la visone di Schopenhauer fosse corretta, il sogno è solo una parte continua della vita e non una sua interazione tra una fase di veglia e l’altra? Cosa ci rivelerebbero gli altri nostri “io” su noi stessi e le nostre più intime domande? Ai futuri onironauti la parola. 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: