Il Superuovo

One Piece e i suoi “frutti del diavolo” potrebbero nascondersi nei batteri

One Piece e i suoi “frutti del diavolo” potrebbero nascondersi nei batteri

Lo straordinario capolavoro di Eiichiro Oda è ormai famoso in tutto il mondo. Per chi non lo sapesse, si tratta di un manga incentrato sulla pirateria in cui molti dei personaggi acquisiscono straordinarie capacità grazie ai “frutti del diavolo”, in cambio di un prezzo altissimo: non poter mai più nuotare.

Assortimento di manga di One Piece

La fantasia del maestro Oda ha creato tre diverse categorie di “frutti del diavolo”: Paramisha, in cui rientrano i classici “superpoteri”, Zoo-zoo, che donano la capacità di trasformarsi in animali, e Rogia, i cui utilizzatori possono controllare un elemento naturale. Non potendo essere da meno, anche la vita sul nostro pianeta ha garantito ad alcune creature delle capacità straordinarie.

I “Paramisha” e le proprietà stupefacenti dei batteri

Un pirata fatto di gomma, un carceriere capace di generare veleni mortali, un re che acquisisce le proprietà di quello che ingerisce. Questi sono solo alcuni esempi dei poteri donati dai Paramisha. Come possono dei batteri replicare qualità simili? Prendiamo il caso del carceriere Magellan, a capo della prigione di Impel Down durante la prima metà del manga. Questi ha i poteri del frutto Doku-Doku. Questo frutto permette di generare veleno e fumi tossici, in grado di causare la morte nel giro di 24 ore. Se si pensa ai microbi, il pensiero vola subito al Clostridium Botulinum. Questo batterio secerne la tossina botulinica, mortale per l’uomo se non trattata correttamente e in tempi brevi. Nei casi peggiori il soggetto ha una manciata di ore dalla manifestazione dei sintomi per intervenire, come nel caso del veleno di Magellan. Non è intenzione fare spoiler ma, per curiosità dei fans, nel caso del C. Botulinum, un’iniezione di ormoni non sarebbe sufficiente. Passiamo ora al secondo caso: Wapol e il frutto Gnam-Gnam. Wapol è un personaggio incontrato agli inizi della storia. Il suo frutto permette di acquistare le capacità degli oggetti che mangia. Per esempio mangiando una pistola può trasformare il suo braccio in un’arma e così via. Alcuni microbi si comportano in modo simile. La spiegazione di questo sta nel fatto che tutte le capacità e le caratteristiche degli esseri viventi derivano da enzimi e proteine. A loro volta questi sono sintetizzati a partire dalla lettura del DNA. In poche parole ad ogni tratto di DNA corrisponde una diversa caratteristica. Molte specie microbiche possiedono i plasmidi, dei piccoli pezzi di DNA che contengono le informazioni per capacità singolari e particolari. I plasmidi vengono usati nell’ingegneria genetica per trasferire informazioni da un microbo all’altro: se voglio far acquisire una certa qualità ad un microbo, non devo fare altro che fargli assimilare il plasmide su cui è “scritta” quella qualità. Se Wapol allora volesse diventare una lampada mangerebbe una lanterna, mentre se io volessi far acquisire la fluorescenza ad un microbo, dovrei fargli “mangiare” il plasmide con le informazioni per produrre proteine che diano fluorescenza. Un’altra capacità dei microbi molto sfruttata nell’ingegneria chimica è quella della produzione di enzimi. Come detto prima, gli enzimi sono molto importanti per le forme di vita: regolano e facilitano tutte le reazioni chimiche che una cellula deve fare per restare in vita. Gli enzimi sono spesso legati agli ormoni e, se si parla di ormoni, viene in mente Emporio Ivankov. Emporio Ivankov ha mangiato il frutto Horu-Horu, che consente di produrre ormoni dalle capacità straordinarie. Proprio come Ivan fa con gli ormoni, alcuni batteri fanno con gli enzimi. Il genere Bacillus ad esempio produce non solo enzimi ma addirittura antibiotici.

Proprio come il veleno del serpente a sonagli, il veleno di Magellan agisce sul sistema nervoso (fonte: pexels)

 

Microbi e superpoteri tra Rogia e coenzimi

I frutti Rogia garantiscono invece il controllo di elementi naturali. Crocodile con la sabbia, Kizaru con la luce, Mone con la neve, Ener con l’elettricità e così via. Anche se congelare uno tsunami e trasformarsi in nubi di fumo sono capacità puramente fantasiose, guardando con attenzione questi personaggi e alcuni microbi possiamo trovare delle somiglianze. Prendiamo il caso di Crocodile. Principale antagonista della saga di Alabasta, è un famoso pirata in grado di trasformarsi in sabbia e tramutare in sabbia ciò che tocca. Come ci riesce? La sua unica mano, la destra, è in grado di disidratare oggetti e persone, fino a che divengono sabbia. Un paragone molto esagerato si può fare con il fenomeno dell’osmosi. L’osmosi è il passaggio spontaneo di un solvente, ad esempio l’acqua, da una regione in cui ci sono meno sostanze disciolte ad una in cui ce ne sono di più. Un po’ come quando si poggia un sassolino su un piano inclinato questo scivola verso terra, allo stesso modo l’acqua “scivola” verso il sale. Se Crocodile fosse pieno di sale, l’acqua dei corpi che tocca si fionderebbe dentro di lui, per “sciogliere” più sale possibile. Questo fenomeno è un problema non da poco per le cellule. Immaginiamo un batterio che vive in acqua molto salata. Come noi, i batteri sono composti prevalentemente di acqua. L’acqua all’interno del batterio è molto meno salata di quella all’esterno e questo significa che l’acqua cercherà di fuori uscire dal corpo del batterio per andare verso l’esterno, più salato. Facile da intuire il risvolto: morte del batterio. Per ovviare a questo problema l’Halobacterium Salinarum, come anche altri, ha inventato una tecnica straordinaria. Tornando al sassolino di prima, pensate di sollevare la fine del piano inclinato. Se lo si alza fino a che l’inizio e la fine sono alla stessa altezza diventa piatto, quindi il sassolino resta in equilibrio. L’Halobacter ha ben pensato di “alzare” il livello di sostanze sciolte anche all’interno della cellula, fino ad arrivare al livello dell’esterno. L’acqua allora, come il sassolino, non scivola più dall’interno all’esterno, ma rimane nella cellula e le permette di vivere. Altri microrganismi come il Paramecio hanno il problema contrario, ma questo Crocodile non lo sa e continua imperterrito ad ammazzare la gente con il suo sigaro in bocca. Il caso più affascinante è forse quello che riguarda Methanobacterium e Methanosarcina. Questi due microbi, oltre che produrre metano, sono dotati del coenzima F420, che permette l’autofluorescenza. In poche parole, si illuminano. Kizaru, ammiraglio della marina, ha ingerito il frutto Pika-Pika. Questo frutto permette di trasformarsi in luce, con annessi e connessi problemi relativistici. Tra le sue svariate capacità c’è quella di accecare i nemici illuminandosi, proprio come fanno i due microbi. Certo la bioluminescenza è molto meno intensa della luce di Kizaru, ma il fenomeno ha dell’incredibile. Chiaramente nel mondo di One Piece le leggi di natura vengono un po’ lasciate da parte, tanto che i calci alla velocità della luce dell’ammiraglio possono essere tranquillamente parati con un po’ di allenamento e lo spirito del “posso farcela”. Un altro curioso microbo è il Polaromonas Vacuolata. Vive in condizioni di freddo estremo, tra i ghiacci dell’Antartide, e riesce a sopravvivere vicino la temperatura di congelamento dell’acqua senza alcun problema. Questa resistenza a neve e freddo ci ricorda, oltre che Kuzan, l’arpia Mone. Segretaria di Caesar Clown, appare durante la saga di Punk Hazard. L’isola, devastata da un titanico scontro, è metà ghiacciata e metà martoriata da eruzioni vulcaniche. Mone ha ingerito il frutto Neve-Neve, che le dona, oltre al controllo della neve, una straordinaria resistenza al freddo. Come la pelle di questo personaggio, le colonie di Polaromonas sono color bianco neve.

Secondo il manga, Crocodile è in grado di rendere desertiche aree molto vaste, come accaduto con Alabasta (fonte: pexels)

Altri esempi e curiosità per fans e non

Trovare un corrispettivo per i frutti Zoo-Zoo non è impresa facile. L’ingegneria genetica, nonostante i passi da gigante, non è ancora giunta, direi per fortuna, ad un ibrido uomo-animale. Per quanto riguarda invece Rufy e Nico Robin, due degli amati protagonisti, il paragone con alcuni invertebrati in grado di allungarsi notevolmente e con la capacità di ricrescita delle Planarie, viene spontaneo. Abbiamo parlato di resistenza al freddo, ma alcuni microbi sopravvivono senza problemi anche ad elevatissime temperature. Il Pyrolobus fumarii vive ottimamente poco sopra i 100°C e, nonostante siano nulla comparati al magma dell’ammiraglio Akainu, sono di certo un valore straordinario. Se pensiamo al famoso karate degli uomini pesce, il granchio pistolero è in grado di generare bolle d’acqua a temperature e velocità elevatissime, proprio come Jinbe. Esistono poi microbi che fermentano e producono alimenti e bevande, come alcuni membri della famiglia di Big Mom. E ancora il potere di Kizaru viene emulato dall’enzima luciferasi, con diverso funzionamento rispetto all’F420, e da altre forme di vita in grado di generare luce verde. Ci sono una miriade di altri esempi che si potrebbero fare sulle straordinarie capacità di esseri microbici e non. L’ingegneria genetica sta cercando di sfruttare le nuove conoscenze e scoperte in campo biotecnologico per rendere utili queste magiche proprietà dei batteri, e ogni giorno vengono fatte scoperte in questo senso. Non sarà semplice poter vedere con i nostri occhi dei superpoteri come quelli pensati dal genio di Oda, ma i miracoli del nostro pianeta rimangono la più grande fonte di ispirazione per scrittori, fumettisti, scienziati e ingegneri. Molte delle innovazioni nel campo biotecnologico si ispirano a dei modelli incontrati nei microbi, e molte altre sfruttano i microbi stessi per produrre ciò che necessitiamo. Il mondo di One Piece rimane un capolavoro di fantasia e magia, ma la vita e la scienza possono sorprendere ancor di più.

Esempio di meduse fluorescenti (fonte: pixabay)

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