Oggetti e colori che parlano di noi: dalla poetica di Montale all’armocromia

Come può qualcosa di inanimato trasmettere le nostre percezioni? Lo studiano parte della poetica di Montale e l’armocromia.

L’armocromia valuta i colori adatti per dare le giuste percezioni ad ogni persona. Sembra che i colori, visibilmente inanimati, possano cambiare un individuo o dire di più sulla sua personalità. Un simile concetto era al centro della poetica di Eugenio Montale.

Armocromia: la consulente di immagine Rossella Migliaccio

Una consulente di immagine analizza l’armonia dei colori e studia come questi possano cambiare le percezioni di una persona o esprimere al meglio la sua personalità. In Italia tra le prime ad occuparsi di questo ambito c’è stata Rossella Migliaccio, di origini napoletane e che ha studiato prima a Milano e poi a Londra, dove questo settore era già avviato. La donna ha da poco pubblicato un libro dal titolo Armocromia, nel quale spiega il concetto di armonia tra i colori che sta alla base del suo lavoro. Dei colori è possibile studiare tanto: la luminosità, la temperatura, la saturazione, e altri aspetti che possono rendere alcune tonalità simili e accostabili in determinate circostanze. Le giuste sfumature infatti, combinate nella modalità corretta, possono mettere in evidenza i punti di forza e alleviare le insicurezze. Rossella Migliaccio ha fondato in Italia quella che ad oggi è l’unica scuola che si occupa di questo settore: l’Italian Image Institute. Mediante l’armocromia è possibile studiare i colori che formano il giusto connubio con pelle, occhi e capelli di ognuno. Tali colori vanno a formare una palette di tonalità giuste per ogni individuo, da usare in relazione alle stagioni e ai diversi periodi dell’anno: si tratta di un vero e proprio viaggio nei colori, che i clienti della consulente di immagine compiono per rivoluzionare “la vita, e non solo l’immagine” come afferma l’esperta.

“I Limoni”: la dichiarazione di poetica di Eugenio Montale

Il celebre scrittore italiano Eugenio Montale, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1975, vedeva la realtà come qualcosa di insignificante, e ne criticava la miseria degli uomini e il corso della storia. La sua poesia aveva dunque lo scopo di raccontare della triste condizione umana, e la sua poetica ha assunto un tipo di descrizione particolare e significativo.

Il poeta non voleva servirsi di idee o di concetti astratti, e per la sua poesia si è servito di immagini del mondo reale che in qualche modo potessero definire una sensazione o un particolare momento della vita. Oggetti o paesaggi descritti possono rimandare a significati precisi e a ricordi di alcune situazioni vissute, e anche la realtà più umile può fornire descrizioni utili al poeta. Questo concetto è ben definito nel componimento “I Limoni“, poesia che in versi liberi apre la raccolta Ossi di seppia e funge da dichiarazione poetica di Montale.

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall’azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell’aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest’odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l’odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s’abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l’anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d’intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno piú languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.

Ma l’illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l’azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta
il tedio dell’inverno sulle case,
la luce si fa avara – amara l’anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo dei cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità.”

Questione di percezioni: da Montale all’armocromia

Nei versi finali della poesia di Montale l’immagine dei Limoni indica la luce di una possibile rivelazione della complicata realtà. In maniera analoga, ognuna delle immagini di cui si serve, in questo e in altri componimenti, ha il compito di evocare una sensazione o di descrivere un particolare momento. Come spiega all’inizio della poesia “I Limoni”, non servono immagini complesse perchè quello che conta è il significato che si cela dietro alla descrizione.

Come un oggetto può rimandare a diverse sensazioni, così un colore o un particolare tipo di abbigliamento possono dare diversi stimoli e cambiare la percezione di ogni individuo. Tra i clienti della consulente di immagine Rossella Migliaccio non ci sono solo personaggi famosi che hanno a cura l’abbigliamento e il modo di apparire in pubblico, ma anche persone comuni come insegnanti o liberi professionisti che desiderano rivoluzionare il proprio look e la percezione di loro stessi.

Basta poco per alleviare le insicurezze, scegliamo il giusto colore da dare alla nostra vita!

 

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