Ode alla gelosia: che cos’è davvero la gelosia? Ce lo spiegano i The Killers e Saffo

“Mr Brightside”, esplosivo singolo d’esordio del gruppo rock statunitense, insieme all’ “Ode alla gelosia” della poetessa greca mettono in luce i tormenti di una persona innamorata in preda a questo spietato sentimento. 

Che cosa vuole dire vedere la persona che si ama nelle braccia di qualcun altro? E cosa si prova a pensare di non essere all’altezza di qualcuno vedendo che altri ne attirano l’attenzione? Ma soprattutto, quali sono gli effetti psico-fisici di uno struggersi dovuto ad un sentimento che spesso si basa su fantasie e processi di immaginazione staccati dalla realtà. Non è una gelosia violenta, quella di Saffo e dei The Killers, ma un mucchio di sensazioni provate da una persona che soffre in silenzio e, nel suo piccolo, cerca di reagire.

“And it’s all in my head”

Mr Brightside” è un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Come già detto è il singolo d’esordio dei Killers e conquista subito tutte le classifiche a livello mondiale. Pubblicata nel 2003 e poi inclusa nel primo album della band (“Hot fuss“) un anno dopo, questa canzone ha come protagonista un uomo fortemente innamorato di una donna che lo tradisce, che gli promette amore ma poi gli sfugge e va in cerca di altri stimoli e di nuove avventure. E lui rimane da solo, con i suoi dolori, i suoi tormenti e i suoi pensieri. Questi ultimi sono la sua vera condanna, perché lei, la sua amata, non può mai davvero andarsene dalla testa di chi non può stare senza pensarla. Solo che occupa in modo indiscusso un lato doloroso della mente, quello di chi non riesce a non immaginarla mentre bacia qualcun altro. Colui che le ha dedicato pensieri dolci adesso la vede che tocca il petto di un lui fantomatico e sconosciuto, il quale nel frattempo sta slacciando il vestito di lei pronta a concedersi… Non ce la fa più, non riesce a guardare il nostro protagonista. Ma allo stesso tempo vuole tornare ad assistere a questa scena perché smania di vedere fino a che punto la sua donna vada oltre con un altro che non sia lui. Una contraddizione continua tra la voglia irrealizzabile di scappare e quella di guardare come andrà a finire. Soffre a dismisura ma non può farci niente perché tutto accade nella sua testa ed è una trappola da cui non si scappa. Nonostante sia ben consapevole del fatto che nulla di tutto ciò che vede sia reale, tuttavia le immagini vengono a galla senza che lui possa controllarle e raffigurano tutte la sua amata che lo lascia da solo impietrito per prendere un taxi ed andarsene da un altro. Un altro che forse è un amante migliore, ma che forse nemmeno esiste. E l’immaginazione ha lavorato così bene da farlo diventare più che reale. Parole, situazioni e gesti che sono avvenuti solo nella testa ma così veri per chi nel frattempo si tormenta nell’atroce dubbio di non sapere più distinguere realtà o incubo. E la canzone è un continuo alternarsi da un lato di sequenze in cui la protagonista è la donna che flirta con qualche misterioso corteggiatore e, dall’altro, il povero innamorato non ricambiato, costretto a dividersi tra le sofferenze fisiche e mentali e lo sforzo quasi vano di liberarsi di esse.

Now they’re going to bed
And my stomach is sick
And it’s all in my head
But she’s touching his chest
Now, he takes off her dress
Now, let me go

Lo stomaco soffre mentre la mente è creatrice di immagini dolorose che imprigionano un povero individuo che non può dire altro che “Let me go“, “Lasciatemi stare“. Non può sopportarlo, non più: il solo pensiero lo sta uccidendo e la confusione tra reale e ideale si amplia sempre di più man mano che le immagini sognate prendono il controllo. E allora il verso “I just can’t look, it’s killing me“, in cui l’innamorato cerca di non guardare, ormai completamente perso nel miscuglio di realtà e finzione. Muore dentro, cerca insulti e giustificazioni con una breve ma intensissima pausa pregna di significato dopo quel già citato “But she’s touching his chest” che comunica la grande sofferenza di un’emozione che si nutre di dubbio, di una malattia che si basa su un amore forte e pieno di incubi.

Jealousy, turning saints into the sea
Swimming through sick lullabies
Choking on your alibis

Sì, la gelosia è proprio come una malattia che provoca incubi, immagini inconsistenti e tormenti provocati da qualcuno a cui teniamo davvero tanto e che, inconsapevole o meno, suscita dolore intenso e pressoché insanabile. In questo continuo chiedersi ansiosamente se sia successo qualcosa o no, che cosa possa essere accaduto, è racchiuso un susseguirsi di dolori reali e immaginari, fisici e mentali insieme che non sono mai distinti ma interdipendenti e dialoganti. Ed è solo l’infelice tormentato a portare dentro tutta questa galassia di “Sick lullabies” e “Alibis” (letteralmente “filastrocche malate” e “alibi, giustificazioni“) che la sua amata gli racconta o che, di nuovo, scrive e recita lui a se stesso, nella prigione-teatro della sua testa da cui non è in grado di uscire.

Affresco raffigurante la poetessa Saffo (circa VII-VI secolo a. C.)

“Un sottile fuoco corre sotto la pelle”

Una delle poesie più tradotte e riprese della lirica greca composta da una delle poetesse più amate della letteratura occidentale. La sensibilissima Saffo, a capo di un tiaso di Lesbo, scrisse questo sublime testo immortale che, in seguito, i latini Catullo e Orazio ripresero e tradussero, contribuendo a salvarlo e a lasciarlo ai posteri come il francese Racine o Foscolo, altro grande traduttore che apprezzò la grande abilità poetica e la profondità psicologica di Saffo. Lo stato frammentario della poesia, che la vede interrotta al verso 17 (frammento 31 Voigt), conserva comunque una parte unica e irripetibile. Anche se chiamata “Ode alla gelosia“, questa poesia si presenta più come un componimento sull’ardente passione amorosa che la poetessa prova nei confronti di una ragazza che con tutta probabilità si apprestava a lasciare il gruppo di fanciulle a cui Saffo insegnava preparandole alla vita da adulte e da spose. Si tratta infatti, con buone probabilità, un carme di elogio e di congedo insieme per questa discepola ormai pronta alla vita adulta, ma comunque il risultato è una deliziosa descrizione realistica di un sentimento doloroso. Che effetto fa una passione d’amore per una bellissima fanciulla di fronte alla quale è impossibile per la poetessa riuscire a parlare? L’abilità artistica di Saffo si è superata qui nel fare un lungo elenco di effetti psicofisici che l’amore la induce a provare ma allo stesso tempo di richiuderli in un lessico poetico notevole. Una sorta di cartella clinica dell’innamorata gelosa scritta però in strofe saffiche. Di fronte alla ragazza la lingua è come se si spezzasse, incapace di parlare, “Un sottile fuoco corre sotto la pelle“: Saffo arde di passione, ma ancora di più si sente bruciare dentro perché c’è un uomo che è in grado di attirare l’attenzione della sua ragazza e di fare ciò che lei non riesce. Lui può sedersi accanto alla ragazza, ascoltarla e parlarle, mentre lei è così bella e suscita il desiderio di averla e di baciarla. Saffo invece non ci riesce, si blocca di fronte alla bellezza di lei e intanto continua nel suo elenco dei sintomi:

Con gli occhi non vedo più nulla, risuonano                                                                                            le mie orecchie,                                                                                                                                         e freddo sudore si diffonde, un tremito                                                                                               tutta mi cattura e sono più verde dell’erba                                                                                   e al morire poco lontana paio a me stessa.

Saffo soffre, sa che la sua ragazza è perduta. Lui, l’uomo “pari agli dei” che è in grado di starle accanto, è colui che potrà godersi l’amore di lei di fronte alla quale la poetessa non può nulla. Perciò al turbinio di tormenti fisici dovuti al semplice amore si aggiunge e si mischia (di qui l’intitolazione alla gelosia) una specie di invidia verso chi sa stare davvero insieme alla ragazza e che dunque potrà godersi la sua compagnia per sempre. Lui viene ricambiato, lui è un amante perfetto e forse Saffo vuole anche far capire di non ritenersi all’altezza della fanciulla mentre egli è precisamente adatto a lei, tanto che sembra anche lui pari ad una divinità, esattamente come la ragazza. Saffo soffre molto fisicamente e ancora di più perché vede andare inesorabilmente via da lei l’oggetto del suo amore senza poterlo fermare. Il tormento aumenta perché vede che, d’altro canto, la persona che le sta portando via l’amata sembra adatta a lei, le tiene testa e sa godere senza sofferenza o privazione interiore della sua bellezza. Perciò Saffo è gelosa di chi le porta via la fanciulla anche perché, sotto sotto, vorrebbe essere un po’ come lui, completamente a suo agio seduto accanto a una simile dea. Un dolore insopportabile ma allo stesso tempo ammesso e riconosciuto: questa volta è completamente reale, Saffo ha proprio davanti agli occhi i due amanti che parlano, ridono e scherzano mentre lei, chiusa nel suo dolore, da lontano non può fare altro che guardarli e struggersi. Solo nella parte finale del componimento forse c’era una parvenza di autoconsolazione, con quel verso mutilo interrotto a “Ma tutto si può sopportare, dacché…“. Da qui in poi il tempo e le intemperie ci hanno privato della fortuna di poter leggere come la poetessa intendesse reagire alla fatalità dell’amore non corrisposto, all’impossibilità persino di proferire parola davanti all’amata che sta per andarsene e alle atrocità soprattutto fisiche che l’infelice deve sopportare.

Il prezzo da pagare

Dolore fisico, tormento interiore, pensieri e realtà che atrocemente si mescolano e la dura realtà da dover faticosamente accettare per poter andare avanti. Questo è ciò che contraddistingue maggiormente la gelosia secondo i The Killers e Saffo. Un sentimento travolgente che intrappola e che spesso, chi ne soffre, deve inesorabilmente sopportare in solitudine, dal momento che ogni cosa accade soprattutto nella sua testa. Un minimo sospetto che sia successo qualcosa oppure la prova evidente ottenuta con la visione diretta, per esempio, di un bacio o un semplice sentito dire innescano comunque una spirale interminabile di pensieri che ha anche ricadute sul corpo. Questa è la gelosia di chi rimane nel mezzo, da solo con i suoi tormenti, costretto a farsi andare bene le cose come stanno e provare ad andare avanti. Non è quella gelosia violenta che degenera in fatti più gravi: sì, è legata al tradimento, ma la gelosia di Saffo e del gruppo rock americano è tutta interiore, soffocata o almeno è stato fatto qualche tentativo di ucciderla nonostante sia forte e continui a venire a galla. Il tradimento può essere effettivo, come quello della canzone, ma anche nascosto ed inesistente nella realtà, come per la poesia. Se per i Killers (come si vede benissimo anche nel video della canzone) la ragazza prima concede le sue attenzioni all’innamorato ma poi scappa e va con altri, ritorna di nuovo e subito, ancora una volta, se ne va, il tradimento di Saffo c’è solo nella sua testa, poiché lei considerava quella ragazza come la sua, anche se mai in verità la faccenda si era palesata. Perché è innegabile che la gelosia implichi un minimo di possessività, un considerare qualcuno come la propria anima gemella e, di conseguenza,  stare male perché non si è ricambiati o perché la persona che si considera intima (e a cui, vicendevolmente, ci si concede completamente) non ricambia l’intensità univoca di sentimenti dell’altro. Ma la gelosia qui analizzata è quella di eroi solitari e sofferenti che non reagiscono con violenza: è il lato più puro del sentimento, quello di una presa di coscienza del fatto che c’è una disparità di fondo tra la loro passione e quella nettamente inferiore e non corrisposta dei loro amati. E l’unica soluzione è reagire e cercare di uscirne fuori. Per Saffo già abbiamo visto che c’è un abbozzo senza continuazione di commiserante consolazione di se stessa, un’accettazione della realtà (la ragazza deve sposarsi e lasciare il tiaso) necessaria per voltare pagina. Ma di più non possiamo sapere. Invece il dolore e i tormenti, come dice la canzone, sono “Just the price I pay“, “Il prezzo da pagare” per uscirne fuori. L’innamorato dei Killers è stanco di soffrire per una donna che non lo ricambia fino in fondo, perciò amaramente accetta di voltare pagina e di lasciarsi alle spalle (sempre con fatica) tutti quei flagelli che si è inflitto da solo per lei. Il destino lo sta chiamando, dice a se stesso, e aprirà di nuovo i suoi occhi ancora malati per accorgersi di essere Mr. Brightside. Il significato di questa parola, letteralmente “Signor Latoluminoso“, non è chiaro né esiste realmente nel vocabolario anglo-americano, ma è simbolico: egli è adesso colui che vede di nuovo la luce dopo le tenebre che lo hanno attanagliato per lungo tempo. Ora le nuvole si sono diradate e può riprendere a vivere. La gelosia lentamente è stata lasciata dietro le spalle, così come la donna origine e causa di tutto. Adesso è davvero possibile cominciare.

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