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Nuovo virus della famiglia delle Coronovidae: il responsabile di un’epidemia simile alla SARS?

La Cina ha riportato solo oggi 17 nuovi casi di infezione causata da un virus misterioso simile a quello che causò nel 2003 l’epidemia di SARS.

Secondo gli scienziati dell’Imperial College di Londra ci sarebbero più di 1700 casi nella cittadina cinese di Wuhan.

Il nuovo ceppo di Coronavirus ha causato un allarmismo sanitario globale siccome è già stato paragonato all’agente virale responsabile della sindrome acuta respiratoria severa (SARS) che ha ucciso in tutto il mondo circa 650 persone soltanto in Cina ed Hong-Kong negli anni 2002-2003.

L’origine del nuovo focolaio

La città di Wuhan sembrerebbe essere l’epicentro di questa nuova epidemia e le persone finora infettate hanno un’età compresa fra i 30 e i 79 anni. Al giorno d’oggi il virus ha infettato complessivamente 62 persone di cui 8 sono in condizioni gravi, 19 sono state curate e rilasciate dagli ospedali e il resto è ancora in isolamento per ulteriori accertamenti sanitari. Finora due persone sono decedute di cui un paziente di 69 anni trapassato mercoledì per una complicanza dell’infezione virale (tubercolosi polmonare e danni multipli alle funzioni degli organi). Gli scienziati dell’MRC Centre for Global Infectious Disease Analysis dell’Imperial College di Londra hanno stimato che il numero di casi nella città di Wuban sia quasi di 1700, contrariamente a quanto rilasciato dalle autorità locali. Tre casi sono stati inoltre riportati oltremare di cui due in Thailandia e uno in Giappone. Gli Stati Uniti d’America, come Hong Kong, hanno iniziato a utilizzare screening termometrici ai gate d’arrivo da Wuhan sia all’aeroporto di San Francisco, sia al JFK di New York che ad un aeroporto a Los Angeles. Dopo alcune settimane dall’identificazione di un nuovo agente virale, detto nCoV, le autorità cinesi hanno già diffuso la sequenza genetica del virus in modo tale da permettere ai laboratori di tutto il mondo di lavorare e testare vaccini e antidoti efficaci per contrastare quella che sembrerebbe essere una nuova emergenza sanitaria internazionale.

La famiglia dei Coronavirus

I Coronavirus sono una famiglia di virus a RNA destrogiro a singolo filamento dotati di una capsula proteica esterna. La famiglia consiste di numerosi patogeni delle specie animali e degli umani, incluso il ceppo responsabile della SARS (SARS-CoV). Alcuni virus animali sono altrettanto importanti da studiare e i loro meccanismi di replicazione e patogenesi sono essenziali in ambito scientifico (si pensi al virus suino gastrointestinale, ai coronavirus bovini oppure ai virus aviari della bronchite). Da quando si è verificata l’epidemia di SARS nel 2003, sono stati descritti altri due ceppi di coronavirus umani respiratori. La trasmissione avviene prevalentemente per via aerea e molto spesso i patogeni, raggiungendo la mucosa nasale, si replicano nell’epitelio ciliato causando danni ed infiammazione. Il periodo medio di incubazione è di 3 giorni dopodiché si manifestano i classici sintomi di un comune raffreddore (ostruzione nasale, starnuti, naso gocciolante e colpi di tosse occasionali). La malattia si risolve nel giro di qualche giorno quando la clearance mucociliare permette l’eliminazione del virus. Sembrerebbe che l’interferone giochi un ruolo importante nella protezione dall’infezione virale ma i motivi sono ancora sconosciuti.

Il virus SARS-CoV al microscopio.

L’epidemia di SARS del 2002-2003

L’epidemia iniziò nel novembre 2002 a Guendong, in Cina. Il problema sanitario più grave, commesso dalle irresponsabili autorità sanitarie cinesi, fu quello di non avvisare l’OMS della situazione fino al febbraio 2003, limitando la fuoriuscita di informazioni sensibili che avrebbero potuto gettare ombre sulla sicurezza pubblica e sul sistema sanitario nazionale. Solo il 21 gennaio 2003 infatti venne stilato il primo report ufficiale in lingua inglese e, quando l’OMS iniziò a diramare le prime linee guida per affrontare l’epidemia, già più di 500 persone erano decedute in tutto il mondo (con più di 2000 casi registrati ufficialmente). Molti responsabili sanitari vennero licenziati fra cui il ministro cinese della salute e il sindaco di Pechino. Il primo a classificare e identificare la SARS come malattia fu il medico italiano Carlo Urbani, morto nel 2003 proprio per delle complicanze della SARS. Il metodo antipandemia da lui sviluppato nello stesso anno viene ancora ritenuto valido dall’OMS nella gestione di malattie potenzialmente epidemiche.

Il medico italiano Carlo Urbani.

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