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Nuove tensioni nel Sahara occidentale: quando la crisi sanitaria si tramuta in conflitto armato

 Un movimento indipendentista sostenuto dall’Algeria, sta rispondendo all’esercito marocchino che ha lanciato un’operazione militare nel Sahara occidentale. Nuovo conflitto in corso?

Lo ha affermato il capo della diplomazia saharawi, ribadendo che si tratta di una vera e priopria aggressione. Le truppe  si trovano in una situazione di autodifesa e rispondono alle offensive marocchine. Infine la dichiarazione shock: la guerra è iniziata.

Quali sono le cause del conflitto?

Ci sono stati ben 24 giorni di protesta pacifica da parte del popolo saharawi, ovvero sahariano, che ha unito associazioni giovanili, donne, organizzazioni per i diritti umani, al fine di bloccare il passaggio di El Guerguerat, zona di confine nell’estremo sud-ovest del Sahara occidentale. Le Forze armate reali  del Marocco però, non si sono fatte intimidire,  lanciando un’operazione militare per tentare di disperdere i manifestanti, violando di fatto l’accordo sul cessate il fuoco in vigore nell’area, che lo stessi Marocco firmò nel 1991 e che prevedeva il divieto di attività militari e civili da ambo le parti. Alla base di questa contesa territoriale vi sono, come sempre, ragioni economiche e commerciali: si tratta di un passaggio terrestre utilizzato dal Marocco per depredare le ricchezze del Sahara occidentale, soprattutto fosfati e prodotti ittici. Un accesso che in questo periodo ha acquisito ancora maggiore importanza, vista anche la chiusura delle frontiere aeree del Marocco e la pandemia da Covid-19, che ha provocato una diminuzione del traffico marittimo. Il Marocco,  dunque, ha inviato decine di veicoli militari e soldati minacciando di ricorrere alla violenzanel caso in cui il blocco non verrà rimosso.

Si tratta di una violazione del diritto internazionale?

Il Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, è intervenuto ripetutamnete riguardo questa faccenda, esortando ad inviare unacommissione per verificare il rispetto dei diritti nei territori occupati,  osteggiata dal Marocco, che  nel 1991 sancì il cessate il fuoco, sul principio  di un referendum di autodeterminazione nel Sahara occidentale. Riguardo a questa delicata faccenda si è espressa anche un’ altra personalità molto celebre in queste zone, l’attivista Aminatou Haidar, soprannominata la «Gandhi del Sahara, che nel 2019 ha ricevuto un celebre riconoscimento, il  ”Right Livelihood Award” noto come Nobel alternativo per la pace. Ha inoltre affermato che non si tratta della sola violazione internazionale del Marocco : tra le più gravi abbiamo i rapimenti, le torture, gli arresti di attivisti politici, il furto di risorse naturali del Sahara. Si tratta dunque di una violazione che sarà denunciata all’Onu.

Altri casi di contese internazionali

Non si tratta certamente del primo conflitto tra due Stati africani o medio-orientali. Uno dei conflitti armati più importanti della storia è certamente la Guerra del Kippur, che prende il nome della festività ebraica, dedicata al digiuno e alla preghiera. Proprio in occasione di questa importantissima ricorrenza, Egitto e Siria attaccarono di sorpresa  Israele dilagando nel Sinai, Il 6 ottobre 1973. Si tratta della più grande guerra combattuta in Medioriente fino a quella del Golfo e portò a alla crisi petrolifera del 1973,  Il costo del petrolio greggio schizzò alle stelle, aggravando molto la crisi economica che in quegli anni aveva cominciato a colpire Europa e Stati Uniti. Furono puniti i Pesi occidentali che avevano sostenuto Israele durante la guerra. Di conseguenza anche i Paesi occidentali aumentarono il costo di esportazione dei propri manufatti, dando vita ad un processo inflazionistico galoppante, con un aumento dei prezzi e dei salari.

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