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Beth Harmon fa scacco matto nel gioco più amato dagli antichi greci e romani

La serie tv “La regina degli scacchi”vede il riscatto delle donne in un gioco da tavolo da sempre considerato tipicamente maschile.

Petteia e latrunculi erano rispettivamente gli antenati greci e latini degli scacchi. Questi antichi giochi da tavolo  avevano molti elementi afferenti al mondo bellico e politico e per questo le donne ne erano spesso escluse. Col tempo,tuttavia , anche le donne hanno fatto scacco matto in questo mondo e Beth Harmon, protagonista della nota serie tv Netflix, ne è un esempio.

“La regina degli scacchi”: la storia di Beth Harmon

Creata da Frank e Allan Scott The Queen’s Gambit è la serie tv tratta dall’omonimo romanzo di Walter Travis del 1983. Beth è un’ orfana che scopre ,all’età di otto anni, la propria passione per gli scacchi. La sua mente è fatta di caselle e pedine e il suo cuore batte a ritmo di scacco matto, arrocco e controscacco. Una bambina prodigio che,si ritroverà , tra passione , drammi e talento a diventare,appunto, la Regina degli scacchi. La sua epifania nel mondo degli scacchi sconvolge chiunque, non solo per la sua bravura , ma perché donna. In un mondo in cui gli uomini sono sempre stati i più efficienti, i più intelligenti, i più capaci Beth dá uno scacco del barbiere senza precedenti . La protagonista rimarrà spesso delusa nel vedere che i riflettori sono sempre puntati sul suo essere donna , più che sul proprio talento. Gli scacchi, tuttavia, per Beth nascondono molto di più . Per lei non si tratta di essere la più brava e invidiabile. Gli scacchi, per Beth ,sono una scommessa di vita, una certezza  in un mondo imprevedibile che è le ha sempre voltato le spalle mostrandosi in tutta la sua crudeltà.

Petteia e latrunculi: le antiche varianti greche e latine degli scacchi

Gli antichi greci e romani erano sicuramente abili  strateghi e questo lo si evince anche dai giochi da tavolo con cui erano soliti intrattenersi. La petteia era un gioco da tavolo molto popolare nell’antica Grecia e ci sono diverse testimonianze a riguardo . Tra queste spicca l’immagine riportata su un vaso, lekythos, in cui sono rappresentati Achille e Aiace intenti a sfidarsi in questo gioco.

Un cittadino senza uno stato può essere comparato a un pedina isolata in una partita di petteia.

                                                 (Aristotele)

Aristotele,Polibio,Platone fanno spesso riferimento alla petteia utilizzandola come metafora per strategie politiche o belliche. Persino Omero la cita nel momento in cui scrive che i proci giocavano a petteia nell’attesa della risposta di Penelope su chi avrebbe sposato tra loro. Purtroppo non si hanno molte notizie sulle dinamiche del gioco , ma un’informazione utile è data dallo storico alessandrino Giulio Polluce che nell’opera Onomasticon descrive in parte la petteia:

“con molte pedine su una scacchiera con spazi delimitati da linee: il tavolo da gioco è chiamato polis e ogni pezzo cane. Le pedine hanno due colori e il gioco consiste nel catturare la pedina avversaria racchiudendole tra due pedine del proprio colore”.

Sarebbe stato proclamato vincitore colui che fosse riuscito a catturare tutte le pedine dell’avversario. Il ludus latruncolorum è,invece, la versione romana della petteia. A differenza di quest’ultima i pedoni potevano muoversi anche ortogonalmente e saltare una pedina per occupare la casella successiva . Un altro elemento introdotto nei latrunculi è la figura del re che può essere solo bloccato e non catturato .

Le donne e gli scacchi: le Beth Harmon di oggi

Sin dai tempi più antichi, persino anteriori alla petteia e ai latrunculi il gioco degli scacchi è stato considerato prettamente maschile. I più acclamati  giocatori come Bobby Fischer e Garry Kasparov hanno sempre sottovalutato il ruolo delle donne nel mondo degli scacchi, ritenendole meno capaci degli uomini. Le donne in passato sono state persino escluse dalla partecipazione alle partite, ma nel 1895 fu allestito un torneo di scacchi tutto al femminile che smentisse ciò. Da allora ci sono state diverse Beth Harmon che hanno dimostrato la propria bravura nel gioco degli scacchi. Tra queste spiccano le sorelle Polgar e ,in modo particolare, Judit Polgar che ha battuto i migliori scacchisti del mondo tra cui lo stesso Garry Kasparov . La strada da fare per abbattere i preconcetti e i retaggi culturali riguardo questa intrigante disciplina è ancora lunga, ma sicuramente le sorelle Polgar hanno dato un contributo fondamentale in merito e la serie tv “La regina degli scacchi” potrebbe fare da input a tutte coloro che amano questa disciplina , ma non sono ancora riuscite ad avere il coraggio di rivelarsi. Bisogna uscire allo scoperto e seguire le proprie passioni perché nessuno dica mai più che le donne “non sono predisposte a”,pertanto permettete alla Beth Harmon che è in voi di rompere gli schemi e fare scacco matto nella vita,qualunque sia il fuoco che vi arde dentro e che esige di essere riconosciuto.

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