“No api no party”, il terribile destino dell’essere umano se le api si avviassero all’estinzione

Albert Einstein affermava che, “Se le api sparissero, il genere umano si estinguerebbe in 4 anni”. Quando questa frase fu pronunciata, sembrava una minaccia lontana, ma oggi è più che mai vicina. Veleni, pesticidi, inquinamento, urbanizzazione, campi magnetici e mutazioni climatiche stanno eliminando gli insetti impollinatori, essenziali per i cicli naturali. L’Onu ha affermato con grande preoccupazione come la loro scomparsa potrebbe avere effetti disastrosi per le sorti dell’umanità. Già ora due specie di api su cinque sarebbe in via d’estinzione, e continuando con questo ritmo, l’umanità potrebbe non avere cibo sufficiente entro i prossimi 35 anni.

 

No

L’Ue e la Germania (paese colpito da questa diminuzione di api) già pensano a soluzioni quali l’eliminazione dei pesticidi, che già sta creando malumori tra gli agricoltori, e la creazione di api-robot in grado di sostituire quelle biologiche. Di fatto, già la Francia si è dimostrata più avanti di altri paesi nella risoluzione del problema. Il governo francese ha infatti iniziato la lotta ai pesticidi eliminando i 5 più utilizzati dagli agricoltori, i neonicotinoidi (Clothianidin, imidacloprid, thiamethoxam, thiacloprid e acetamiprid), mentre l’Unione Europea sta iniziando a vietarne almeno 3 su 5. I neonicotinoidi sono considerati tra i più pericolosi perchè attaccano il sistema nervoso dell’ape, riducendone la memoria e il senso dell’orientamento e impedendo il ritorno all’alveare (causandone la morte). Gli effetti dei pesticidi sono stati accuratamente studiati dall’Università di trento e pubblicati sulla rivista Scientific Reports; le sostanze contenute negli agenti chimici provocano effetti neurotossici, ovvero i principi attivi si legano ai recettori della nicotina nelle sinapsi e impediscono il trasporto delle informazioni a livello cerebrale. In modo particolare, a essere colpito sarebbe principalmente l’olfatto, che rivestirebbe una funzione fondamentale nella sopravvivenza dell’alveare. Se infatti le informazioni sulla malattia di un’ape regina non arrivano a destinazione per la produzione di nuoveegine, l’alveare sarà destinato a decadere. Da qui si può ben intuire la gravità che scaturisce dall’utilizzo dei pesticidi. Proprio nel Trentino, alcune misure per il contenimento dei pesticidi sono state già adottate e alcuni prodotti sono stati banditi. Si discute anche dell’ipotesi di progettare api robot per la sopravvivenza dell’ecosistema, tuttavia le ricerche ancora non permettono di comprendere se vi sia una reale efficienza dell’animale cibernetico.

Le api robot costituirebbero una soluzione ai capricci di un sistema produttivo che non intende fermarsi anche a costo della sopravvivenza di un’intera specie?

Sicuramente, per i colossi della vendita di pesticidi, le api robot costituirebbero un compromesso per continuare a vendere gli agenti chimici, tuttavia la legislazione europea già sta mettendo i paletti alla produzione, dal momento che sarebbe comunque inammissibile lasciare che le api si estinguano senza mettere in campo valide contromisure.

L’aumento esponenziale dei campi W-fi per la connessione Internet potrebbe essere una delle cause principali di estinzione delle api?

Il Dottor Alfonso Balmori, biologo spagnolo, sostiene che le radiazioni elettromagnetiche sono una delle possibili cause della riduzione demografica di alcune specie animali. Le onde, infatti, interferirebbero con la magnetite presente a livello biologico negli animali, e utile alle funzioni di orientamento. In Germania, si verificò un caso molto particolare; la presenza di un ripetitore causò danni a un allevamento di maiali; quando il ripetitore fu rimosso, gli animali cessarono di morire per problemi di salute e il ciclo riproduttivo tornò regolare. Trattandosi di onde elettro-magnetiche, non sono esenti da queste caratteristiche i modem domestici, ritenuti spesso responsabili dell’insorgenza di tumori.

Quali altre soluzioni potrebbero essere attuate?

Sicuramente oculate ricerche in campo scientifico possono fare molto; la modificazione genetica delle api potrebbe sì alterare le caratteristiche originarie della specie, ma renderla meno vulnerabile ai pesticidi o alle radiazioni elettro-magnetiche. La proibizione degli agenti chimici può comunque essere considerata un passo avanti di grande rilevanza per la sopravvivenza delle api.

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