Neuralink: Elon Musk è sempre più vicino alla creazione della “pila corticale”

Cosa accomuna “The Link” della Neuralink Corporation fondata da Elon Musk e la “pila corticale” di Alterd Carbon? Sono entrambi dei dischi impiantabili nel sistema nervoso ed in grado di potenziarlo. 

Il Link e la sua ricarica wireless

 

Altered Carbon è una serie tv distopica e fantascientifica tratta dal romanzo cyberpunk Bay City di Richard K. Morgan. È ambientata negli Stati Uniti nell’anno 2384, il progresso ha letteralmente superato ogni limite umano: l’identità e la coscienza possono essere codificate e caricate sulla “pila corticale“, un supporto inserito nella colonna vertebrale che rende possibile l’immortalità. La vita si conserva per mezzo della pila, la quale può essere prelevata da un corpo ed impiantata in un altro, trasformandolo in una semplice custodia per la mente. Nel 2016 La Neuralink Corporation è stata fondata da diversi imprenditori tra i quali Elon Musk. È un’azienda statunitense che si occupa di sviluppare interfacce neurali impiantabili, il cui potenziale è stato rivelato per la prima volta venerdì 28 agosto 2020 in diretta streaming, ridicolizzando la fantascienza e riducendola a solida realtà.

Neuralink Corporation e laccio neurale

L’obbiettivo principale dei fondatori è quello di creare dei dispositivi in grado di curare malattie cerebrali, con lo scopo ultimo del potenziamento umano. Certamente Elon Musk, principale finanziatore del progetto, non contempla umili ambizioni ma punta in alto verso il laccio neurale. L’interfaccia neurale è un dispositivo in grado di connettere il cervello ad un computer e viene utilizzata in caso di lesioni celebrali per permettere al cervello di svolgere alcune funzioni. Principalmente le interfacce neurali sono costituite da una serie di elettrodi a contatto con il tessuto nervoso e operano in modo unidirezionale (dal cervello al computer). L’obbiettivo innovativo proposto da Musk è quello di renderla bidirezionale, offrendo al cervello maggior “assistenza”, maggior conservazione della memoria, maggior prevenzione rilevando un infarto o un ictus prima che avvengano.

“Come un FitBit nel cranio”

Dopo aver annunciato le idee ed i futuri progetti, la Neuralink Corporation si è eclissata sparendo dai riflettori per poi tornare a brillare venerdì 28 agosto 2020, giornata in cui Musk ha esposto in diretta streaming i risultati raggiunti in 4 anni di ricerca. “Tutti i vostri sensi: vista udito, tatto, dolore, sono tutti segnali elettrici inviati dai neuroni al cervello, tutti i problemi neurologici potrebbero essere risolti con il Neuralink“. Con questa frase è stato esposto e decritto per la prima volta il Link: un piccolo dischetto di raggio pari a 4 mm cui sono legati sottilissimi fili, è a ricarica induttiva e per impiantarlo viene rimossa una piccolissima porzione di cranio e l’elettrodo viene inserito da un robot nell’apertura andando a colmare la regione scoperta. Molto importante è la reversibilità: è possibile rimuovere il Link in sicurezza per ottenere un upgrade o per rimuoverlo definitivamente.

Gertrude: il maialino potenziato

“Certo, tutto ciò assomiglia molto ad un episodio di Black Mirror”. È la risposta ironica e agghiacciante che Musk ha fornito ad una spettatrice curiosa di sapere se si potranno salvare  e rivedere i ricordi. La vera star della diretta di venerdì è stata Gertrude, un maialino cui è stato impiantato il dispositivo. Il Link è associato ai recettori del muso (suo principale organo di senso), ogni Volta che Gert toccava qualcosa con esso, venivano inviati degli spike neurali (impulsi tra neuroni) rilevati e mostrati su uno schermo. Ciò è reso possibile dai 1.024 sottilissimi fili che raccolgono gli impulsi dai neuroni per trasformarli in informazioni digitali. Attualmente i fili si collegano solamente alle cellule nervose della corteccia cerebrale, deputata a meccanismi e funzioni cognitive complesse come: pensiero astratto, consapevolezza, memoria e linguaggio.

Potenziale del Link e potenziale d’azione

Esistono diverse malattie neurodegenerative come:  malattia di Alzheimer, Parkinson, corea di Huntington, sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e molte altre. Sono tutte accomunate dalla stessa causa ossia dal deterioramento e dalla morte neuronale che causa deficit cognitivi, motori e disturbi comportamentali. I neuroni degenerano e perdono la capacità di trasmettere correttamente l’impulso nervoso provocando danni irreversibili. Le cellule nervose sono perenni, in alcuni casi se la lesione coinvolge solo l’assone dei neuroni del midollo spinale il danno può essere riparato, ma i neuroni del cervello sono protetti dalla scatola cranica e la rigenerazione non è possibile neanche per lesioni semplici. Con un solo elettrodo di “The Link” si possono influenzare al momento 1000 o 10.000 neuroni. Ne consegue che si potrebbe correggere la trasmissione del segnale anche in caso di lesioni celebrali ma non solo, sarà possibile stimolare intere aree esercitando adeguatamente un campo elettrico che induca un potenziale d’azione lungo i neuroni della regione coinvolta come se fosse corrente elettrica indotta, anche nel caso in cui fossero danneggiate. Saremmo in grado di controllare gran parte degli impulsi cerebrali e tutto ciò che ne consegue: capacità cognitive, motorie, emozioni, memoria, linguaggio e molto altro. Questo dischetto non più grande di una moneta con fili più sottili dei capelli potrebbe salvarci le penne da gravi malattie, incidenti, infarti e secondo gli obbiettivi della start up permetterci di sviluppare una super vista, super memoria, super poteri dati da un rapporto simbiotico tra uomo ed intelligenza artificiale.

 

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