Nell’atmosfera cinese il Corona Virus prende il posto delle polveri sottili

Come può la Cina essere il Paese più inquinante e contemporaneamente quello più all’avanguardia nel settore dei trasporti elettrici?

(lifegate.it)

L’atmosfera cinese, si sa, non è mai stata una delle migliori. Negli ultimi mesi, infatti, la popolazione è stata costretta ad affrontare il pericolo del Corona Virus indossando mascherine ed evitando in tutti i modi possibili ogni forma di contagio. Eppure, nonostante l’emergenza virale l’abbia quasi messa in ginocchio, la Cina non sembra avere intenzione di mollare. Mentre gli scienziati si preoccupano di trovare una cura, infatti, alcune città hanno ben pensato di eliminare altre sostanze dannose dall’atmosfera: le polveri sottili. Si tratta di una scelta coraggiosa alla base di un’impresa colossale, soprattutto considerando che la Cina è responsabile del 28% delle emissioni.

L’iniziativa parte da Shenzhen

Immaginate di vivere in un luogo dove l’aria è irrespirabile, grigia, tossica. Una città dove la possibilità di contrarre tumori è spaventosamente alta a causa dell’inquinamento. È stata probabilmente questa la motivazione che ha spinto gli abitanti di Shenzen ad attuare una serie di provvedimenti per la purificazione dell’aria che respirano. Per questo, nella metropoli del Guandong culla dell’industrializzazione cinese, lo scorso dicembre si è tagliato un traguardo invidiabile. Con due anni di anticipo su quanto previsto, la flotta di mezzi pubblici presenti in città è stata interamente sostituita da veicoli elettrici. 

Il primato cinese non riguarda però solo i veicoli da trasporto pubblico. Si è infatti scelto di dare una svolta totale anche alla produzione di autoveicoli, scavalcando il mercato mondiale e lanciandosi nella produzione di massa di auto a batterie. Come conseguenza di tutto ciò, nel solo 2017 in Cina è finita quasi la metà dei veicoli elettrici ed ibridi, registrando un aumento del 62% rispetto all’anno precedente.

(3bmeteo.com)

Niente più polveri sottili

Chiaramente la totale assenza di emissioni da parte dei veicoli ha drasticamente ridotto l’inquinamento atmosferico, riscontrando un miglioramento nella qualità della vita e delle condizioni di salute dei cittadini. Ma a cosa veniva esposta la popolazione ad ogni respiro?

I gas di scarico e le industrie immettono nell’aria il cosiddetto particolato: l’insieme delle sostanze sospese sotto forma di aerosol atmosferico. Queste hanno dimensioni che variano da pochi nm a 100 µm e costituiscono l’inquinante più frequente nelle aree urbane. Per citarne alcuni, esempi di particolato sono: fibre naturali e artificiali, pollini, spore, particelle carboniose, metalli, silice e inquinanti liquidi. Il particolato ha effetti diversi sulla salute umana ed animale a seconda dell’origine (naturale, antropica ecc.) e delle dimensioni delle polveri. In alcuni casi (come quello dell’aerosol marino), l’effetto può addirittura essere benefico.

Purtroppo, molti inquinanti hanno un effetto cancerogeno, su cui non è possibile stabilire dei valori al di sotto dei quali non vi siano rischi. Tra questi ci sono il benzene e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Gli IPA sono composti organici contenenti due o più anelli aromatici che condividono una coppia di atomi di carbonio. Questi composti hanno origine soprattutto dalle emissioni attribuibili al traffico pesante e, sebbene costituiscano soltanto una frazione minima del particolato (inferiore a una parte su diecimila), rivestono una grande importanza a livello tossicologico.

A risentirne è infatti il sistema respiratorio che reagisce in modi diversi a seconda dell’individuo. Le conseguenze sulla salute umana sono infatti moltissime e spaziano dall’asma al tumore ai polmoni.

Particolato carbonioso al microscopio (wikipedia.org)

Vantaggi e svantaggi dei veicoli elettrici

Benché la tossicità dell’aria sia stata ridotta siamo davvero sicuri che le auto elettriche siano così ecologiche?

Innanzitutto cerchiamo di capire cosa sia una batteria. Si tratta di un dispositivo capace di convertire l’energia chimica in energia elettrica attraverso reazioni che coinvolgono ioni positivi e negativi. Tutto ciò accade sfruttando le proprietà di alcuni materiali tra cui il piombo e l’acido solforico. Entrambe le sostanze sono altamente tossiche per l’ambiente ed è necessario che siano trattate adeguatamente. Per nostra grandissima fortuna è possibile riciclare la maggior parte delle batterie. Infatti dal 90% di esse è possibile recuperare circa la metà dei componenti. In pratica, smaltire le batterie delle automobili è sinonimo di riutilizzare, quindi riciclare, i materiali ancora funzionali per poter dare vita a nuove funzioni. Proprio il piombo, ad esempio, pur essendo uno dei metalli più tossici del pianeta, può essere riutilizzato in diversi modi per ricreare nuove batterie oppure nella chimica e nell’edilizia generale.

Sfortunatamente, per fabbricare una batteria vengono immesse nell’ambiente enormi quantità di CO2 durante i processi di estrazione e lavorazione dei metalli. Si tratta dunque di un’emissione indiretta che però influisce ugualmente sulla composizione della nostra atmosfera. Lasciando parlare i numeri la produzione di questi accumulatori genera dai 150 ai 200 kg di CO2 per ogni kWh di potenza. I dati sembrano quindi suggerire che le auto elettriche, soprattutto quelle molto potenti, siano in realtà inquinanti come quelle a benzina.

(deccanherald.com)

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