Il Superuovo

Nella società odierna ci consideriamo idealisti o materialisti? Hegel e Vasco Rossi discutono sulla questione

Nella società odierna ci consideriamo idealisti o materialisti? Hegel e Vasco Rossi discutono sulla questione

Tutti distinguiamo il materialismo dall’idealismo, ma in quale ci identifichiamo?

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Ciò che molti non sanno è che oltre a esserci una differenza fisica, in quanto una realtà è misurabile mentre l’altro no, è che all’interno di questa tangibilità è presente anche una visione spiritualistica.

IL PENSIERO HEGELIANO IN BREVE

Georg Wilhelm Friedrich Hegel è un nome che abbiamo letto spesso sui nostri libri. Nato a Stoccarda nel XVIII secolo, egli ha condotto una vita tranquilla da normale intellettuale. Si può definire come il maggior esponente dell’idealismo tedesco? Assolutamente sì.

Questo movimento nacque in questi anni, principalmente grazie alle azioni del maestro Kant. Ma cosa significa idealismo in filosofia? Secondo la definizione Treccani l’idealismo è “ogni concezione che tende a risolvere la realtà nell’idea, intesa o come contenuto soggettivo di coscienza.” In parole più semplici possiamo dire che l’idealismo è una teoria secondo cui l’oggetto della conoscenza si riduce a rappresentare un’idea. Idealismo e spiritualismo corrono su due vie parallele; si può dire che l’idealismo è lo spiritualismo nel senso che tutte le manifestazioni della realtà sono spirito. Com’è noto, lo spiritualismo ha a che vedere con la realtà trascendente. Si può notare come, difatti, Hegel abbia scritto molti libri sul delicato tema come “La vita di Gesù” e “Lo spirito del cristianesimo e il suo destino”. Sono opere importanti che evidenziano il distacco da altri pensieri come quello di Schelling o di Fichte, altri fondatori dell’idealismo tedesco. Inoltre, Hegel sostiene che tra la filosofia e la storia c’è una forte connessione, e su questo ha una visione ottimistica: si procede sempre verso la libertà. Libertà disegnata dal progetto di Dio. Hegel era caparbio nell’evidenziare il grande divario tra il suo pensiero è quello di altri pensatori che basavano i loro ragionamenti su un’altra realtà: il materialismo. Lo spiritualismo si contrappone al materialismo e, di conseguenza, anche al razionalismo.

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LA CONGIUNZIONE TRA MATERIALISMO E SPIRITUALISMO

Prima di identificarci in materialisti o idealisti, è importante dare una spiegazione di cosa sono questi due concetti. Che cos’è il materialismo e come si differenzia dall’idealismo? Il primo oggetto di studio è la realtà materiale che posso descrivere non solo in termini estetici, ma posso misurarla per lungo, largo, per pesantezza… Questa realtà corporea è misurabile, ma cos’è l’unità di misura? Unità di misura vuol dire prendere una parte e verificare quante volte questa unità calza nella realtà che voglio misurare. Se è misurabile vuol dire che è anche divisibile. Una realtà che è divisibile è mutevole. La seconda categoria è la realtà immateriale, che meglio esprimiamo come giudizio. Se prendo un foglio e lo accartoccio il foglio è distrutto, ma il giudizio non cambia; è un nuovo giudizio che resta tale. È dunque qualcosa di non misurabile, non divisibile e non mutevole.

I materialisti sostengono che l’uomo è solo materia. La religione va contro questa affermazione e pensa che una risposta a questa dogmatica affermazione è un duplice livello. Nel primo risulta esserci una certa contradizione con l’esperienza di ognuno; l’esperienza, osservandomi impegnato con la vita nel presente ci fa vedere due realtà, non una. Due realtà che non possono coincidere perché c’è una differenza tra le due. Sopprimere questa differenza per ragioni ideologiche significa andare contro l’esperienza.  Quindi, secondo la Chiesa, c’è una contraddizione nella concezione materialista. In secondo luogo, c’è un errore di metodo. Gli idealisti sostengono che perché si esprima la realtà spirituale, la realtà materiale deve essere perfettamente accordata, e, se ci sono dei problemi questi influiscono sulla realtà spirituale. Ma, allo stesso tempo, negano la supposizione che la realtà spirituale è semplicemente uno sviluppo della realtà materiale.

MARX E LA CRITICA DELLA FILOSOFIA HEGELIANA

Se vogliamo parlare di due grandi pilastri del pensiero filosofico non possiamo fare a meno che citare Marx ed Hegel; ma qual è la concordanza che li lega sulla tematica trattata? Come abbiamo già visto Hegel è prettamente idealista ed è noto a tutti che Marx rappresenta l’emblema del materialismo, ma ciò che non sappiamo è che uno dei due ha osato giudicare il pensiero dell’altro. Stiamo parlando di Karl Marx che con il suo libro “Per la critica della filosofia del diritto di Hegel” espone il suo rammarico accusando Hegel di aver basato la maggior parte del suo pensiero su astrazione. Nonostante ciò, i due maestri hanno qualcosa che li accomuna: la dialettica.

La dialettica hegeliana si basava sull’idea che la realtà fosse complessa, stratificata, contraddittoria, cioè in grado di contrapporre un evento all’altro, un pensiero all’altro. Questo progresso, ovvero questa dialettica si basava su tesi, antitesi e sintesi. Entrando nel mondo hegeliano non è semplice spiegare tale concetto, ma ciò che è evidente è che parlando di spiritualismo e quindi di idealismo, dove niente è misurabile o divisibile, è evidente che egli stia parlando di una realtà astratta. Mentre la dialettica di Hegel è idealista, poiché l’Idea o Spirito è il motore di essa, la dialettica di Marx è materialista ed “economica”. Mentre Hegel utilizza la materia solo come mezzo per compiere il suo processo spiritualistico, Marx concentra la sua idea su un processo concreto, costruendo una dialettica sostanziale basate su concetti pragmatici.

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VASCO ROSSI E IL “SENSO” DELLE COSE

Vasco Rossi, noto anche come Vasco, è conosciuto per la sua adrenalina e per il suo anticonformismo. Ad accompagnare il suono della chitarra elettrica sono le parole che l’autore canta sul palco, le quali descrivono la realtà e talvolta raccontano il dramma nella società. Tra le sue celebri canzoni una in particolare è conforme alla tematica trattata in precedenza; la canzone “Un senso” è stata scritta e pubblicata agli inizi degli anni 2000. Vasco ripetendo molte volte la parola “senso” che potremmo associare al senso delle cose, esprime indiscutibilmente il fatto che non sempre bisogna dare un senso alle cose per andare avanti. Potremmo quindi suppore che Vasco sia d’accordo con la visione Hegeliana, o meglio, che sia in disaccordo su ciò che esprime Marx, il quale ha sempre dato una spiegazione alle cose. Nel ritornello esprime chiaramente questo concetto:

Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà
Domani arriverà lo stesso

Vasco, come ogni essere umano, vorrebbe trovare delle spiegazioni, ma talvolta bisogna lasciar correre.

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