Il Superuovo

Chi sono gli Incel: semplici emarginati sociali con atteggiamenti misogeni? Comprendiamolo attraverso il film “Unbreakable”

Chi sono gli Incel: semplici emarginati sociali con atteggiamenti misogeni? Comprendiamolo attraverso il film “Unbreakable”

Si autodefiniscono incel uomini o ragazzi “scapoli” che ritengono di non avere mai avuto rapporti sessuali per volontà delle donne che non li vogliono perché sono brutti.

“Quante donne uscirebbero o semplicemente andrebbero a cena con un uomo brutto, senza soldi e non di successo? La risposta che darebbe un Incel è: nessuna”

Principia così il suo ultimo articolo su will.ita Valeria Montebello, giornalista e scrittrice che si occupa da anni di comprendere e studiare gli Incel.

Ma chi sono gli Incel? Quando e dove è nata la loro subcultura?

Vediamolo insieme.

Chi sono gli Incel? Quale meccanismo psicologico si nasconde dietro il loro atteggiamento?

Come abbiamo detto precedentemente, si autodefiniscono incel (abbreviazione di involuntary celibate) uomini o ragazzi “scapoli” che ritengono di non avere mai avuto rapporti sessuali non per loro volontà ma per volontà delle donne che non li vogliono perché sono “sfigati”.

Sfigati non è la parola corretta, poichè la motivazione specifica degli incel è che le donne non li vogliono perchè sono brutti, poveri e non di successo.

Quello che si capisce da questa prima spiegazione è che la loro sofferenza nasce dal fatto che loro vorrebbero terribilmentente emanciparsi ma questo entra in contrasto con la loro stessa autocategorizzazione (fondata o meno) che gli impedisce di trovare soluzioni.

Se vi interessa l’argomento vi suggerisco di guardare il video di TedX di Valedia Montebello dove spiega il fenomeno incel molto più approfonditamente.

Di fatto, la loro automortificazione (come ogni credenza psicologica) cerca sempre riferimenti e la condivisione sociale attraverso la rete autoalimente enormemente questa sofferenza e distoglie l’attenzione da ogni possibile via risolutiva.

Ho parlato di rete perchè gli Incel vivono online, in un insieme di forum, chat, gruppi Telegram, siti, perché, come riporta la giornalista, esso è “un fenomeno che si sviluppa e si autoalimenta grazie all’assenza di contatto con le donne e spesso anche con la società” (https://www.instagram.com/tv/CUINq_WIN0h/) .

La bruttezza comunque rimane il parametro più importante (e quindi negativo) per un Incel, ritenuto un’ingiustizia biologica originaria.

Il credo e la terminologia degli Incel

Chad, cantaltit, lms, ipogamare, co” sono parole che possiamo trovare nei loro forum.

Questi hanno un vero e proprio credo con regole e gerarchie oltre che una terminilogia specifica.

Come riporta Valeria Montebello “Secondo gli incel la società si divide in due macro-categorie che non si incontreranno mai: i brutti e i belli. Gli Incel e i chad

I chad sarebbero il propotito del maschio americano (il giocatore di football per intendersi) che con il loro “bel faccino” possono essere appetibili per le donne (brutte o belle non fa differenza) che li scelgono perchè stereotipicamente attraenti.

Le donne belle come i chad sono le stacy: “donne belle e selettive impossibili da conquistare per un incel” (cit.)

Noi comuni mortali invece saremmo i “normi”, i quali ignoriamo la cruda realtà ma riusciamo a sopravvivere e ad avere rapporti sessuali perchè “non brutti”.

Quanto può essere pericoloso non comprendere questa sub-cultura? Aiutiamoci con il cinema

Questa esclusione dal tessuto sociale e dai rapporti con le donne ha portato alcuni incel, in Usa e ultimamente anche in Europa, a firmare delle stragi, tanto che in Canada sono considerati un gruppo terroristico. (https://www.facebook.com/willmediaITA/videos/4526800937381182)

Per la comunità psicologica è importantissimo comprendere e conoscere il fenomeno per capire quali possono essere gli interventi per aiutare queste persone che, indubbiamente, vivono un disagio enorme.

Per noi tutti, invece, è importante, come dice la giornalista, non stigmatizzare “opponendosi in modo ideologico” poichè otterremmo solo “più radicalizzazione e odio” (https://www.facebook.com/willmediaITA/videos/4526800937381182).

Se ci pensate bene, è da tempo che il cinema ha dato e sta dando importanza alla componente emotiva di tutti gli emarginati sociali che si ritrovano a compiere atti di violenza (indubbiamente ingiustificata).

Lo è stato il Joker (2019) di Todd Phillips, ma lo è ancora di più “L’uomo di vetro” di Unbreakable di M. Night Shyamalan (2000).

In entrambi i film l’emarginato sociale si identifica nello stigma e nelle difficoltà che vive a tal punto da farle diventare l’identità stessa del personaggio. Questo sfocia in atti di violenza contro la società stessa come atti di rivendicazione della propria difficoltà e del proprio stigma sociale.

 

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: