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Nasce il corso universitario per influencer: l’ascesa di una nuova professione

Nasce il corso universitario per influencer: l’ascesa di una nuova professione

Ad oggi la parola influencer risuona ovunque come un eco sempre più pressante all’interno di ogni mass media, a partire dai social che fanno a questa figura da madre per arrivare fino anche alla televisione.

La figura dell’influencer rappresenta oggi una realtà affermata, che, criticata o seguita, esiste in maniera solida e conta moltissime personalità, VIP già in origine o meno, che plasmano e modellano i gusti e le opinioni dei loro followers. Followers, dal canto loro, che in gran numero si rovesciano sulle pagine Facebook, Instagram o Twitter dei loro “leaders”, lasciando in omaggio fiumi di likes. Questi likes poi più spesso che volentieri portano l’influencer seguito a guadagnare grandi quantità di denaro.

Vestire indumenti e cosmetici regalati da grandi marche, viaggiare gratuitamente, e ancora mangiare gratuitamente nei ristoranti, per poi postare il tutto sul proprio profilo Instagram e guadagnare anche molto denaro per singolo post. Chi non vorrebbe vivere così? Insomma, chi non vorrebbe sguazzare in mezzo a lussi e vizi che non solo portano benessere fisico (tralasciando per ora il benessere mentale) ma anche benessere economico?

Eppure per essere influencer non basta un semplice account Instagram o Facebook, o anche solo una bella faccia. Ci vuole carattere, fascino, capacità di intrattenere ed attirare interesse, bell’aspetto, gusto estetico e anche una buona dose di fortuna.

Il logo dell’Università Autonoma di Madrid

Se non si è dotati di tutti questi parametri (insieme a molti altri), tuttavia, non vi è nulla di cui preoccuparsi. Infatti, a partire dall’anno accademico ormai in procinto di cominciare sarà possibile iscriversi ad un corso di formazione universitaria per influencer.

Intelligence Influencer: Fashion & Beauty“, questo è il nome del nuovo corso di formazione lanciato a partire da quest’anno dall’Università Autonoma di Madrid (UAM). Come si può leggere sul sito dell’università madrilena, il corso di formazione per influencer professionali avrà inizio il 22 ottobre, con la lezione di inaugurazione che avrà luogo il 19 ottobre.

La struttura del corso

Il corso fa parte della Scuola di Intelligenza Economica dell’Università Autonoma di Madrid ed è stato sviluppato in collaborazione con la Fashion week di Ibiza e con le facoltà di psicologiascienze economiche.

Nel novero dei dirigenti del corso, poi, non mancano personalità importanti, che conferiscono alla nuova facoltà anche una certa rilevanza accademica. Alla direzione, infatti, figurano i nomi di Agatha Ruiz de la Prada, nota stilista spagnola indicata come directora de HonorManuel de Juan Espinosa, professore universitario presso l’UAM, e Manel Torrents Condeminas, CEO della Fashion Week di Ibiza.

Agatha Ruiz de la Prada, stilista spagnola.

Le lezioni cominceranno, come già anticipato, il 22 ottobre di quest’anno e termineranno il 20 marzo dell’anno prossimo, contando un totale di 500 ore, delle quali solo 160 saranno di lezione effettiva mentre le restanti 340 saranno impiegate per esercizi, esami, progetti e così via. Non un sistema di lezioni particolarmente impegnativo, quindi, se si considera che queste avranno luogo ogni settimana dal lunedì al mercoledì, dalle 17:30 alle 20:30.

Come prevedibile l’iscrizione al corso sarà a numero chiuso, e l’accesso alla pagina di iscrizione sarà disponibile solo a partire dal 27 agosto, data in cui verranno anche fornite numerose informazioni in più per tutti quegli aspiranti influencer desiderosi di diventare veri professionisti.

Per chi, poi, non sia in grado di seguire con buona frequenza le lezioni, l’Università Autonoma di Madrid ha deciso di mettere a disposizione degli studenti iscritti la possibilità di seguire le lezioni online, essendo del resto la sede del corso unicamente a Madrid. Per chi seguirà le lezioni via web, tuttavia, non vi sarà la possibilità di conseguire il titolo, come coloro che invece hanno partecipato attivamente alle lezioni, ma verrà piuttosto consegnato solamente un attestato di partecipazione.

Il titolo, infine, verrà conseguito solo successivamente alla raccolta di 20 crediti formativi, ottenibili lungo i diversi esami da affrontare, insieme con la frequenza e lo svolgimento dei vari esercizi assegnati lungo il semestre.

L’obiettivo del corso

L’obiettivo che il corso si propone, come esplicitamente dichiarato sulla scheda ad esso relativa, è quello di formare ogni studente verso una competenza il più possibile completa nelle abilità richieste per il ruolo dell’influencer, e quindi di fornire allo studente tutti i mezzi caratteriali e conoscitivi per potersi assicurare i più ricchi contratti per influencer nel mondo della moda e dei cosmetici soprattutto.

Come raggiungere tale obiettivo?
La formazione proposta dall’università madrilena non rappresenta un semplice corso pratico di grafica, videomaking, moda o design, o almeno non solo. Tutt’altro. L’intero percorso educativo sarà infatti gestito interamente sotto il punto di vista dell’intelligenza economica, che consiste in un approccio innovativo mirato a fornire competenze e conoscenze che, se fruite secondo la giusta modalità e nel giusto contesto, garantiscono una “marcia in più” all’interno del mondo professionale, garantendo quindi un vantaggio decisivo nel competitivo mondo di aziende, grandi marche di moda e influencer.

L’intelligenza economica, secondo il punto di vista dell’università ospite del corso, rappresenterebbe uno strumento fondamentale per la gestione e lo sviluppo di un business già nel mercato tradizionale, e ancora di più all’interno del mondo del marketing digitale, che ora come non mai sta andando incontro ad uno sviluppo sempre crescente.

Il programma e le materie del corso

Già pubblicato all’interno della scheda del corso, il programma a cui ogni aspirante influencer andrà incontro prevede il conseguimento di 20 crediti ECTS, e si vede articolato lungo 20 “sesiones“, ovvero “sessioni”. Ogni sesión affronta diversi aspetti fondamentali della professione influencer, portando lo studente ad una conoscenza completa del contesto di lavoro che lo aspetta, delle abilità necessarie a tale occupazione e anche delle questioni etiche, legali e creative del mondo ad essa legato.

Crediti: blog.ecostampa.it

Sarà opportuno, a questo punto, fare un rapido elenco delle sesiones più importanti che costituiscono l’anima del corso.

Sesión 1: Fashion & Beauty Influencers

Questa prima sessione affronterà il tema della figura dell’influencer e dell’intelligenza economica richiesta per tale professione. Particolare è anche il riferimento all’aspetto etico del ruolo dell’influencer, che deve saper gestire le proprie responsabilità verso i followers.

Sesión 2: Ottimizzazione dello spazio personale

L’argomento di questa seconda sessione riguarderà invece la gestione delle varie pagine web nelle quali l’attività dell’influencer si articola. Lo studente quindi imparerà ad ottimizzare il proprio blog ed i propri profili Instagram e Youtube, per far sì che essi possano ottenere la maggior visibilità possibile.

Sesión 5: Psicologia della moda

Ebbene, fondamentale per l’aspirante influencer sarà poi anche conoscere la psicologia dell’essere umano che si relaziona con il vestito, per conoscere il segreto dell’essere “cool” e il funzionamento della moda all’interno dell’ambito sociale. Del resto, come si può essere veramente cool senza conoscere i segreti della psicologia a riguardo?

Sesión 6: Comunicazione, influenza e persuasione per influencer

Un vero influencer, al di sopra del livello di tutti gli altri utenti social, deve sapere convincere ed essere irresistibile. Ed ecco, quindi, che nella sesta sessione si affronteranno tutte quelle tecniche di persuasione che risulteranno utili all’influencer nelle sue campagne pubblicitarie e che gli procureranno seguito e status sociale.

Sesión 7: Il lato oscuro della comunicazione: stress, trolls e haters

Fama vuol dire avere tanto seguito, guadagnare molto denaro, essere riconosciuti per strada e così via. Del resto come ogni cosa anche la fama presenta un suo lato oscuro, fatto di insulti, odio, invidia e tanto male. Un vero influencer dovrà essere capace di gestire tutto ciò, per evitare di cadere in pasto agli haters e ai troll, cercando di salvaguardare così la propria salute mentale.

Sesión dalla 9 alla 14: Laboratori pratici per influencer

Le sessioni dalla numero 9 alla numero 14 poi consistono in vari laboratori, diretti a conferire conoscenze pratiche utili alla creazione di contenuti digitali. Tra i vari laboratori se ne contano alcuni dedicati alla creatività, alla fotografia, al video-editing e alla cura dell’immagine personale.

Queste appena elencate rappresentano le sesiones più curiose o fondamentali, ma per chiunque fosse desideroso di dare un occhio anche alle restanti, la scheda del corso può essere trovata, in spagnolo, a questo link.

Bisogna notare infine come sia esplicitamente dichiarata all’interno della scheda del corso la necessità di essere possessori di un blog (o pagina web), di un account Instagram o Youtube, al fine di poter seguire le lezioni e svolgere gli esercizi.

Chi è un influencer?

Un influencer è una figura online che, attraverso i suoi post e le sue foto, rappresenta un opinion leader, ovvero una guida per i suoi followers per quanto riguarda le mode e i prodotti da utilizzare. La differenza con il fashion blogger è sostanziale: infatti l’influencer non si limita a un solo ambito e non rappresenta un semplice blogger, ma piuttosto è un personaggio che collabora direttamente con le case di moda per pubblicizzare un loro determinato prodotto sulle piattaforme online.

Una foto di Huda Kattan.
Huda Kattan è l’influencer più pagata al mondo. Guadagna circa 18 mila dollari a post, e conta 26,5 milioni di followers su Instagram.

L’influencer puro quindi sarebbe una sorta di pubblicità che cammina, o meglio, una pubblicità che posta. Un personaggio che grazie alla sua fama, che può essere ottenuta nei modi più disparati possibili, riesce ad avvantaggiarsi economicamente dei suoi followers, consigliando loro determinati e guidandoli in sicurezza nella giungla di informazioni digitali che ad oggi circolano sul web.

La figura dell’influencer nasce in seno ai social che poi fanno da culla alla sua intera attività professionale. Come si evince dalle analisi portate dalla stessa Università Autonoma di Madrid, all’interno della presentazione del corso, l’influencer diventa tale solo a partire dalla fiducia dei suoi followers. Fiducia, questa, che può essere facilmente ottenuta grazie alla formazione del neonato corso dell’università madrilena.

Ma è davvero necessario un corso universitario?

L’UAM, che ha lanciato il corso, spende molte parole sul suo sito per giustificare tale lancio.

Il web sta assumendo una posizione di rilievo all’interno di ogni nostra attività o interazione sociale, tanto che il marketing tradizionale appare ad oggi come una seconda scelta davanti alla potenziale clientela che il marketing digitale al contrario offre.

La rete, tuttavia, offre un pacchetto di informazioni digitali tale da diventare inestricabile per l’utente medio, che si ritrova disperso, letteralmente bombardato da ogni lato da pubblicità e prodotti. Per quanto riguarda le strategie di marketing delle aziende, tutto ciò non è positivo e non contribuisce al convogliare il denaro dei clienti nelle proprie tasche.

La necessità, quindi, diventa quella di canalizzare tutte le informazioni all’interno di un imbuto che, vicino alla popolazione digitale, renda accessibile tale pacchetto di informazioni. Tale imbuto è appunto rappresentato dall’influencer, che è capace di raccogliere le pubblicità digitali delle varie aziende in se stesso, e di comunicarle con facilità a un seguito che in lui/lei ha profonda stima, che di lui/lei si fida e che modella il proprio gusto a partire da ciò che lui/lei dice o indossa.

In tal modo si viene a sostituire la voce delle aziende per il popolo con una voce del popolo per il popolo, che risulta così esponenzialmente più efficace per il marketing.

Secondo le statistiche Brandmanic gli influencers sono perlopiù donne (63,6%) e giovani (il 70,8% ha tra i 18 e 35 anni).
Crediti foto: torchlightmedia.xyz

A questo punto chiunque riesca ad accaparrarsi in un modo o nell’altro una grande quantità di followers può diventare un influencer, ma proprio per questo motivo molti influencer non guadagnano da questa occupazione quanto potrebbero, e non sfruttano il proprio seguito in maniera completa per ottenere l’attenzione delle grandi aziende e case di moda.

Per tale motivo, secondo l’università madrilena, vi è la necessità di educare la nuova generazione di influencer, per far sì che questa nuova occupazione, che ormai rappresenta una realtà innegabile, venga gestita in maniera sana, corretta ed efficiente, onde evitare danni nella direzione del marketing digitale e anche nell’ambito sociale in sé.

Infatti la figura dell’influencer non dovrà essere educata solo per salvaguardare l’aspetto economico, ma anche quello sociale. Un influencer non conscio delle responsabilità etiche e morali del suo ruolo potrebbe risultare tossico per i suoi followers e la società, e tutto ciò potrebbe essere evitato grazie ad un’educazione in seno all’intelligenza economica.

Quanto futuro ha questa professione?

Il futuro dell’influencer è florido, e per questo si è sentita la necessità di regolamentarne la qualità, in modo tale da portare lo sviluppo di un settore ormai già affermato a crescere in maniera sana e corretta, come un albero con i suoi bastoni al fianco.

Secondo lo studio precedentemente citato condotto da Brandmanic, il numero degli influencer retribuiti negli ultimi due anni è cresciuto del 6,4%, e il 78,2% delle società intervistate in tale studio ha dichiarato di aver portato avanti campagne pubblicitarie con influencer.

Il ruolo dell’influencer rappresenta quindi l’estrema propaggine di un percorso capitalista che ha portato la vendita dei prodotti fino all’interno della psicologia digitale del cliente, che ora si vede colpito e modellato anche dal lato dei suoi interessi social e dei suoi leader, che lo sfruttano, guidandolo verso determinati prodotti in modo da poterci anche guadagnare.

Il lavoro nobilita l’uomo, ma forse con l’influencer…

Il lavoro caratterizza l’essere umano, lo rende pieno, gli fornisce un significato e gli porta benessere mentale oltre che fisico, se portato avanti con responsabilità e cura morale.

Secondo il filosofo inglese John Locke, l’uomo assegnerebbe un valore agli oggetti attraverso il proprio lavoro, creando quindi quella che si chiama proprietà, che proviene da un processo tanto sano e naturale quale l’impiego umano dellr proprie forze verso un preciso fine.

E ora che anche l’influencer è considerato un vero lavoro, anch’esso nobilita l’uomo?

Il ruolo dell’influencer è specificatamente figlio della nostra epoca, del 21esimo secolo, e ne presenta tutte le caratteristiche: l’ambito digitale, lo sguardo fissato verso il denaro, la pubblicizzazione ossessiva dei prodotti e la prevalenza dell’apparenza sull’essenza.

Concentrare su di sé, senza passione o particolare interesse, un insieme di pubblicità e mode, per poi comunicarle a un grande numero di followers e plasmare il loro gusto rappresenta l’icona dell’apparenza, e non porterà con sé alcun particolare valore se tale ruolo non viene sfruttato per comunicare valori e riflessioni positive per la società.

Cercare di ottenere sempre più followers attraverso la propria apparenza, per poi guadagnare soldi grazie alla loro fiducia, toglie di senso all’essere umano, che così si trasforma in una macchina da soldi, priva di valori, di ideali e di passione per l’insensato (per capire di cosa si parla, riferirsi a questo nostro articolo).

Crediti: 6sicuro.it

L’uomo viene così svuotato e letteralmente “spiaccicato” su una superficiale apparenza social, che lo trasforma in quello che gli altri vorrebbero vedere e lo priva di una qualsiasi tensione verso lo sviluppo e la cura della propria esistenza.

Se non si è portatori di veri messaggi o di valori, allora che senso ha essere influencer? Quale nobilitazione si ottiene facendosi portatori di semplici pubblicità? Non si diventa altro che vittime dei lati negativi e disumanizzanti del nostro sistema economico, e vittime soprattutto di quell’empio desiderio materiale che tanto ci allontana da noi stessi.

Il problema, tuttavia, non sta completamente dal lato dell’influencer, ma una grande fetta di torta appartiene allo stomaco dei followers, che idolatrano personaggi puramente superficiali, che rappresentano quell’ideale di vita superficiale che ci porterebbe quella soddisfazione fisica, utile ma empia, che tanto la società dei nostri tempi insegue.

L’origine della figura dell’influencer, infatti, sta proprio nella fiducia che i followers gli conferiscono, che a questo punto rappresentano il motore di un meccanismo che, se non filtrato adeguatamente, rischia di diventare altamente inquinante, e distruggere così l’uomo dall’interno.

E vissero infelici ed empi,
pieni di amici digitali, virtuali e sorridenti,
spettacolo dei nostri tempi,
aspetti il tuo miracolo e ti arrendi
all’oracolo di Selfie.

(Nitro – L’oracolo di Selfie)

 

Giovanni Ciceri

 

 

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