Narratore inattendibile in letteratura e fake news moderne: oltre alla finzione c’è di più

Sono numerosi gli episodi in cui scrittori e giornalisti si cimentano, con successo, nell’arte della menzogna. Tra i motivi anche la provocazione e l’invito ad una maggiore consapevolezza.

Mi chiamo Walter Siti, come tutti e non c’è niente di meglio degli spaghetti veri, coltivati in casa. Due affermazioni certamente false, ma l’una apre un romanzo del noto e accreditato scrittore Walter Siti, mentre l’altra chiude un video divulgato il primo aprile del 1957 dalla BBC. C’è un legame fra le due tipologie di finzione? Che intento hanno? E soprattutto, come deve comportarsi il lettore di fronte a questi fenomeni?

 

Il patto narrativo è un tacito accordo stipulato fra narratore e lettore, tramite il quale la voce narrante chiede che durante la fase di lettura siano sospesi incredulità e dubbi in merito alla non verosimiglianza delle vicende raccontate. Per mezzo del patto narrativo, il narratore acquisisce tre principali diritti, esercitabili sulla propria opera: la facoltà di creare nuovi mondi, l’onniscienza su questi ultimi e la possibilità di operare una selezione di carattere funzionale (che gli permette di approfondire arbitrariamente solo determinati caratteri o elementi presenti nel racconto). In funzione dell’eventuale accettazione del patto narrativo i lettori vengono distinti come “disponibili” o “ingenui”. Il lettore disponibile è colui che al termine della lettura è in grado di recuperare i criteri di interpretazione della realtà di modo da mantenere una distanza critica dall’opera, mentre ingenuo è il lettore che, sospesa o terminata la lettura, resta tanto influenzato dalle vicende da non poter più analizzare efficacemente l’ambiente in cui è inserito. Sono esempi di lettori ingenui i personaggi di Madame Bovary e Don Chisciotte, i quali non hanno saputo riconoscere, e di conseguenza accettare, il patto narrativo sotteso rispettivamente nei romanzi rosa e nei poemi cavallereschi. Nel caso in cui il patto narrativo venga a mancare fin dal principio, e il narratore non richieda al lettore di sospendere la propria incredulità, ma anzi, lo inviti a mantenere un alto livello di attenzione in fase di lettura in modo da individuare probabili incongruenze nell’intreccio, si parla di narrazione inattendibile. Walter Siti apre l’opera Troppi paradisi con le contraddittorie assunzioni: Mi chiamo Walter Siti, come tutti. Campione di mediocrità. […] La mia diversità è di massa. Ennio Flaiano porta avanti la scrittura del romanzo Tempo di uccidere con una soggettività della voce narrante tale che il ricordo su cui si incentra l’intera narrazione viene, in chiusura, derubricato come errore di memoria, di modo da indurre una sensazione di palpabile confusione e incertezza nel lettore.

fake news e pesce d’aprile

Una fake news è un’informazione in parte o del tutto non corrispondente al vero, divulgata intenzionalmente o inintenzionalmente attraverso il web, i media o le tecnologie digitali di comunicazione (fonte: Enciclopedia Treccani). All’interno del sistema delle fake news, che vanta ormai dimensione globale, convivono grandi campagne organizzate di disinformazione e singoli utenti, per via dell’enorme risonanza che può potenzialmente agire su ogni contenuto del Web. Un elemento di singolarità nel grande insieme delle fake news è mantenuto dalle notizie false pubblicate il primo aprile, dal momento che queste ultime veicolano informazioni volutamente errate non tanto come fine, quanto invece come mezzo per giungere alla burla (il famoso “pesce d’aprile”). Iconico è lo scherzo, sopracitato, che il primo aprile 1957 la BBC giocò al proprio pubblico, durante il quale fu mandato in onda un video che mostrava l’attività di raccolta degli spaghetti dagli alberi in territorio Svizzero, presentata come pratica appresa dalla più solida tradizione italiana. L’ambientazione fu resa estremamente credibile per mezzo dell’inserimento della voce di un presentatore famoso, accompagnata da un sottofondo musicale di richiamo italiano e di dettagliate spiegazioni scientifiche volte a giustificare l’uniformità di lunghezza dei fili di pasta. Il successo di tale artificio è da attribuire al fatto che nel Regno Unito degli anni ‘50 la pasta non era largamente usata e nemmeno conosciuta, poiché era venduta in barattoli, preventivamente cotta e condita.

Raccolta degli spaghetti dagli alberi

Un esempio più recente di fake news divulgata in corrispondenza del primo aprile è offerto dalla casa automobilistica Peugeot, che nel 2012 annunciò il lancio di una nuova autovettura (Peugeot Rcz) la cui cromatura esterna doveva essere in grado di cambiare colore in funzione dello stato d’animo del guidatore.

Variazione colore della carrozzeria della (inesistente) Peugeot Rcz

Giornalisti e scrittori come bugiardi autorizzati

E’ lecito considerare l’adesione di testate giornalistiche anche molto rispettate all’usanza del pesce d’aprile come l’unica concessione annuale di contravvenire alla puntualità e alla serietà che il sistema giornalistico impone. La divulgazione di tale genere di fake news somiglia moltissimo alla produzione di racconti giudicati inattendibili, e può forse costituire l’unico caso autorizzato di scrittura inattendibile nell’ambito del giornalismo. L’intento che accomuna le due pratiche è certamente provocatorio, poichè in entrambe le forme di comunicazione si ravvisa l’invito ad una maggiore attenzione da parte del lettore e la velata proposta di mettere in discussione qualsiasi notizia lo raggiunga. Il pubblico sia quindi attento (e non ingenuo) e sappia cogliere i segnali che rendono la scrittura non attendibile. Il critico letterario Cesare Segre, enumerando i diritti del narratore sopra esposti, lo definisce un bugiardo autorizzato; probabilmente un solo giorno all’anno la stessa etichetta descrive anche i giornalisti.

Lo scrittore Walter Siti

 

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