Mr. Darcy non muore mai: da Jane Austen a Bridget Jones

Se avete amato le avventure di Elizabeth Bennet, protagonista del romanzo cult “Orgoglio e pregiudizio” (1813) di Jane Austen, allora vi piacerà senz’altro il best seller “Il diario di Bridget Jones” (1995) di Helen Fielding.

Nei due romanzi si raccontano le vicende di due donne alle prese con personaggi che, nonostante siano divisi da circa duecento anni, si assomigliano molto: le cinque sorelle di Lizzie ricordano gli amici di Bridget; entrambe le madri delle protagoniste sono appassionate di pettegolezzi e amano immischiarsi nelle vite degli altri; il bello che conquista la famiglia Bennet si comporta in egual modo all’intellettuale del quale si invaghisce Bridget; e per ultima cosa, i due uomini di cui le due protagoniste si innamorano si chiamano allo stesso modo, Mr. Darcy.

“Ho solo rubato la trama” disse Helen Fielding su “Orgoglio e Pregiudizio”

Sebbene le due protagoniste abbiano due temperamenti differenti, le loro vicissitudini hanno diversi punti in comune. Helen Fielding ammise in un’intervista di essere rimasta così infatuata da “Orgoglio e pregiudizio” che iniziò a scrivere un romanzo con una trama alquanto simile, pensando che a Jane Austen non avrebbe dato troppo fastidio. L’eroina di quest’ultima è una donna single di ormai ventisei anni, età all’epoca considerata piuttosto inoltrata per sposarsi, infatti tutti i personaggi vogliono presentarle un buon partito così da “potersi sistemare”, in particolare sua madre, la cui più grande preoccupazione è far sì che le sue cinque figlie si sposino.  Analogamente, Bridget Jones è una donna single di trent’anni,  che si trova costantemente ad affrontare lo zio che la tormenta a Natale facendo domande come: “E il fidanzato?” “Oh, voi ragazze in carriera! Non si può passare tutta la vita così, tic tac”:  le classiche battutine snervanti a cui bisogna rispondere con un bel sorriso, ma che dentro scatenano un’irritazione irrefrenabile. Ebbene, quando Bridget è ormai giunta al culmine della disperazione, decide di scrivere un diario su cui appunta il suo peso, le quantità di calorie assunte, il numero di sigarette fumate e di alcolici consumati e ovviamente, tutto quello che le succede, con l’obiettivo di darsi una regolata e riprendersi.

Mr. Wickham o Daniel Cleaver?

Tutte le fan conoscono sicuramente i due bellocci dei romanzi in considerazione: in “Orgoglio e pregiudizio” si tratta di Mr Wickham, un ufficiale dell’esercito britannico di bell’aspetto; mentre nel “Diario di Bridget Jones” l’interessato è Daniel Cleaver, un intellettuale spiritoso e affascinante. Nonostante i dettagli e i risvolti della trama prendano pieghe diverse, il processo che condurranno i due personaggi è lo stesso: all’inizio, sia le protagoniste che il lettore, sono portati a guardarli di buon occhio, pensando che finalmente faranno la felicità dell’eroina del romanzo, tuttavia non sarà affatto così! Alla fine i due si riveleranno il motivo di un grande risentimento per entrambe, a causa di molteplici azioni sconsiderate, tra cui la falsa dichiarazione di essere stati vittime dell’egoismo di Darcy, la quale inasprirà notevolmente l’opinione delle protagoniste su quest’ultimo. Così, Cleaver e Wickham rappresentano ognuno il prototipo dell’uomo interessante che affascina chiunque, ma che alla fine risulta essere un poco di buono: il classico tipo per cui di solito si perde la testa e sul quale ci si fanno molte illusioni. Insomma, all’inizio i due sembrano essere l’incarnazione del principe azzurro, per poi rivelarsi l’esatto contrario.

“Oh Mr. Darcy”

Le analogie tra i due romanzi non sono ancora finite, quella più evidente di tutti è data dal nome di uno dei protagonisti maschili: Fitzwilliam Darcy in “Orgoglio e pregiudizio” e Mark Darcy nel “Diario di Bridget Jones”. Mr. Darcy viene interpretato nella miniserie televisiva ispirata al romanzo di Jane Austen e nel film tratto dal “Diario di Bridget Jones” dallo stesso attore, Colin Firth. Argomento su cui Helen Fielding giocherà molto nel sequel “Che pasticcio, Bridget Jones!”, dedicando un intero capitolo – intitolato “Oh Mr.Darcy” – all’intervista a Colin Firth condotta da Bridget, che è ormai diventata una giornalista in carriera.  Così, nei due best seller troviamo lo stesso personaggio, plasmato secondo le due epoche: quel che è certo è che Mr. Darcy si presenta in entrambi i casi come un tipo snob, pomposo e sprezzante. Con entrambe le protagoniste, Darcy fa delle gaffe tremende, pronunciandosi negativamente su una e sull’altra: all’invito a chiedere di ballare a Elizabeth Bennet, Fitzwilliam risponde “E’ passabile, ma non abbastanza bella per tentarmi”, mentre Mark alla proposta di uscire con Bridget, argomenta “Sono sicuro che la vita di Bridget a Londra è abbastanza piena”. Un soggetto che non ispira certo simpatia a prima vista. Al contrario però, ciò che forse volevano dire Austen e Fielding era che non bisogna giudicare dalle apparenze. D’altro canto, il termine “pregiudizio” nel titolo dell’opera allude proprio al fenomeno di giudicare le persone prima di conoscerle. Alla fine, Darcy si configurerà come un affascinante bravo ragazzo, con il quale non dispiacerebbe affatto aver a che fare, quindi il suo personaggio compirà il procedimento rovesciato rispetto ai suoi avversari. D’altronde, quasi tutte si sono imbattute in un Daniel Cleaver o Mr. Wickham oppure in un Mr. Darcy.

 

 

 

 

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