Morte, violenza sessuale e Genesis: come una filastrocca settecentesca si trasforma in musica

Cosa lega il famoso gruppo ”Genesis” a delle filastrocche settecentesche? La risposta sta nella prima traccia del loro terzo album

Phil Collins - Wikipedia
Di Andrew Bossi – Opera propria, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2829127

Un’atmosfera macabra nata dall’unione di una filastrocca dei primi anni del Settecento e da temi come il sesso e la violenza. The musical box, una delle tracce più famose del gruppo britannico, una bambina diventa un’assassina e le teste delle sue vittime delle palle di croquet.

 

File:Maxfield Parrish - Old King Cole (1894).jpg - Wikimedia Commons
By Maxfield Parrish – Pennsylvania Academy of the Fine Arts, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=32939648

 

 

L’album

“Nursery Cryme”,  pubblicato il 12 Novembre del 1971, è il terzo album dei Genesis, un gruppo musicale britannico. Composto da sette tracce, il suo successo non fu immediato, se non in paesi esteri come la Francia e il Belgio e anche l’Italia, dove arrivò ad occupare la quarta posizione durante lo stesso anno di pubblicazione. Una delle particolarità dell’album è sicuramente la copertina, dove viene raffigurata una bambina ben vestita che gioca a croquet con le teste dei bambini che ha appena decapitato. In molti hanno definito questo album ”vittoriano” sia per i temi trattati, sia per i macabro che si cela dietro. A ispirare la copertina si dice sia stata proprio la prima canzone, “The musical box”. 

Le tracce

Come già detto le tracce sono in totale sette e la prima, “The musical box”. I riferimenti all’interno del testo pur essendo espliciti, non rendono sempre il collegamento fatto. In questa traccia infatti sin dall’inizio viene citato un “Old King Cole”:

“Play me Old King Cole
That I may join with you,
All your hearts now seem so far from me
It hardly seems to matter now.”

Si tratta di un personaggio inventato, benché alcuni abbiano pensato a un possibile personaggio storico. “Old King Cole” è inoltre una filastrocca che viene collocata nei primi anni del Settecento. Questa filastrocca parlava di un re felice, allegro, che chiedeva la sua pipa e la sua coppa. Il libro più antico che abbiamo a proposito è del 1985 e si trova in Scozia, senza contare che si tratta di uno dei libri più piccoli del mondo. Queste filastrocche ebbero un largo successo, soprattutto negli anni a seguire. Colpisce come il tempo abbia mutato alcuni componimenti del testo. Sicura è la sostituzione di un ipotetico strumento musicale con la ”pipa” che ritroviamo nelle nostre versioni, in quanto l’uso del tabacco non era ancora stato attestato in Europa in quegli anni. La versione più famosa rimane comunque questa, ovvero quella ripresa dai Genesis nella prima traccia di quest’album:

 

Il vecchio re Cole era un’anima allegra e vecchia,
e un’anima allegra era lui;
Chiamò la pipa e chiamò la sua ciotola,
e chiamò i suoi violinisti tre.
Ogni violinista che aveva un violino,
e un violino molto bello lo aveva;
Oh, non c’è nessuno così raro, come si può paragonare,
con King Cole e i suoi violinisti tre.

Visto che l’album fu pubblicato negli anni Settanta, vale la pena citare un altro possibile collegamento, sia come possibile fonte d’ispirazione per il gruppo, sia come possibile ”perpetuazione” della suddetta filastrocca. Tra gli anni Venti e gli anni Trenta degli anni Novanta la Disney ha prodotto una serie si cortometraggi che furono lanciati sotto il nome di “Sinfonie Allegre” di cui fa parte “Nel Regno della Felicità” basato appunto, su re Cole. La trama vede il vecchio Re Cole come sovrano di tutte le favole. Una notte tutti i protagonisti delle favole uscirono dai propri libri per recarsi nella sua reggia, dando vita ad uno spettacolo mozzafiato. Com’è canonico poi delle favole, scoccata la mezzanotte tutti ritornano nel loro libro.

La copertina

Caratterizzata da colori giallastri e verdastri, e da uno stile molto simile ai due album successivi Foxtrot (1972) e Selling England By The Pound (1973), raccoglie in sé tutti gli elementi più importanti della prima traccia dell’album. Questa, non può e non deve essere considerata come il semplice calco delle prime filastrocche britanniche, infatti il testo fa sposare al suo interno due sfere completamente diverse: la ripresa dell’impianto di tipo favolistico e quello macabro. La bambina raffigurata nella copertina ha uno sguardo fisso, torvo, quasi allucinato. Si nota, osservando bene, che regge una mazza in mano. La cosa che stupisce è che non sta per colpire una palla, bensì una testa. In questa prima traccia infatti – una delle più famose del gruppo- la bambina raffigurata aveva già ucciso una serie di bambini e le loro teste sono ben visibili in copertina. Al candore infantile si contrappone la figura del bambino che ritorna dall’aldilà sotto forma di vecchio lascivo, la cui intenzione è soddisfare la fame di tutti i bisogni sessuali repressi da una vita, proprio sulla sua piccola compagna. Le filastrocche dunque hanno prestato al gruppo i loro soggetti, ma la trama è completamente rifatta, come se fosse stata immersa in una cera vittoriana. Sempre sulla copertina si vedono altri riferimenti alle tracce. Non stupisce allora che il titolo con cui di solito sono ricordate queste filastrocche da cui si pensa abbiano attinto i Genesis, “The Nursery Rhymes” sia stato cambiato in “Nursery cryme” per mantenere l’assonanza.

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