- Morte e tempo sono, probabilmente, due dei concetti che più affascinano l’uomo: eccoli spiegati in due prospettive diverse.

Morte e tempo sono strettamente collegati tra di loro: un istante in più e uno in meno possono fare la differenza quando il tempo sta per scadere. Riflettere su temi del genere, soprattutto in un lungometraggio adatto anche ai bambini, rende il tutto molto più interessante e colorato, come nel caso di Coco.
Coco, la storia di Miguel
In una cittadina messicana di Santa Cecilia vive un bambino con un sogno: Miguel. Ammaliato dalla musica, sogna di poter fare il musicista, proprio come uno dei suoi idoli, Ernesto De La Cruz.
Come spesso accade, qualcuno non è d’accordo e in questo caso, oltre a non avere l’appoggio della sua famiglia in generale, Miguel trova la forte opposizione della nonna, da quando Mama Imelda, fu abbandonata con la piccola figlia, chiamata Coco, dal marito, il quale era n musicista.
La svolta arriva quando durante la celebrazione del Dia de Muertos , dopo che la foto della trisnonna Imelda si era rotta, Miguel nota una piega, dove era rappresentata proprio la chitarra di De la Cruz. Miguel, nel frattempo, decide di partecipare ad una gara di musica che si svolgeva nel suo paese, ma una volta messa al corrente la famiglia e soprattutto la nonna si ritroverà con la chitarra distrutta, a causa delle nonna, che voleva assolutamente impedirgli di prenderne parte. A questo punto fugge, recandosi al cimitero.

Miguel arriva al cimitero
Ferito dagli atteggiamenti della sua famiglia, non vuole più avere a che fare niente con loro. Perché, però, il ragazzo si reca al cimitero?
Dopo aver visto la foto si convince di essere il pronipote del suddetto musicista. Va lì proprio per entrare nel suo mausoleo e prendere la chitarra, sicuro che il suo trisavolo non avrebbe avuto nulla in contrario. Non appena la suona, viene trasportato in un’altra dimensione. Intrappolato in quel mondo, si scopre che il tempo è di importanza fondamentale. Avendo rotto, infatti, il ritratto di Mama Imelda è come se fosse adesso maledetto e condannato a non poter più tornare più a casa se non riaggiusta il tutto entro l’alba. È proprio a questo punto che la morte e il tempo subentrano nel racconto e nella proiezione, insegnando allo spettatore l’importanza di questi concetti e, inoltre, quanto sia importante l’unione e la comunione tra i due, strettamente correlati.
Tempo e morte in Seneca
Se in Coco tempo e morte sono due espedienti fondamentali all’atto della comprensione della trama e fungono da essenza, influenzandone tutto il tracciato; in Seneca diventano i nodi principali di alcune delle sue trattazioni.
Guardano alle opere di Seneca tempo e morte trovano spazio rispettivamente nel De Brevitate Vitae e nella Consolatio ad Marciam. Nel primo caso si parla dell’impiego del tempo e nel modo in cui questo debba essere sfruttato. L’uomo spesso si lamenta della brevità della vita, ma Seneca non è d’accordo con questa imposizione. È l’uomo a non essere in grado di sfruttare il tempo cha a disposizione, perché immerso in occupazioni inutili, perso nelle sue distrazioni. Nel secondo caso, riprende tutta la concezione epicurea della morte, una porta, per l’uomo e per il lettore, per sfuggire a tutti i mali e a tuti i dolori. La morte è nulla ed essendo nulla riduce tutto a niente. Secondo il filosofo, inoltre, la vita che attende l’uomo dopo la morte è certamente migliore di quella vissuta.