Il Superuovo

Montale e Fibra sono due artisti che fanno della realtà il loro punto di forza

Montale e Fibra sono due artisti che fanno della realtà il loro punto di forza

Lungo la storia della letteratura italiana vi sono state figure che con la loro poetica hanno influenzato e ribaltato le tendenze letterarie di quel tempo. Tale fenomeno è avvenuto anche all’interno del panorama musicale italiano.

 

La poesia italiana del novecento deve molto alla figura di Eugenio Montale, il quale con uno stile personale ed iconico ha sovvertito il panorama letterario di quel tempo. Facendo le dovute proporzioni, la medesima cosa è avvenuta con l’avvento della scena rap e hip-hop in Italia, soprattutto con figure come Fabri Fibra, che con la pubblicazione dell’album Mr Simpatia ha prodotto una delle pietre miliari del rap moderno.

Realismo e monolinguismo

Realismo e monolinguismo sono due elementi che caratterizzano sia la scena rap italiana degli anni 2000 sia la poetica di Montale. Fin dai primi componimenti, il poeta genovese tenta un continuo confronto con la realtà, utilizzando spesso un linguaggio non convenzionale, nominando gli oggetti e le cose che circondano l’esistere dell’uomo. La lingua montaliana tende dunque al monolinguismo, arricchendosi anche di parole rare, le quali però sono dei termini essenziali per un cammino di riscoperta del reale. Osservando il panorama hip-hop italiano, ed in particolare l’album Mrs Simpatia di Fibra, possiamo notare quanto queste due caratteristiche siano comuni. Nel rap infatti la coerenza e la personale descrizione della realtà dovrebbero essere dei pilastri etici e, a mio avvisto, questi concetti vengono incarnati al meglio da una buona parte dei rapper degli anni 2000, ma soprattutto ritornano nell’album di Fibra. Molti dei brani dell’autore originario di Senigallia inoltre tendono ad una sorta di monolinguismo. Fibra infatti utilizza termini molto vicini al mondo reale, spesso anche esagerati e sconci, ma nonostante questa apparente semplicità il messaggio generale è di tutt’altra complessità, tanto che alcuni brani sono veri e propri manifesti generazionali o addirittura sono spaccati di realtà sociali.

Ossi di seppia e Non crollo

Mettendo a confronto il primo libro pubblicato da Montale nel 1925, Ossi di Seppia, e la traccia numero undici dell’album di Fibra, Non crollo, risultano interessanti analogie. Nell’opera di Montale si manifesta una situazione di disarmonia, un’esistenza consunta e logorata come un osso di seppia. Essa è non solo l’emblema della condizione umana, ma anche di una poesia che è in grado di esprimere quel disagio e che va oltre le convenzioni dei poeti laureati. Anche se in un modo differente, queste tematiche vengono cantate nel brano del rapper di Senigallia. Quest’ultimo infatti racconta alcune scene della sua vita, nelle quali emergono le difficoltà e le precarietà in parte della vita di strada, ma più in generale della vita di tutti i giorni. Nella traccia di Fibra però viene enfatizzato soprattutto il messaggio di perseverare e di resistere di fronte a certe situazioni nelle quali sembra tutto perduto.

La raccolta Satura e la critica sociale

Nonostante le affinità tematiche fra Ossi di seppia e Mrs Simpatia, va sottolineato che inizialmente in Montale vediamo grande tecnica e grande grazia, soprattutto a livello stilistico. Nella produzione più tarda però vediamo anche altre facce dell’autore. Ne è un esempio la raccolta Satura (1971), dove la poetica delle Occasioni, diventa una sorta di lirismo tragico accompagnato da un’amara ironia. Il ritmo è aspro, franto e sentenzioso e si adatta al meglio alla pluralità di argomenti affrontati, che vanno dalla satira dei costumi alla condanna morale. Secondo il mio punto di vista questa sfaccettatura dell’autore è un altro punto in comune con lo stile di Fabri Fibra. Quest’ultimo infatti con le sue rime riesce a descrivere scenari e personalità del suo tempo, spesso criticandole in maniera cruda e senza remore, come nel brano numero sedici di Mr Simpatia “Andiamo”. L’aspetto della critica mordace è chiaramente agevolato dall’utilizzo di un lessico violento, fangoso e a tratti sconcio.

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