Molte sono le forme di violenza contro le donne: analizziamo il problema del femminicidio culturale

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, affrontiamo il tema della censura operata contro le opere di scrittrici e poetesse.

Come è stata soffocata la scrittura delle donne - ilLibraio.it

“La violenza non è soltanto quella fisica, violenza indica un qualsiasi atto di sopruso di genere”. Nella storia letteraria italiana -ma anche mondiale- è stato perpetrato un vero e proprio femminicidio culturale: nomi e opere di donne rimossi dal Canone letterario, nomi e opere assenti nei manuali scolastici e universitari, donne relegate (troppo) a lungo nel dimenticatoio, donne alle quali non è stata resa giustizia. Riflettiamo sulla necessità di una riscoperta storica-letteraria, poiché occorre una rivalutazione del canone tradizionale nel rispetto di coloro che hanno scritto, a prescindere dal sesso.

Il Canone

La storia delle letteratura insegnata nelle scuole e nelle università ha fatto per lungo tempo riferimento principalmente a quanto stabilito dal canone proposto da Francesco De Sanctis nel 1870 con la sua Storia della letteratura italiana.

Prima di quella desanctisiana, cento anni addietro, era stata pubblicata una Storia della letteratura italiana da Girolamo Tiraboschi (1772-1782), che comprendeva una serie di nomi di autrici, deliberatamente estromesse da De Sanctis.

Ancora oggi, spesso e volentieri, nei manuali scolastici troviamo pochissimi nomi di autrici, mentre abbondano le figure femminili: quindi, le donne sono presenti, ma non come soggetti elargitori e produttori di cultura (in quanto scrittrici e poetesse), bensì come mere e stereotipate figure nate dalla mente e dalla penna di autori.

L’operazione non si limita soltanto a sottovalutare o a eliminare i contributi di grandi autrici, di fatti, basta pensare che secondo De Sanctis perfino il femminile è da individuarsi in un personaggio maschile:

E se vuoi trovare l’ideale femminile compiutamente realizzato nella vita in quel suo complesso di amabili qualità, devi cercarlo non nella donna, ma nell’uomo, nel Petrarca o nel Tasso, caratteri femminili nel senso più elevato, e in questa simpatica e immortale creatura del Tasso, il Tancredi.

Letteratura | Rimescolare il canone

Nel dimenticatoio

I nomi di scrittrici e poetesse dimenticati sono davvero tanti, come testimonia il sito The celebration of Women Writers (1994) ideato da Mary Mark Ockerbloom; solo nella sezione Writers of Italy ritroviamo più di quattrocento nomi, alcuni dei quali sconosciuti anche agli addetti ai lavori, a coloro che si occupano professionalmente di poesia e letteratura. Il sito presenta diversi elenchi in ordine alfabetico e spazio-temporale sia di autrici sia delle loro opere maggiori.

Ricordiamo, tra le altre, Christine de Pizan (1365-1430), considerata la prima scrittrice di professione in Europa che gestisce un proprio scriptorium, femminista ante litteram, autrice di “La città delle dame”, opera in cui le donne hanno un potere basato sulla cultura; Isotta Nogarola (1418-1466) che scrive il “De pari aut impari Evae atque Adae Peccato” in difesa di Eva; Maria Giuseppa Guacci Nobile (1807-1848), intellettuale napoletana, che ha scritto in difesa della condizione femminile.

Libri e autori all'Indice - ilLibraio.it

Una nuova storia letteraria

Si è parlato di “ginocidio culturale” (F. Sanguineti) riprendendo quanto detto dalla sociologa Daniela Danna in “Ginocidio. La violenza contro le donne nell’era globale” (2007). L’unica risposta a tale tentativo -per lungo tempo riuscito- di occultare e dimenticare i contributi di grandi donne sarebbe innanzitutto uno studio approfondito delle loro biografie e delle loro opere, e soprattutto una riforma a livello istituzionale e didattico che miri a favorirne la divulgazione.

Sono nati una serie di progetti per cercare di dare voce a tutte le scrittrici e a tutte le poetesse dimenticate, ristabilendone la memoria storica e letteraria. Tra questi ricordiamo POLITE (Pari Opportunità nei LIbri di TEsto) nato con l’obiettivo di promuovere un dialogo che vada oltre le discriminazioni di sesso; la recente pubblicazione di “Controcanone: la letteratura delle donne dalle origini a oggi”  edito da Loescher (2022); “Per una nuova storia letteraria” di Federico Sanguineti (2022) in cui l’autore propone una visione innovativa della letteratura che tenga conto dei maggiori scrittori e delle maggiori scrittrici. Lo scopo è quello di porre fine a una violenza culturale perpetrata per secoli, rispondendo alla violenza con la conoscenza.

Non si tratta di distruggere il cosiddetto Canone tradizionale, bensì di integrarlo, restituendo ai posteri una ricostruzione della storia letteraria così come si è svolta, ripristinando i fatti senza guardare a essi con occhio escludente o sessista, recuperando tutti i grandi contributi offerti da uomini e donne del passato.

Lascia un commento