Il Superuovo

Misteri onirici: l’Oracolo di Delfi e i personaggi di Márquez avevano qualcosa in comune

Misteri onirici: l’Oracolo di Delfi e i personaggi di Márquez avevano qualcosa in comune

I sogni a volte sembra ci vogliano dire più di quanto possiamo credere, e alcuni credono di saperli interpretare 

L’ignoto ha sempre incuriosito, si sa, ma fino a che punto si è disposti a credere a qualcosa che non si conosce davvero? Uomini mitologici hanno stravolte le proprie vite a causa di un sogno, ma non solo i soli

I sogni premonitori

Jung chiamava i sogni premonitori , “i grandi sogni” per enfatizzare la loro caratteristica di porsi come vere e proprie premonizioni.
Capaci di infrangere le barriere dello spazio e del tempo scaturiscono da quel sottosuolo comune a ogni individuo definito inconscio collettivo.
I sogni premonitori sono eventi eccezionali in cui, attraverso il sonno, vengono contattate informazioni ed energie di natura archetipica (appartenenti cioè universalmente alla specie, al di là di ogni differenza di luoghi o di epoche).
Il più comune è quello di sognare una persona a cui non si pensava da tempo e di ricevere il giorno dopo sue notizie.
Ad oggi, vi è sempre un numero maggiore di testimonianze di questi particolari sogni, forse perché il sognare è uno stato di coscienza che accomuna tutti gli esseri umani, un fenomeno che è stato raccontato nel mondo antico e in quello contemporaneo. I popoli antichi erano convinti che questi sogni potessero mostrare il futuro, il sogno quindi era paragonato a una visione in grado di prevedere ciò che sarebbe successo. I greci e i Romani, utilizzavano spesso i sogni come un simbolo, un segno anche per prendere decisioni molto importanti, come per andare in guerra. Se un sacerdote faceva un sogno, questo veniva preso molto seriamente e cercato di tradurre come visione del futuro.

L’Oracolo di Delfi

L’Oracolo di Delfi era una sacerdotessa che prestava servizio presso il Santuario di Apollo a Delfi, una città greca. Numerosi contemporanei hanno scritto dell’Oracolo e l’hanno raffigurato in opere d’arte, ed è forse una delle figure più famose ed enigmatiche della cultura greca. L’Oracolo di Delfi fu scelto tra le sacerdotesse di Apollo che servivano al santuario. L’Oracolo doveva essere di buon carattere, ma poteva essere ricca, povera, istruita, vecchia, ignorante o giovane; il criterio principale sembrava essere la sua potenziale idoneità al servizio. Una volta che una donna divenne l’Oracolo di Delfi, prese il nome di Pythia, abbandonando la sua vita precedente. Per tradizione, l’Oracolo di Delfi sedeva su uno sgabello a tre gambe sopra un’apertura nella Terra che presumibilmente trasmetteva messaggi di Apollo. I supplicanti erano supportati dall’Oracolo da una barriera, e ci si aspettava che sedessero in silenzio mentre lei trasmetteva il suo messaggio come portavoce di Apollo. I proclami dell’Oracolo erano a volte piuttosto criptici e altre volte molto chiari, e molti autori contemporanei suggerivano che gli Oracoli fornissero consigli e informazioni con la propria voce tutte le volte che usavano quella di Apollo. Si dice che proprio da quella frattura nella terra venissero sprigionati dei gas, probabilmente etilene, che causava uno stato di euforia in chi li esalava, da qui le predizioni.

Mi offro per sognare

Questo è il titolo di uno dei racconti di Márquez contenuto nel libro “Dodici racconti raminghi”.Questi splendidi racconti sono stati chiamati così perché scritti dal Nobel colombiano e pubblicati in epoche e luoghi diversi, lontani tra loro, e concepiti per motivi occasionali, traendo ispirazione in genere da fatti di cronaca in seguito rivisitati e nobilitati con una prosa asciutta ed elegante, e un’empatia ironica e insieme commossa.

In questo racconto in particolare, si parla di una donna che grazie alle sua millantate doti oniriche, riusciva a guadagnarsi da vivere. La donna in questione veniva chiamata Frau Frida, un nome fittizio, il nome reale infatti non venne mai scoperto dall’uomo che racconta la sua storia. L’uomo in questione l’aveva conosciuta a Vienna, lei si era stabilita a casa di una ricca famiglia, la quale prendeva le sue parole come oro colato, non avrebbero fatto un respiro di troppo se la cosa fase andata contro le sue predizioni. Al protagonista ella raccomandò di scappare da Vienna e di no farci ritorno per almeno i futuri 5 anni. Preso da chissà quale raptus di angoscia, l’uomo decise di scappare da Vienna e recarsi a Roma. Di quella donna sulla trentina, affascinante ma dal volto stanco, gli rimase impresso l’anello che portava al dito indice, un serpente dagli occhi di smeraldo. Di lei si dimenticò finché dalla televisione non apprese la notizia di un terribile incidente, un’onda che si era schiantata sulla costa aveva travolto diverse auto e in una di queste, vi era proprio una donna con quell’anello al dito. Attraverso una serie di conoscenze l’uomo scoprì che la donna in questione era proprio Frau Frida. Non seppe mai se ella avesse sognato anche questo.

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