Il Superuovo

Giovanni Pascoli e Camilla Boniardi ci raccontano l’importanza della famiglia attraverso la scrittura

Giovanni Pascoli e Camilla Boniardi ci raccontano l’importanza della famiglia attraverso la scrittura

Il ruolo rivestito dalla famiglia è, ed è sempre stato, di enorme importanza: lo è dall’infanzia alla vecchiaia, anche nei periodi della vita in cui crediamo di necessitarne meno.

Cosa mai potranno avere in comune Giovanni Pascoli e Camilla Boniardi? La domanda è più che lecita e la risposta ce la offrono gli scritti del celebre poeta e il romanzo d’esordio dell’influencer lombarda, meglio conosciuta sul web come Camihawke. Entrambi ci fanno riflettere su quanto sia importante avere qualcuno che, anche quando le cose vanno male, non smette mai di esserci per noi.

Giovanni Pascoli e la famiglia come rifugio dai dolori della vita

Lo scrittore nasce nel 1855 a San Mauro di Romagna, da una numerosa famiglia della piccola borghesia rurale: è il quarto di otto figli. Suo padre, Ruggero Pascoli, è l’amministratore della tenuta sanmaurense dei Torlonia, mentre la madre, Caterina Allocatelli, discende da un nobile casato. A sette anni entra con i fratelli maggiori Giacomo e Luigi nel collegio degli Scolopi a Urbino, dove riceve una rigorosa formazione classica. È proprio qui che il 10 agosto 1867 viene a conoscenza della morte del padre per omicidio, uccisione che tra il resto rimarrà impunita. Il lutto segna profondamente tutta l’esistenza del poeta: rappresenta la prima crepa di quel nido familiare che il poeta aveva estremamente a cuore e che nel giro di pochissimo tempo si va quasi totalmente distruggendo. Dopo solo un anno la sorella Margherita muore di tifo; e al lei segue la madre. Pochi anni dopo muoiono anche i fratelli Luigi e Giacomo. Quest’ultimo aveva succeduto il padre nel ruolo di capofamiglia. Nel frattempo Pascoli ottiene una borsa di studio presso l’Università di Bologna, dove frequenta la Facoltà di Lettere, e dopo la laurea comincia la carriera di insegnante liceale prima e docente universitario dopo. Viaggia in diverse città italiane e a Massa chiama a vivere con sé le due sorelle, nell’intento di ricreare quel nido familiare a lui tanto caro che era andato distrutto. Vive così chiuso nella cerchia dei suoi studi, dove trova riparo dalle difficoltà della vita nel ricordo della famiglia che negli anni sei era andata distruggendo.

X agosto: la distruzione del nido-famiglia

L’amore per la famiglia e il continuo pensiero alla tragica distruzione della tranquillità emerge anche negli scritti del poeta. Tra questi è emblematico il sonetto X agosto: scritto in onore del padre, morto quasi trent’anni prima proprio il 10 agosto, esso è costruito su un tragico parallelismo tra quest’ultimo e una rondine. La rondine è descritta mentre torna al nido con in bocca un insetto da dare in pasto ai suoi piccoli:

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

Allo stesso modo il padre viene ucciso mentre torna a casa, metaforicamente rappresentata dal nido, con in dono due bambole per le figlie.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Pascoli non manca di descrivere lo sgomento dei figli e della moglie che, non vedendolo arrivare lo aspettano, lo aspettano invano.

Camilla Boniardi e la famiglia come punto fermo nel mare mosso della crescita

A farci riflettere sul ruolo della famiglia durante la crescita è Camilla Boniardi nel suo romanzo d’esordio Per tutto il resto dei miei sbagli. Al centro del libro vi è il percorso di crescita della giovane protagonista, Marta, che vive in preda alle insicurezze e alla paura di non essere mai abbastanza. Sebbene al centro del racconto ci sia una storia d’amore, quella tra la protagonista e un ragazzo conosciuto fortuitamente con il quale ha intrapreso una corrispondenza epistolare, nel libro non mancano parti dedicate al rapporto tra la protagonista, alter ego della scrittrice, e la famiglia. Quest’ultima, che la supporta nei momenti di difficoltà e non manca di festeggiare con lei in quelli felici, riveste un ruolo insostituibile di punto fermo e stabilità nel mare mosso e a volte tempestoso che è la crescita. Anche nella vita reale è così: è evidente che avere un nido nel quale rifugiarci dalle intemperie che la vita ci pone davanti era importante nell’Ottocento tanto quanto lo è ai giorni nostri, per tutti noi. Indipendentemente dal contesto e dall’età che abbiamo, infatti, condividere pensieri e difficoltà con la nostra famiglia li rende per noi meno pesanti. Dove per famiglia non si intende solamente quella a cui pensiamo nell’accezione tradizionale del termine: che sia costituita da due genitori, un fratello, un compagno o un’amica poco importa. Famiglia è chiunque faccia pesare meno le nostre sofferenze prendendosene carico con noi, sempre.

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