Il Superuovo

“Mille e non più mille”: le fake news che hanno segnato la storia

“Mille e non più mille”: le fake news che hanno segnato la storia

Smentiamo alcune delle credenze e dei falsi storici più famosi.

Sono tante le leggende che riguardano importanti personaggi ed eventi storici, ma non tutte hanno un fondamento veritiero. Scopriamo quindi quali sono e cosa è realmente successo.

la bandiera rossa sopra il Reichstag

La famosa foto che ritrae la bandiera rossa sventolare sul Reichstag è un falso, o meglio non è la foto del momento esatto in cui è accaduto l’evento. Il vessillo della vittoria innalzato sul Parlamento tedesco infatti era un altro e i soldati messi in posa nello scatto poi diventato celebre non avevano nemmeno partecipato all’assedio di Berlino. Stalin aveva dato ordine di preparare 9 bandiere (una per ogni divisione) da issare sul Parlamento quando esso sarebbe stato conquistato, ma al momento della presa, non c’erano fotografi riprendere. Solo in seguito alla conquista di Berlino, il fotocorrispondente sovietico Khaldej chiese a tre soldati dell’ottava armata delle Guardie (che non avevano preso parte al vero assedio del Reichstag, né avevano issato bandiere) di mettersi in posa per un’istantanea. La foto venne ritoccata prima della pubblicazione sui giornali sovietici: lo stendardo fu reso più rosso, sullo sfondo furono aggiunte nuvole tempestose e vennero tolti gli orologi che un soldato aveva su entrambe le braccia (per evitare sospetti di saccheggio). L’immagine originale non ritoccata è emersa solo nel 2013 ed è ora nel Museo ebraico e Centro della Tolleranza di Mosca.

a sinistra l’immagine ritoccata, a destra l’originale

l’altezza di Napoleone

La tradizione è solita descrivere Napoleone come un uomo di bassa statura e che compensava la sua mancanza di altezza con un comportamento aggressivo e bellicoso. Proprio da questa immagine stereotipata del francese nacque quella che è conosciuta come “Sindrome di Napoleone”, ossia un complesso di inferiorità. Questa raffigurazione però non rappresenta la realtà. Furono gli inglesi, durante tutto l’arco delle guerre napoleoniche (1803-1815), coloro che avviarono una seria di iniziative propagandistiche per sminuire il nemico attraverso delle sue caricature, esposte nella stampa nazionale. Presto, in tutto il Regno Unito Napoleone Bonaparte venne conosciuto come “Il piccolo caporale“. Il modo di schernire la figura del francese, tuttavia, era solo la manifestazione più reale della paura delle fazioni anti-napoleoniche, soprattutto degli inglesi; denigrare Napoleone infatti era l’unico modo per poter limitare il grande fascino suscitato dal generale sulla popolazione nei primi anni dall’inizio delle sue politiche d’espansione territoriale. La verità è però, che Napoleone non era assolutamente basso ed è più probabile che la sua altezza fosse superiore alla media popolare. Secondo gli studiosi, l’altezza media della popolazione francese in quel periodo era di circa 1 metro e 62 cm, mentre, sulla base delle lettere lasciate da uno dei valletti di Bonaparte, al momento della sua morte il leader francese misurava “Cinque piedi, due pollici e tre linee” –  poco meno di 1 metro e 70. Napoleone era quindi mediamente alto rispetto alle classi sociali inferiori, ma non abbastanza per raggiungere i suoi colleghi aristocratici.

Buddha non era “grasso”

Buddha è una figura realmente esistita. Le fonti concordano sulla storicità di Siddharta Gautama, detto “il Buddha” (“il Risvegliato”), nato ai confini tra il Nepal e l’India nel VI secolo a. C. da una famiglia ricca e nobile. Da subito Siddharta mostrò un’attitudine contemplativa ben lontana da quella guerriera del padre e della sua stirpe, al punto che all’età di 29 anni fuggì dal palazzo dei suoi genitori per affrontare le crudezze della vita, decidendo di rinunciare ad agi e ricchezze per darsi alla vita ascetica. Durante la strenua lotta, durata sei anni, che mise in atto per raggiungere il “risveglio”, Siddharta si sottopose a terribili digiuni: non poteva quindi essere pasciuto; infatti nelle raffigurazioni buddhiste è sempre snello, flessuoso e dal portamento regale. Come mai quindi, in occidente sopratutto, il Buddha è raffigurato in maniera del tutto diversa? Il “Buddha grasso” è in realtà una variante popolare cinese, ispirata a Budai, eccentrico monaco vissuto forse nel X secolo d. C., che sembra abbia condotto una vita da gaudente per poi darsi alla vita ascetica fino a raggiungere l’illuminazione, meritandosi così l’appellativo di Buddha. Questo “Buddha” è sempre raffigurato come un uomo grasso e calvo, con una sacca sulle spalle o sotto il braccio, piena di cibo e di dolci da distribuire ai bambini. Verosimilmente l’immagine di Budai ha viaggiato con i mercanti sulla via della seta giungendo in Europa prima del vero Buddha, dando così il via a questa credenza del “Buddha grasso”.

Mille e non più mille

La credenza forse più famosa è quella che vedeva i medievali preoccupati della fine del mondo nell’anno Mille. Questa leggenda pare sia derivata dal libro dell’Apocalisse di Giovanni, dove compare spesso il numero 1000 e vengono descritte numerose catastrofi naturali, portando di conseguenza ad immaginare l’anno Mille come l’anno della fine del mondo. In verità non abbiamo alcun riscontro di questa credenza: la leggenda infatti ha origine infatti in età moderna (e non nel Medioevo) con la ripresa degli studi sul libro dell’Apocalisse, inoltre la concezione del tempo per gli uomini medievali era molto diversa dalla nostra. All’epoca il tempo era organizzato diversamente, gli anni erano raccolti spesso in cicli quindicennali e l’anno 1000 era il tredicesimo del ciclo, quindi per gli studiosi la fine poteva arrivare al massimo nel 1002. Inoltre non c’era nessun segno di una paura dell’Apocalisse nella popolazione, questo ci è dimostrato in primis dal fatto che solo i dotti sapevano precisamente in che anno ci si trovava, il popolo contava solo gli anni di regno (ad es. ano V del regno di Carlo Magno), in secundis dai documenti redatti a cavallo dell’anno 1000 stipulavano contratti che sarebbero terminati ben oltre la presunta apocalisse.

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