“Milan, l’è un gran Milan”: la città raccontata attraverso il Duomo e la Madonnina

Come e quando sono stati costruiti i simboli di Milano.

“Che bello il Duomo oggi” è una frase che tutta la popolazione milanese ha pronunciato almeno una volta nella vita; non c’è età, fede e gusto che tenga, il Duomo è oggettivamente uno dei luoghi più suggestivi ed emblematici della città di Milano. Con le sue guglie, le terrazze panoramiche e la “Madonnina”, è senza dubbio il luogo principale da visitare nonché il preferito dai milanesi. Ma come è nato? Ripercorriamone la storia.

Il Duomo

La Cattedrale Metropolitana della Natività della Beata Vergine Maria è dedicata a santa Maria Nascente. È la chiesa più grande d’Italia, la seconda chiesa più grande della penisola italiana, seconda solo a San Pietro, la terza nel mondo per superficie, la sesta per volume.

I lavori per l’edificazione del Duomo di Milano iniziarono nella massima fioritura dello stile gotico, nel 1386, con la decisione di fondarlo là dove erano situate le antiche basiliche di Santa Maria Maggiore e di Santa Tecla, i cui resti, unitamente a quelli del Battistero di San Giovanni alle Fonti, sono tuttora visibili all’interno dell’Area Archeologica. Per questo scopo, nell’ottobre del 1387, dietro volontà del signore di Milano Gian Galeazzo Visconti, nacque la Veneranda Fabbrica del Duomo, con lo scopo di portare avanti i lavori di progettazione e costruzione della Cattedrale. Essendo un progetto imponente e quindi molto impegnativo, vennero chiamati ingegneri, architetti e luminari da tutta Europa, rendendo impossibile attribuire la paternità della chiesa. Il 16 ottobre 1418, Papa Martino V, di ritorno dal Concilio di Costanza, ne consacrò l’altare maggiore.  La costruzione proseguì e, con la nomina di Carlo Borromeo ad arcivescovo della città, si aprì una nuova fase per il cantiere del Duomo; seguendo le linee della Controriforma voluta dal Concilio di Trento (1545), l’arcivescovo chiese agli architetti di farsi ispirare dalle forme dell’architettura e dell’arredo ecclesiastico della Roma papale, dando una nuova impronta alla struttura: a questa fase dobbiamo il grandioso impianto architettonico del presbiterio, gli altari laterali, la cripta, il battistero ed il pavimento.  Tra XVII e XVIII secolo, si ebbe il completamento del tiburio con la gran guglia e la posa della “Madonnina“, avvenuta nel 1774.

Per iniziativa di Napoleone, alla vigilia della sua incoronazione a Re d’Italia, venne intrapreso il lavoro di completamento della facciata e proseguirono i lavori di costruzione e di decorazione, con la realizzazione della maggior parte delle guglie e di molte vetrate, realizzate con la tecnica del vetro dipinto a smalto. Il Novecento vide l’avvio dei grandi restauri, il completamento della facciata con la realizzazione delle porte; dal 2016, è invece iniziato restauro del tiburio e della cupola.

La “Madonnina”

La “Madonnina”, statua dorata alta oltre 4 metri, rappresenta l’anima ed il cuore della città. La prima testimonianza di una possibile collocazione della statua della Vergine sulla guglia maggiore si trova in un disegno dell’architetto Cesare Cesariano datato 1521, dove compare una guglia centrale sormontata da una statua dell’Assunta. Francesco Croce, architetto della Veneranda Fabbrica, ricevette l’incarico di realizzare la Guglia Maggiore il 21 giugno 1762. Nel 1765 il Croce propose di ornare la “Gran Guglia” con una statua della Vergine portata in cielo da angeli. L’incarico di realizzare la statua fu affidato allo scultore Giuseppe Perego, che presentò tre diverse soluzioni, e della prima e della terza proposta (quest’ultima quella definitiva) esistono tuttora i modelli in terracotta, conservati nella Sala della Madonnina del Museo del Duomo. Non ci furono particolari cerimonie per la collocazione della “Madonnina”, ultimata nel 1773, ma rimasta nel palazzo della Veneranda Fabbrica a causa dell’iniziale timore dei fulmini e del vento, fino agli ultimi giorni del dicembre 1774. Nell’agosto del 1939, alla vigilia della Seconda guerra mondiale, la Madonnina fu coperta da un panno grigioverde e rimase così per cinque anni, per evitare di fornire un facile bersaglio ai cacciabombardieri. Lo scoprimento avvenne il 6 maggio 1945 con rito solenne ad opera del Cardinale Schuster, allora Arcivescovo di Milano.

La Madonnina non è soltanto un simbolo religioso, ma un importante segno civico per Milano fin dalle Cinque Giornate del 1848, durante le quali venne alzato il tricolore sulla statua della Vergine per segnalare l’evacuazione della città da parte delle truppe austriache. Quella vista rincuorò l’intera Milano e risvegliò l’orgoglio nei combattenti delle barricate, portandoli alla vittoria. Ancora oggi, in occasione dei solenni eventi religiosi e civili, sull’alabarda posta alla destra dell’Assunta, sventola la bandiera italiana.

Curiosità

La tradizione vuole che nessun edificio di Milano possa essere più alto della Madonnina. Una legge, resa ufficiale negli anni trenta, impedì alla Torre Branca e alla Torre Velasca di superare i fatidici 108,5 metri per rispetto della Madonnina. In realtà, dietro i sentimenti religiosi si celavano principalmente problemi strutturali: pochi metri sotto la superficie della città c’è infatti una falda freatica, la quale esercita una forte pressione sugli strati rocciosi del sottosuolo. Una costruzione più alta e più pesante del Duomo, pertanto, avrebbe potuto rivelarsi instabile. Il “Pirellone” misura però 127 metri, quindi per rispettare la tradizione è stata realizzata una copia della “Madonnina”, che è stata posta sulla sommità del grattacielo. Una pricedura analoga è stata eseguita anche per  Palazzo Lombardia, sede della Regione, alto 161 metri, e per la Torre Isozaki, alto 209,2 metri.

Sospeso sopra l’altare maggiore si trova la reliquia più preziosa del Duomo, il chiodo della Vera Croce, il Sacro Chiodo, che secondo la tradizione era stato rinvenuto da sant’Elena. La reliquia è oggi conservata in una nicchia in rame dorato con il rilievo del Padreterno; anche se sospeso molto in alto, una luce rossa lo rende visibile da tutta la cattedrale. Il chiodo è prelevato dall’arcivescovo e mostrato ai fedeli ogni 3 maggio, festa del ritrovamento della Croce. Per prelevare il chiodo dalla sua custodia viene utilizzata la seicentesca nivola, un curioso ascensore oggi meccanizzato. Dei quattro chiodi della Vera Croce, altri due si trovano, secondo la tradizione, nella Corona ferrea a Monza e alla basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma. Il quarto chiodo che avrebbe tenuto la scritta “INRI”, dalla tradizione più dubbia, si troverebbe nella cattedrale di Colle di Val d’Elsa in provincia di Siena.

Nel 1934 Giovanni D’anzi compose, in dialetto milanese, la famosa canzone in onore della “Madonnina”, di cui di seguito troviamo il passaggio più celebre:

O mia bela Madunina che te brillet de lontan
tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan
sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man
canten tucc “lontan de Napoli se moeur”
ma po’ i vegnen chi a Milan

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