Il Superuovo

Micheal Foucault e la Storia della follia: l’importanza di dare voce ai contesti marginali

Micheal Foucault e la Storia della follia: l’importanza di dare voce ai contesti marginali

Anniversario della morte di Michel Foucault: uno dei più grandi pensatori occidentali del xx secolo. Al pensiero della conoscenza egli lega la storia della cultura dell’occidente.

Gli studi di Foucault hanno però anche un taglio sociale: sotto la lente d’ingrandimento sono poste diverse situazioni di marginalità come prigioni, ospedali e scuole, tutti luoghi generalmente poco trattati.

Storia della follia

La Storia della follia è una delle sue opere più importanti, nonchè tesi di dottorato. La volontà è quella di denunciare il mondo moderno, capace di intendere la malattia mentale solamente in termini sereni e scientifici, sottoponendo il folle ad un regime di discplina e marginalità. Gli ospedali psichiatrici sono stati introdotti in Italia nel 1904, ma ben presto è nato un forte dibattito popolare e istituzionale. La rigida disciplina imposta e l’alienazione dal mondo circostante ha prodotto in molti contesti solamente un peggioramento delle condizioni dei malati. Con l’avvento dei regimi totalitarisitici è stato anche sperimentato l’elettroshock, utilizzato anche per i prigionieri di guerra. Dapprima sperimentato sugli animali e poi sugli uomini, fu inizialmente considerato un mezzo efficiente. Solo successivamente molti psichiatri sono stati in grado di comprenderne la pericolosità, anche perchè nessun paziente si sottoponeva volontariamente alla terapia. Negli anni 70′ sono iniziate le prime proteste per abolire i manicomi.

Abolire i manicomi

Come disse anche Focault, nel mondo moderno l’uomo non comunica con il pazzo. Si tratta di una condizioni di estrema marginalità. Sono le fotografie che avvicinano l’esperienza del manicomio a quella della prigione. Alienazione dalla società, segregazione, dure condizioni di vita, mancanza di libero arbitrio ed impossibilità di intravedetre una via d’uscita. La protesta negli anni 70′ nasce proprio dall’alto, anche perchè una rivoluzione proletaria, in questo caso dei pazienti, sarebbe stata impossibile. L’attivismo di molti psichiatri come Basaglia, evidenzierà maggiormente questo problema, accendendo un forte dibattito nriguardo a questo importantissimo tema. Dopo anni di lotte sarà proprio la Legge Basaglia a rappresentare la svolta disponendo la chiusura dei manicomi ha segnato una svolta nel mondo dell’assistenza ai pazienti psichiatrici.

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Foucault e il potere

Il contributo di Foucault è dunque induscutibile, su molteplici fronti. Altrettanto emblematica è la sua teoria del potere. Si tratta di uno studioso che riesce a fare riflessioni profonde, abattendo le barriere tra filosofia storia e sociologia. La teoria del potere è riferita al xx secolo e ne rappresenta una riflessione centrale, pronta a fare luce su un secolo molto complesso e variegato. Il potere quindi non è istituzionale o rappresentato dallo stato, ma va compreso nella quotidianità e nella gestione della vita. Il potere dunque non è limitato alla politica, ma onnipresente. Qualsiasi relazione implica, nella società contemporanea, forme diverse di potere e gerarchie di ogni tipo. Qualsiasi contesto sociale presente dunque degli ordinamenti specifici, molto  difficili da sovvertire.

 

 

 

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