Il Superuovo

Matisse canta “Musica Leggerissima”, perché la gioia di vivere è l’unica legge che conta

Matisse canta “Musica Leggerissima”, perché la gioia di vivere è l’unica legge che conta

Colapesce e Dimartino in “Musica Leggerissima” esprimono la stessa leggerezza e joie de vivre delle pennellate di Henri Matisse.

Risultati di espressioni artistiche distanti nel tempo possono parlare la stessa lingua più di quanto non possa sembrare. La leggerezza è un carattere che può contraddistinguere pittori e cantanti, spesso si può fraintendere e interpretare con troppa leggerezza ciò che gli artisti cercano di dire.

Il giovane vecchio

Per via del suo carattere “fanciullesco” spesso lo si considera poco seriamente, ma Henri Matisse (1869-1954) è uno tra i più grandi innovatori del linguaggio artistico del XX secolo. Matisse fa congestione durante gli anni della sua tardiva formazione artistica, lui che era destinato alla carriera legale. Nel 1891-92 studia alla Accademia delle Belle Arti di Parigi, è allievo del grande pittore simbolista Gustave Moreau. In questi anni si impratichì di scultura, pittura, mosaico, e tecniche decorative. Fu poi il grande puntinista Paul Signac a stimolarlo ed educarlo. Anche l’ambiente in cui si formò, fu molto importante, un ambiente frizzante e stimolante: la Parigi di fin de siècle. Tutti i più grandi artisti passavano di qui: da Gauguin e Munch a Picasso poi. Matisse nella sua progressiva ricerca estetica diviene il punto di riferimento di altri nuovi giovani artisti i quali condividono lo stesso tipo di ricerca, fino a formare il gruppo dei Fauves, etichetta affibbiatagli da uno zelante critico dopo la loro prima esposizione al Salon d’Automne del 1905. In una mostra successiva, sempre nel 1905 con i Fauves, ma al Salon des Indépendants, Matisse espose diverse tele, tra cui “Lusso, Calma e Voluttà”, composto nell’anno precedente, primo risultato di una lunga e attenta ricerca, nella quale si coniugano l’esperienza di un saggio allo stupore di un fanciullo.

“Lusso, Calma e Voluttà”, 1904. Tela in cui si incontrano la libertà compositiva di Moreau, il puntinismo di Signac, l’empatia cromatica di Gauguin e alcune forme cézaniane.

joie de vivre

La pittura di Matisse ha il carattere d’una meditata elaborazione della natura, in cui è evidente l’attenzione riservata al valore cromatico. Questa attenzione diventa espressione esteriore di un Io interiore ispiratissimo dalla gioia e dai piaceri della vita.

Quando gli uomini uccidono la gioia non mi pare che vivano.

Matisse fece sua questa affermazione di Sofocle, attraverso la valorizzazione data al colore e alla luce. Per Matisse infatti la composizione è l’arte di ordinare in maniera decorativa i vari elementi di cui il pittore dispone per esprimere i propri sentimenti. Non c’è tela migliore di “La gioia di vivere” per mostrare questa tensione espressiva del pittore francese.

“La gioia di vivere”, 1905-06

 

Forme leggere ma non troppo

Negli anni successivi all’esperienza dei Fauves, inoltre, Matisse si confrontò con l’arte preclassica delle Isole Cicladi, ispirata a quella carnalità “apollinea” che segue il principio delfico “Nulla di troppo”. Ecco l’apoteosi di questo contatto che emerge dalle enormi tele “La Musica” e “La Danza” (1910-1911) e in quei delicatissimi “Nudi Blu” del 1907. Il “labor limae” applicato in questo periodo artistico non è una mera eliminazione del particolare, ma il risultato di un lungo e ricercato studio. Quelle forme leggere non vanno prese affatto alla leggera.

…allegre ma non troppo

“Musica Leggerissima” singolo di Colapesce e Dimartino in gara all’ultimo festival di Sanremo è stato per diverso tempo ai vertici delle classifiche. Questo è un brano pop che ricerca proprio nella leggerezza il suo costume preferito, senza risultare banale nel testo, facendo riflettere sui vari aspetti della vita legati alla musica, dalla rinascita alla riflessione sul proprio passato. Il sound di questo pezzo ricorda molto quello delle canzoni di musica leggera degli anni ’70-’80 ed il testo esprime bene quella musicalità. La leggerezza anche in questo caso non è banalità. Il caro Matisse avrebbe molto apprezzato questa canzone.

 

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