Il Superuovo

Masturbazione e legislazione: lo Stato che interviene su tutto o quasi

Masturbazione e legislazione: lo Stato che interviene su tutto o quasi

Ed è così che entriamo, di prepotenza sembra un termine consono, all’interno dei tristi meriggi di un S. Valentino da single.

Bando alle ciance, partiamo con qualche chicca etimologica, per concludere con la legislazione a riguardo.

Cenni biblici

Sin dall’Antico Testamento, un peccato capitale aleggia sotto la denominazione di Onanismo. Stiamo parlando proprio della dispersione del seme per fini ricreativi, piuttosto che procreativi. Perpetrato da scrittori, comuni mortali e persino cani, gatti e scimmie antropomorfe, passa alla storia dal nome del primo essere per questo punito: Onan. In fondo, proprio la Bibbia, sin dalla Genesi, chiarifica:

« […] ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva il seme per terra, per non dare un discendente al fratello. Ciò che egli faceva era male agli occhi del Signore, il quale fece morire anche lui. »

E se lo stesso Dio uccide per simil atto, lo Stato, umile servo, può esser permissivo? Vista l’influenza storica della Chiesa nella nostra zona geografica, facile è comprendere perché esista più di una remora nel legiferare a riguardo. Tuttavia, negli anni le prospettive cambiano. Non per tutti, però. Dividiamo, quindi, i favoriti da Dio e non.

Favoriti

Di questa categoria fanno parte tutti coloro che si possono avvalere del “fai-da-te”. Chiamiamo in causa, infatti, tutti i non portatori di handicap debilitanti in tal senso.

A questo proposito, la masturbazione è sempre stata materia poco discussa. Lo Stato ha sempre preferito mantenere una diplomatica “Switzerland-zone”. Per la serie “finché non sorge il problema, non lo è”.

Questa condizione è diventata insostenibile dinanzi l’aumentare di casi di pratiche onanistiche pubbliche. Così, assistiamo all’alba del quesito “rientra nelle molestie o occorre una legislazione ad hoc?”. Tema dibattuto. Si conclude questo debba essere penalizzato nella misura in cui venga espletato in pubblico, salvo la recente rettifica da parte della Corte di Cassazione. Nel 2015, infatti, assistiamo alla depenalizzazione del precedentemente etichettato come reato di “atti osceni in luogo pubblico”, salvo mantenere una sanzione amministrativa che possa variare da 5 a 30 mila Euro.

Tutto il resto? Taboo.

Non favoriti

C’era una volta una categoria di persone che non poteva toccarsi. Uomini dalle medesime esigenze di altre, ma alle quali occorreva “una mano”. Un bel giorno, passeggiando in parlamento, a gran voce la notizia: “è un reato”, echeggiò un grido. Così, tutti coloro che non potevano provvedere in autonomia alle proprie esigenze, vennero abbandonati.

Scoraggiati dall’accusa di prostituzione, nessuno si volle più curare di loro. La comune esigenza, però, non cessò. Occorreva intervenire. Così, la frustrazione li convinse a elemosinare una mano da madri a cui il ruolo calza stretto, ma costrette ad acconsentire per amore del figlio.

Ditemi se questo è un uomo.

Nacque, un giorno, un nuovo squadrone di banditi: i “Love Giver”.

Disposti a correre rischi legali, da allora, i Love Giver aiutano i portatori di handicap nei loro bisogni più intimi, in barba al silenzio statale, sotto il poco vigile sguardo della legislazione.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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