Mark Hamill e Giulio Cesare, due grandi che si sono affezionati a due persone comuni

Ci sono grandi che si affezionano ad alcune persone comuni, come Giulio Cesare a Dolabella e Mark Hamill a Isabella, una ragazzina della Florida che sognava un arto bionico. 

Mark Hamill in videochiamata Skype con Isabella

Il famosissimo attore Mark Hamill, che ha interpretato Luke Skywalker nella saga di Star Wars, si è preso a cuore la causa della piccola Isabella, ragazzina della Florida menomata dell’arto sinistro. Nella storia è pieno di grandi che si affezionano a perfetti sconosciuti, a persone “normali”: uno di questi è Giulio Cesare, il grande condottiero, il grande stratega, il grande uomo politico romano, che si è affezionato a un Dolabella qualunque, un giovane di prospettiva e di talento certo, ma anche assolutamente sfrenato e irrequieto. 

Caio Giulio Cesare, padre della patria.

Chi è Dolabella?

Publio Cornelio Dolabella è un giovane patrizio che agì nella Roma incerta delle guerre civili tra Cesare e Pompeo. In quel periodo in cui tutti si trovarono a dover prendere una posizione nel sempre maggior acceso conflitto tra i due triumviri, Dolabella si trovò ad avere dalla sua parte l’uomo più importante nonché il futuro vincitore del conflitto. Dunque, ovviamente, anche Dolabella scelse Cesare, non tanto perché fosse convinto sostenitore di Cesare, quanto perché aveva molti debiti e Cesare, così attento ai debitori, era l’uomo perfetto per lui. Dolabella non era solo legato a Cesare, ma anche a Cicerone di cui era genero, avendone sposato la figlia primogenita Tullia, in un matrimonio che risulterà altalenante fino alla morte della figlia di Cicerone. Così Dolabella, nel periodo più difficile in cui nascere, per fortuna o per capacità di attrarre a sé i grandi, si trovò legato a due degli uomini più influenti di Roma. Dei due quello che lo tenne più a cuore fu proprio Giulio Cesare: Cicerone era infatti più impegnato a badare a sé, alla res publica e ai suoi conflitti interiori sulla parte con cui schierarsi per potersi occupare attentamente di una testa calda come Dolabella.

Il rapporto tra Cesare e Dolabella

Tra varie vicende storiche che riguardano il rapporto tra questi due uomini basta ricordarne un paio: nella seconda metà del I secolo a.C. l’aspirazione più grande per un uomo non era diventare console, ma essere eletto tribuno della plebe, poiché questa istituzione aveva addirittura più poteri dei consoli. Un esempio è fornito da Publio Clodio Pulcro, un altro giovane patrizio sregolato, che era riuscito a farsi adottare da una gens plebea e, ottenuta la difficilissima transitio ad plebem (passaggio alla plebe), a diventare tribuno della plebe nel 58 a.C. Lo stesso fece Dolabella che compì la transitio ad plebem e nel 47 a.C. divenne tribuno della plebe. Una volta tribuno varò leggi a favore dei debitori, cancellando tutti i debiti, e quando Marco Antonio, luogotenente di Giulio Cesare, uomo stimato e onorato dal suo generale, si oppose accanitamente a queste leggi, Cesare diede ragione ragione a Dolabella, umiliò Antonio e portò con sé il giovane. Che cosa quest’ultimo avesse fatto per assicurarsi un tale alleato non è chiaro, anche se due spiegazioni sembrano le più valide:  forse la legge sui debiti varata da Dolabella era stata suggerita dallo stesso Giulio Cesare, che aveva visto quel ragazzo sfrenato ma talentuoso come uno dei suoi mezzi contro Pompeo;  oppure c’è chi dice che Dolabella fosse un figlio illegittimo di Cesare. Poco importa, forse, fatto sta che Cesare lo aveva difeso davanti a uno dei suoi uomini più fidati. Ma questo evento non ha certo segnato l’apice del loro rapporto. Nel 44 a.C. in senato ci sarebbe stata una discussione sull’elezione del console suffetto (o in assenza) di Cesare, che era intenzionato a partire per una spedizione in Illiria e in Partia. L’assemblea, nella quale Cesare avrebbe parlato in favore dell’elezione del suo protetto, sarebbe avvenuta il 15 marzo del 44 a.C. Sappiamo tutti come finì. Cesare si era spinto ancora più in là, morendo per sostenere la causa del suo protetto, di un uomo che non aveva fatto nulla per conquistarsi la sua fiducia e soprattutto la sua vita.

Chi è Mark Hamill?

Tracciare il profilo di Mark Hamill è certo più facile che tracciare quello di Dolabella, in quanto è un personaggio contemporaneo: Mark Richard Hamill nasce a Oakland in California, il 25 settembre 1951. La sua carriera di attore raggiunge l’apice all’età di 25 anni, quando interpreta Luke Skywalker nei primi tre film della saga di Star Wars. Un’avventura importante la vive anche nel doppiaggio, dando la voce a Joker nelle serie animate e nei videogiochi di Batman. Due anni e un giorno fa, l’8 marzo 2018, l’attore, tornato in auge per aver ripreso la parte di Luke Skywalker nei sequel Disney di Star Wars, è stato premiato con l’aggiunta di una stella alla Walk of Fame di Hollywood. Un grande a tutti gli effetti, tornato grande negli ultimi anni e destinato ad essere ricordato da tre generazioni (1976-2020). Anche lui, come Giulio Cesare, ha dimostrato affetto e amicizia per una perfetta sconosciuta: Isabella Tadlock. La ragazzina ha 11 anni, vive in Florida, a seguito dell’adozione della famiglia Tadlock, ed è fan di Star Wars. Isabella è nata con il braccio sinistro più corto e senza le dita della mano destra e aveva un sogno: avere una protesi che la facesse somigliare a R2-D2, il sagace robottino della sua saga preferita. I genitori, per soddisfare i desideri della piccola Isabella, avevano aperto una campagna di raccolta fondi online. Quando Mark Hamill è venuto a conoscenza di suddetta campagna l’ha subito ripostata sui suoi social, facendole raggiungere velocemente la soglia dei 10.000 dollari richiesti. Isabella ora ha la sua protesi robotica con la quale può afferrare oggetti e vivere più agevolmente la sua vita. A suggellare questo sogno è arrivato anche l’incontro, virtuale si intende, via Skype con il suo protettore e sponsorizzatore, Mark Hamill in persona. È più facile identificare i motivi che hanno spinto l’attore ad aiutare la giovane Isabella, ma ciò non toglie che la star si sia dimostrata di gran cuore ed esemplare, come forse gli antichi pensavano che Cesare fosse stato nei confronti di Dolabella.

Che cosa ci insegnano le due storie?

Mark Hamill e per quanto ne sappiamo fin ora anche Giulio Cesare ci hanno dato un insegnamento importante, l’altruismo: qualcuno di noi è già famoso, qualcuno forse lo diventerà, qualcuno non lo sarà mai, in ogni caso quello che conta sono le azioni della quotidianità. Mark Hamill avrebbe potuto continuare la sua vita, non certo povera di impegni e di denaro, Giulio Cesare avrebbe potuto passare sopra Dolabella, schiacciarlo e appoggiare Marco Antonio, invece entrambi hanno preferito fermarsi e valorizzare e prestare attenzioni ai più deboli e a persone “comuni”. Se lo hanno fatto loro, non dovremmo forse farlo anche noi? Forse solo così si diventa veramente grandi…

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