Mangiare a dismisura: il social eating ed i banchetti romani descritti da Petronio, Giovenale e Seneca

L’ingerire cibo senza alcun freno è prerogativa sia del fenomeno dei video mukbang che dei banchetti romani.

Raffigurazione di un banchetto romano, Roberto Bompiani (storiaefantasydotcom1.wordpress.com)

Quella dei mukbang è una moda nata in Corea nel 2010. Consiste nel consumare quantità di cibo spropositate di fronte ad una telecamera. Più cibo viene ingerito più la community si compiace. Ugualmente, nell’Antica Roma, le ingenti quantità di cibo offerte e assunte in occasione dei banchetti erano motivo di sfarzo e vanto.

I video mukbang

Il termine ‘mukbang’ nasce dall’accostamento di due parole coreane, la prima che corrisponde a ‘mangiare’ e la seconda che si può tradurre con ‘trasmettere’. Dall’etimologia si comprende che l’obiettivo di queste performance pubblicate online è quello di ‘trasmettere mangiando‘ o ‘trasmettere con il cibo’. Difatti, i protagonisti e autori dei video, perlopiù coreani ma anche americani o di rado italiani, si cimentano nel consumare un pasto decisamente sostanzioso di fronte alla telecamera con lo scopo di coinvolgere il proprio pubblico. Le pietanze proposte sono principalmente quelle tipiche della tradizione orientale, dunque porzioni abbondanti di ramen, ravioli o sushi, ma anche cibi prodotti da note catene di fast food o alimenti pregiati, quali aragoste o astici dalle dimensioni eccezionali.

Per la buona riuscita di questa tipologia di video è necessario che il ‘banchettante’ sia dotato di un microfono valido per permettere al destinatario di cogliere e ‘godere’ dei suoni prodotti dalla masticazione. Parlare di godimento può essere eccessivo eppure, la sollecitazione dell’udito, oltre che della vista, dello spettatore conduce alcuni di questi a considerare la cosa anche solo vagamente erotica. Il forte coinvolgimento suscitato in chi assiste a questi ‘eating show’ induce a sensazioni di rilassamento, per i suoni uditi, alla stimolazione dell’appetito o ad un’impressione di apparente sazietà.

Ha luogo, così, un vero e proprio banchetto in solitaria in cui il protagonista dà prova della propria fermezza di stomaco stimolando l’appetito e l’interesse dei propri spettatori. I mukbang, e il cibo consumato in essi, divengono strumento di condivisione esattamente come i banchetti romani facevano a loro tempo raccogliendo attorno ad una stessa fastosa tavola tutta la nobiltà romana.

 

(projectinvictus.it)

I banchetti orgiastici romani

Come abbiamo visto mangiare è sinonimo di condivisione. Nel caso dei banchetti romani, però, il cibo può diventare anche motivo di ostentazione di ricchezza. Petronio, celebre autore latino di epoca neroniana, descrive questa abitudine romana in alcuni stralci del Satyricon, romanzo satirico in prosimetro. L’Autore scimmiotta Trimalcione, un liberto arricchito che dà sfoggio delle proprie ricchezze in occasione dei banchetti. Trimalcione in aspetto e atteggiamenti è talmente eccessivo da risultare pacchiano. Esemplificativo è il lungo episodio della ‘Cena di Trimalcione’ che occupa la parte centrale del romanzo e descrive i costumi tipici dei banchetti romani. Le pietanze offerte assumono le sembianze di vere e proprie opere d’arte, l’antipasto, per esempio, consiste in una gallina con le ali spiegate, posta in una cesta, che cova uova di pavone. Gli ospiti prendono posto sui noti triclini e vengono serviti dai numerosi servi, più il banchetto è popolato maggiormente costituisce un motivo di orgoglio per il padrone.

Anche Giovenale nelle proprie Satire fa riferimento a questa usanza e ne denuncia gli eccessi con toni aspri. Egli descrive il costume di servire portate differenti a seconda della classe sociale a cui appartengono gli ospiti e le sempre più frequenti oscenità e volgarità che hanno luogo in occasione di questi banchetti. Denuncia lo sfarzo rovinoso in opposizione alla cena che il poeta stesso ha organizzato. La cena di Giovenale, a cui presenzia l’amico Persico, è moderata, prevede la lettura di Omero e Virgilio e conversazioni filosofiche, esclude la presenza di ospiti in eccessivo stato di ebrezza o di danzatrici seminude.

Esattamente come per i video mukbang le quantità di cibo previste sono eccessive e, di conseguenza, quello assimilato talmente tanto da costringere i convitati a dare di stomaco per poter concludere il pasto, le persone coinvolte, gli spettatori per i mukbang e gli ospiti e i servitori per i banchetti romani, numerose. Ma quella che era ieri una tradizione ed’è oggi una moda diffusasi in rete è da considerarsi etica o educativa?

Mangiare in modo smisurato: un costume diseducativo

Già Seneca nel 49 d.C. aveva accusato nel De brevitate vitae l’immoralità di tale sregolatezza di costumi. La sfacciata esibizione di ricchezza dei romani confermerebbe la crisi della morale della società di età imperiale. Questi conviti opulenti indicano la perdita del valore della parsimonia e rendono ancora più evidente il divario tra i ricchi appartenenti alla nobiltà romana e la plebe urbana e gli schiavi. Ugualmente oggi i video mukbang non fanno altro che andare a sottolineare la disparità tra ricchi e poveri, a sollecitare un consumismo pericoloso e non curante delle problematiche ambientali legate allo spreco e all’emissione dei gas serra per la produzione alimentare.

I due fenomeni prevedono quantità di cibo che oltrepassano ogni ragionevole misura e accentuano le disuguaglianze. Tuttavia, non possono comunque essere condannati del tutto poichè persiste il fatto che costituiscono una forma di condivisione notevole. A tal proposito possiamo riportare le parole di Chiara Paradisi, giovane youtuber e mamma, che insieme alla figlia di 4 anni è stata tra le prime, in Italia, a realizzare video mukbang: “Ho iniziato a produrli perché da ex bulimica, il mio rapporto con il cibo è sempre stato difficile; in questo modo diventava qualcosa di piacevole, del quale non avere paura, anzi mi permetteva di condividere un messaggio positivo con il mio pubblico”. In più per lei, come per tutti coloro che hanno deciso di aderire a tale tendenza, questi video rappresentano un modo per aumentare il contatto con i propri followers, simulano un grande pranzo in famiglia, in cui tutti sono riuniti virtualmente allo stesso tavolo.

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