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Malato reale o immaginario? L’Enrico IV, patologia illusoria della nostra generazione

Malato reale o immaginario? L’Enrico IV, patologia illusoria della nostra generazione

visto da vicino nessuno è normaleVi siete mai chiesti cosa significhi effettivamente soffrire un disturbo mentale? Il confine tra malattia e normalità, al giorno d’oggi, si è fatto sempre più rarefatto e, alle volte, quasi impercettibile. Sarà per il fatto che, ormai, conoscere alcuni aspetti delle malattie è diventato fin troppo semplice, tra quello che si trova su Internet e il mondo dei Social Media. Inevitabilmente, però, si crea un circolo vizioso: le persone pensano di essere tanto sguarnite psicologicamente nei confronti delle intemperie della vita da “impazzire”. Gli individui, molto spesso, sono alla ricerca qualcosa di sbagliato, malato e distorto in un contesto in cui, in realtà, vi è solo irrimediabile normalità. Ma cosa significa essere davvero normale? Ed essere malato? 

Definizione di normalità e a-normalità 

Anche se può sembrare scontata, rispondere ad una domanda su cosa sia la normalità è più complicato di quanto ci si aspetti. Se uno qualunque di noi aprisse, in questo esatto momento, un vocabolario andando alla ricerca della parola, non troverebbe una definizione mirata al termine “normale”, ma leggerebbe unicamente mille modi per indicare qualcosa che rientra “nella norma”.essere normale Al contrario, l’anormalità, quindi la malattia, viene indicata con dei termini diametralmente opposti al concetto su cui ci siamo appena focalizzati. Si parla di tutto ciò che non ha a che fare e non aderisce alla prassi, tutto ciò che non è sano e che non rientra nella norma. Quando si parla di normalità, quindi, si pensa immediatamente ad un qualcosa che fa riferimento alla realtà di tutti i giorni, a qualcosa che siamo abituati a vedere e che riteniamo giusto essere così. Ma cosa succederebbe se cominciassimo a vedere nella normalità qualcosa di a-normale? Se, divorati dal tedio di una realtà sempre uguale, cominciassimo a pensare pensare che la noia stessa sia una malattia chiamata “apatia”?

I malati immaginari

maschere pirandellianeSe prendessimo l’esempio dell’Enrico IV pirandelliano, osserveremmo un individuo che, dopo aver interpretato per vent’anni Enrico IV, sprofondato nella follia, comincia a vivere la sua vita nelle vesti imperatore. Dopo 12 anni, una volta rinsavito, scopre che il barone Belcredi lo ha ingannato per rubargli Matilde, la marchesa di cui era innamorato. Dunque, prima per pura follia, infine per mera costrizione, spaventato da una realtà che non gli piace, decide di indossare una maschera che sarà proprio quella della malattia mentale, utilizzata dal personaggio, quindi, come uno schermo, una protezione verso un mondo diventato troppo difficile da vivere. La teoria che Luigi Pirandello, a suo tempo, ci espose, ci ricorda ogni individuo vive di maschere, facce illusorie, cangianti e aderenti al contesto. La malattia mentale, al giorno d’oggi, scivola sempre più in un ruolo di maschera che, in realtà, sarebbe meglio evitare. 

Ma cosa è la malattia mentale? E cosa non lo è?

I disturbi mentali sono reali, mai fittizi. Se un comportamento, con il passare del tempo, si modifica, non può considerarsi ascritto alla categoria di disturbo mentale. Quando si passa un periodo particolarmente difficile, che vede, nel suo passaggio, coinvolti sentimenti negativi di intensità variabile, si parla di Sofferenza Psichica.sofferenza psichica La malattia mentale è una disabilità che non ha niente a che vedere con lo sviluppo dell’individuo da un punto di vista psichico. Causa un isolamento forzato dell’individuo, che influisce sull’emotività e sulla sua vita sociale sfociando, spesso, nell’emarginazione. La malattia include tutti quei comportamenti che resistono e si protraggono nel tempo, producendo un senso di malessere continuo ed imperturbabile. Al giorno d’oggi risulta fin troppo semplice considerarsi affetti da un disturbo. Certe persone potrebbero, addirittura, autoconvincersi di avere qualcosa di sbagliato e su cui non possono fare niente. Ma la sofferenza psichica è uno stato che, a differenza delle patologie mentali, è ritenuto positivo per gli individui, in quanto consente addirittura una maturazione dal punto di vista psichico a cui segue una maggiore consapevolezza di se stessi. 

È estremamente importante che il confine tra normalità e a-normalità resti ben definito. Quando viene superato, che sia attraverso i Social Media, che sia in qualsiasi altro modo, accade che le persone siano fuorviate e indotte a pensare di essere limitate da un “qualcosa” che gli impedisce di affrontare la vita. L’effetto che ne deriva è un loop di individui che, protetti dalla loro maschera, si nascondono da un mondo troppo difficile e da cui, molto spesso vengono calpestati. In alcuni paesi, come gli Stati Uniti, si registra addirittura un abuso di medicinali da parte di una popolazione che non sa più come difendersi dalla sua stessa vita. La malattia della società è tutta un’immaginaria fragilità che nasce dalle incertezze delle persone. 

Alice Tomaselli

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