Il Superuovo

L’uomo-pene protagonista di uno show per giovanissimi che sta facendo discutere: ecco John Dillermand

L’uomo-pene protagonista di uno show per giovanissimi che sta facendo discutere: ecco John Dillermand

Dillermand ha un unico superpotere: un pene lunghissimo in grado di fare tutto, aiutare il prossimo, risolvere i problemi della città in cui vive e gioca coi bambini.

Il 2 gennaio la televisione pubblica danese ha lanciato la prima puntata di John Dillermand (“uomo-pene”) un nuovo supereroe che usa il suo pene per fare cose incredibili, sollevando numerose polemiche nel Paese. C’è però chi lo difende. Vediamo perché.

Chi è Dillermand e di cosa parla lo show

Il signor Dillermand è un uomo che vive con un’anziana signora e si aggira per la città trovando sempre qualcosa da fare. John usa il suo pene allungabile per compiere le faccende quotidiane, oltre a rendersi utile all’interno della comunità,  come ad esempio afferrare oggetti lontani, portare a spasso i cani e riesce addirittura a risolvere i problemi del traffico.

Nessuno in città vede nulla di malizioso in questo personaggio il quale a volte, viene anche preso in giro proprio dai bambini per la sua “diversità” e per il fatto che, spesso, i problemi sono causati proprio dal pene di Dillermand. Infatti la particolarità di questo pene è che possiede una volontà tutta sua che a volte non rispetta il volere di Dillermand cacciandolo nei guai o creandogli grandi situazioni di imbarazzo.

Oltre a questa dote il pene non rispetta l’aspetto anatomico poiché è disegnato come un prolungamento del vestito bianco a righe rosse di John.

Dillermand tutto sommato è una brava persona, aiuta sempre i concittadini, salva i bambini da situazioni pericolose, commette errori e se ne prende la responsabilità.

Una serie studiata per i più piccoli

Lo show è diretto ai giovanissimi di età compresa fra i 4 e gli 8 anni e vede come protagonista un uomo “diverso” che fa divertire i telespettatori con i suoi genitali, ed è proprio questo lo scopo del cartone animano in grafica stop-motion.

Erla Heinesen Højsted, psicologa infantile, sostiene che non ci sia nulla si contorto o malizioso, in quanto i diretti interessanti non vedono malizia nel personaggio né tantomeno nell’utilizzo del suo pene con cui, anzi, si divertono fino a deriderlo e aggiunge: “John Dillermand parla ai bambini, condivide il loro modo di pensare. E i bambini trovano i genitali divertenti. La serie raffigura un uomo impulsivo, che non mantiene il controllo, che commette errori, come fanno i bambini. Ma Dillermand fa sempre la cosa giusta. Si assume la responsabilità delle proprie azioni. Quando una donna gli dice che dovrebbe tenere il pene nei pantaloni, per esempio, lui lo fa”. In sostanza la Højsted sostiene che ciò che potrebbe essere visto e criticato come contorto o inappropriato in realtà è solo un riflesso della malizia dell’adulto che guarda il cartone.

 

Dello stesso parere è anche la rete televisiva danese che ha dichiarato di non essere intenzionata ad interrompere la trasmissione della serie visti i buoni ascolti, a discapito di ciò che pensano gli adulti, ai bambini sembra piacere molto. Aggiunge che la realizzazione dell’animazione è stata fatta in collaborazione con un educatore sessuale e con l’approvazione della Sex&Samfund, un’associazione che si occupa di educazione sessuale in Danimarca.

Quindi cosa c’è che non piace?

Bisogna contestualizzare l’uscita del cartone animato. Nei mesi precedenti è scoppiata l’ondata del movimento #Metoo che ha portato i danesi ad essere più sensibili nei confronti delle molestie e violenze sessuali nei confronti delle donne sia nelle dimensione privato che pubblica e lavorativa.

In un contesto rivoluzionario non è stato visto di buon occhio l’inserimento di un nuovo protagonista maschio il cui unico potere è possedere un pene molto lungo, all’interno delle rete televisiva pubblica già molto maschilista di per sé.

La stessa Erla Heinesen Højsted, dopo aver difeso il programma ha sottolineato che il tempismo è stato fuori luogo e che avrebbero fatto meglio a concentrarsi su altri temi come la diversità.

Infine “la celebrazione del potere dei genitali maschili porta avanti l’idea di una società patriarcale, normalizzando una cultura da spogliatoio, utilizzata per giustificare molti comportamenti sbagliati. Il cartone dovrebbe essere divertente e innocuo. Ma non lo è” ha aggiunto Christian Groes, esperto di studi di genere all’Università Roskilde.

Ad ogni modo, l’intenzione di far familiarizzare i bambini con i genitali e divertirsi con essi è un tema più che nobile, in quanto di parla di educazione sessuale in età prepuberale (di cui il mondo ha un disperato bisogno vista la crescente precocità) ma viene da chiedersi, è il modo corretto? D’altronde i bambini già naturalmente si divertono con i propri genitali e chiunque abbia avuto a che fare da vicino con un bambino lo può confermare. Utilizzare un uomo adulto che interagisce coi bambini e che a volte “perde il controllo” del proprio pene, è un’immagine così innocua da mostrare a una fascia d’età dai 4 agli 8 anni?

La rete televisiva e l’associazione Sex&Samfund sostengono di sì nonostante le numerose opposizioni e critiche da parte di genitori e non, sia nel territorio nazione sia internazionale.

 

 

 

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