Il Superuovo

L’uomo è capace di migliorare, ma mai completamente: l’idea di Hardy confermata da ”Operazione U.N.C.L.E”

L’uomo è capace di migliorare, ma mai completamente: l’idea di Hardy confermata da ”Operazione U.N.C.L.E”

Hardy sostiene che l’uomo non possa mai liberarsi della sua natura. I protagonisti di ”Operazione U.N.C.L.E” ne sono la conferma.

Thomas Hardy
Thomas Hardy

Thomas Hardy parlava dell’Ache of Modernism, cioè il dolore fisico provocato dal fatto che, per quanto l’uomo potesse provare a migliorare la realtà, rimarrebbe sempre incapace di risolvere ogni male. In modo molto più sottile, i protagonisti di ”Operazione U.N.C.L.E” sembrano confermare questa teoria, anche se sotto una visione più individualistica.

 

L’Ache of Modernism di Thomas Hardy

Se si pensa agli esponenti del modernismo inglese, non può non venire in mente Thomas Hardy. Questo autore novecentesco ha caratterizzato la sua carriera letteraria con romanzi e poesie. Una tra queste è ”During Wind and Rain”. Brevemente, si tratta di un componimento composto da quattro strofe che dipingono le quattro stagioni dell’anno. Questi quattro periodi differenti sono legati tra loro dal passare del tempo, scandito dal vento e dalla pioggia del titolo.

Se superficialmente questa poesia può sembrare semplice, in realtà racchiude un profondissimo significato che, in ”Tess dei d’Uberville”, era definito l’Ache of Modernism. Con queste tre parole, Hardy definisce la limitatezza dell’uomo. Nonostante il suo lavoro e i suoi sforzi, l’essere umano non potrà mai fare a meno della sua natura limitata, che lo seguirà per sempre. Questa limitatezza si risolve nell’incapacità di risolvere ogni male sulla Terra, nell’impossibilità di migliorare completamente la realtà in cui si ritrova. Di conseguenza, malgrado l’impegno collettivo nel portare un’innovazione positiva, la natura umana gli impedisce di farlo completamente, rendendo il suo lavoro minore di quello che è stato.

Tutto questo si ritrova nel componimento. Se ogni strofa inizia con uomini e donne che collaborano tra loro gioiosamente, i puntini alla fine del quinto verso di ognuna di esse indicano che qualcosa andrà storto. La luce scompare, l’inospitale fa capolino nel posto sicuro che si sono costruiti… e alla fine il tempo passa, ineluttabile, non cancellando i loro sforzi, ma rallentandoli inesorabilmente.

Alla domanda ”Lei pensa che noi uomini ci stiamo disfando dei mali rimediabili?”, Hardy risponde con un ”Lentamente, certamente… sì”, proprio a significare di come l’uomo sia sempre capace di nuove possibilità, ma di come queste rimangano comunque limitate dalla sua natura.

Il testo di ”During Wind and Rain”

 

I protagonisti di ”Operazione U.N.C.L.E” confermano la visione di Hardy?

Questa idea di incapacità di innovare data dalla natura umana è assolutamente condivisibile, nel senso che non si rivela troppo assurda per non essere neanche presa in considerazione. Inoltre, si potrebbe anche applicare a una visione più individualistica. Perché se nel collettivo l’uomo è impossibilitato a migliorare la sua realtà, si potrebbe affermare che anche nell’individuale esso sia rallentato nel far progredire la sua realtà personale.

Quest’idea è rimarcabile nel film ”Operazione U.N.C.L.E”. I protagonisti maschili del film, cioè Napoleon Solo (Henry Cavill) e Illya Kuryakin (Armie Hammer), sono entrambi stati costretti dalla realtà che li circonda a migliorare qualcosa di loro. Napoleon era un soldato arrivato in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. A conflitto finito, diventa un abile ladro d’arte. Quando la CIA riesce a catturarlo, gli dà una scelta: finire in prigione o collaborare, diventando un agente. Una volta agente, Napoleon è ovviamente costretto a dare un taglio ai suoi loschi affari. Nella prima parte del film, però, si capisce come esso li abbia, di fatto, solo diminuiti. Nonostante il suo nuovo grado ed i suoi legami e doveri legali, Napoleon non cambia. Si lascia trascinare ancora dalla sua natura, certamente migliorando, ma non fino in fondo.

Illya -agente del KGB- invece viene costretto, ai fini della missione che gli viene assegnata, a recitare la parte di un mite architetto russo. Questo ovviamente gli impone il divieto di reazione alle provocazioni dei suoi nemici, un maggior controllo della rabbia ed un uso decisamente minore della violenza. Anche Illya faticherà non poco a smussare queste parti di lui, talvolta lasciandosi sfuggire la sua vera natura.

Henry Cavill e Armie Hammer in una scena del film
Henry Cavill e Armie Hammer in una scena del film

 

L’uomo è schiavo della sua natura limitata?

Certo, Thomas Hardy e ”Operazione U.N.C.L.E” non dicono esattamente la stessa cosa. Tuttavia si confermano a vicenda in modo del tutto inconsapevole. Se Hardy parla di una società impossibilitata a far fuoriuscire il suo vero potenziale, il film dimostra come anche il singolo uomo non riesca del tutto a liberarsi della sua natura, che lo limita nei suoi difetti.

Questa idea di limitatezza non è certamente nuova o ricollegabile solo a questi due esempi. Nessuno ricorda Leopardi, che parlava proprio del limite dell’uomo nel raggiungere l’infinito? Ovviamente si tratta di poetiche, e di concetti, distanti tra di loro. Però questo tema della ristrettezza dell’uomo si può definire come un fil rouge dell’esperienza umana.

Sorge dunque spontanea una domanda. L’uomo è davvero schiavo della sua natura limitata? Rispondervi è praticamente impossibile, perché vorrebbe dire risolvere uno dei più grandi misteri che la letteratura indaga fin dalla sua nascita. Quel che è certo, però, è che di elementi per costruire una tesi convincenti di certo non ne mancano.

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