Tutti ce lo ricordiamo come il bello e dannato del piccolo schermo, archetipo del bad boy nonché oggetto delle cotte di molte liceali. Ecco perché fa uno strano effetto sapere che Luke Perry, alias Dylan McKay, se ne sia andato. Aveva 52 anni e si è spento lunedì mattina al St. Joseph’s Hospital di Burbank, in California, a seguito di complicanze dovute a un violento ictus.

Era il 1990 A.N. (Avanti Netflix). Non esisteva ancora la possibilità di costruirsi un palinsesto personale di film e serie. Né tanto meno la possibilità di gustarseli su schermi diversi dal televisore, travolto dall’attuale filosofia multipiattaforma del nomadismo digitale. Un giorno, durante uno degli innumerevoli pomeriggi dedicati all’elusione dei compiti di scuola, si sentirono delle note roccheggianti provenire dal salotto accompagnate da scene con 4 ragazzi e 4 ragazze: la combriccola di Beverly Hills 90210 si stava presentando per la prima volta. Un successo planetario (20 milioni di spettatori ad ogni puntata soltanto negli Usa) spalmato su 10 stagioni.

L’universo teen di Beverly Hills 90210

I due fratelli gemelli Brandon e Brenda Walsh si trasferiscono coi genitori da Minneapolis a Beverly Hills  e si trovano di fronte a una nuova esclusiva high school. Sarà l’occasione per stringere nuovi legami e muovere i primi passi nel turbolento mondo dell’adolescenza. I protagonisti della serie ne rispecchiano le diverse sfaccettature.

beverly hills 90210, luke perry
fonte Wired.it

Brandon è un brillante studente di giornalismo, posato e maturo mentre la gemella Brenda ha un carattere opposto. E poi c’è Kelly, la classica “ragazza più bella della scuola” maniaca dell’aspetto fisico; Steve, il rampollo viziato e presuntuoso; Andrea,  la secchiona non proprio così appetibile; David, pasticcione ma ottimista; la candida e virginale Donna col suo rispetto per la morale cattolica.

Questo è lo zoccolo duro del cast, in cui non può mancare il sex symbol, ovvero il problematico Dylan. Figlio benestante di genitori separati (di cui uno, il padre, vicino alla malavita) con un profondo senso di solitudine, che spesso cerca di superare con l’alcol. Amante del surf e delle moto, propenso a cacciarsi nei guai, con uno sguardo vagamente malinconico alla James Dean.

Un cosmo californiano di personalità non immuni da cliché e facili schematismi, il cui groviglio ha però avuto (meritatamente o meno) un impatto notevole sull’immaginario pop. Amicizie che si sfaldano, si rinsaldano ed evolvono, sogni d’amore che regalano altalene di felicità e amarezza, nell’illusione (disperata forse) che il futuro, dopotutto, avrebbe riservato grandi cose.

L’epopea degli eterni adolescenti

Oggi il futuro è qualcosa di minaccioso, tremendamente più incerto e meno programmabile. Logico che si tenda a scansarlo il più possibile, rinviando così l’ingresso nel mondo adulto dei doveri e delle responsabilità. D’altronde queste condizioni storico economiche non sono proprio le più favorevoli per la conquista di una personale indipendenza, ma non è il caso di rivangare le solite analisi generazionali.

Il cordoglio social di numerosi ventenni e trentenni per la morte di Luke Perry è anche la nostalgia manifesta di un altro pezzo degli Anni 90 (e quindi della propria mitizzata giovinezza) che se n’è andato. Una giovinezza spesso evocata giusto per alimentare lo scontro coi nativi del nuovo Millennio e marcare una distanza in qualche modo morale. Il che sfocia in visioni stereotipate.

Quelli che giocavano a pallone per strada, stavano all’aria aperta e usavano pochissimo l’indistruttibile Nokia per il terrore di esaurire il credito vs quelli iperconnessi coi loro fragili Iphone, isolati davanti al computer e senza scrupoli nel chiedere soldi per il loro tempo libero.

Ogni generazione ha i propri eroi e simboli. Cos’era il grunge di Cobain, parlando sempre degli anni 90, se non la ribellione nichilista contro l’inferno che tutti, in qualche misura, avevano contribuito a costruirsi attorno? Ecco allora scattare quell’attaccamento nostalgico verso un passato aureo, idealizzato, che acquista valore nell’impossibilità di riviverlo.

Dylan e Brenda, un amore travagliato luke perry
Dylan e Brenda, un amore travagliato

Anche Dylan attraversa il suo personale inferno nello sfondo paradisiaco della California. Non possiamo sapere con certezza la direzione. Ma molti di noi lo seguirebbero.

 

Luca Volpi

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: