Lovercraft e Miura rivoluzionano il dark fantasy: ecco tutte le somiglianze tra Chtulu e “Berserk”

Mostri terrificanti, pantheon di divinità crudeli e rituali raccapricicanti contrastano il destino del protagonista, sempre più minacciato da queste potenze. Eppure dietro queste somiglianze di significanti si cela molto di più: dalla riflessioni sul destino alla civiltà e il genere umano, dalla religione alla sessualità, passando persino per il sogno…

L’universo di Berserk è colmo di rituali soprannaturali e di catastrofi aberranti che il protagonista Guts deve affrontare.

Nel giugno del 1926 veniva pubblicato “Il richiamo di Chtulu”. Circa settant’anni dopo, un autore dall’altra parte del mondo faceva uscire il primo capitolo di Berserk. Kentaro Miura non ha mai dichiarato di avere preso ispirazione da Lovercraft; ciononostante, alcuni temi ritornano con irruenza tipica del suo stile. In Berserk assistiamo alle vicende del protagonista, Guts (in italiano Gatsu), che dopo essere stato un membro della Squadra dei Falchi, capitanata dal suo migliore amico Grifis, ha scelto di andarsene. Questo ha portato Grifis alla disperazione, portandolo a commettere uno sgarbo nei confronti del re e finendo imprigionato nelle sue segrete. Il resto dei suoi uomini a cui Gatsu si riunisce dopo aver appreso la notizia riescono a liberarlo… Ma più nulla rimane del bellissimo e carismatico uomo amato da tutti; egli è disposto a tutto pur di diventare re. Decide così di sacrificare tutto il suo esercito, Gatsu compreso, a un pantheon di divinità chiamato La mano di Dio a cui egli si unisce. Stupra poi, rendendola folle, la ragazza amata da quello che era sempre stato il suo fedele braccio destro. Gatsu, furioso, riesce a salvarsi assieme alla sua donna. Vagando in cerca di vendetta nei confronti di Grifis si addentra nei mondi più oscuri fatti di mostri e morte per trovare il suo nemico e ripagarlo del male inflitto…

La religione e i rituali

Ne “Il racconto di Chtulu” è invece una testimonianza finzionale del protagonista, Thurston, consapevole di stare per raggiungere la morte a causa delle scoperte fatte. Egli è infatti riuscito a smascherare un culto estremamente antico che prevede il ritorno di Chtulu sulla terra, un mostro aberrante adesso sigillato nel suo mondo sotto le acque marine. Il culto è estremamente violento e prevede anche la tortura e l’uccisione di vittime sacrificali, esclusivamente donne e bambine. Anche in Berserk assistiamo a più riprese a un’infinità di culti differenti, tra cui un’orgia in onore di una capra dal rimando satanista. Le divinità principali appartengono tuttavia alla Mano di Dio, a cui Grifis si unisce ricevendo poteri sovrannaturali. Egli è cioè in grado di percepire adesso le anime dei morti e parlare con loro. Al contrario, Gatsu è estremamente contrario a questo mondo: quando incontra Farnese, una fanatica collaboratrice dell’Inquisizione, la disprezzerà. L’idea stessa di preghiera è per lui inconcepibile, dal momento che sostiene che l’atto di stringere le mani impedisce alle persone di realizzare ciò che desiderano attraverso i propri mezzi. La sua presenza farà perdere la religiosità fanatica a Farnese, la quale comincerà a contare sulle proprie capacità anziché su un dio cui affidarsi.

Eclissi di Berserk: Grifis ha sacrificato i suoi compagni in cambio del potere. In quest’immagine si assiste allo stupro di Caska da parte dei mostri, servi della Mano di Dio.

Le donne e la sessualità

Non sono poche le pagine del manga in cui sono presenti nudi, principalmente femminili. Il corpo della donna è osservato, disegnato in maniera quasi ossessiva, e spesso è accompagnato da abusi. Dal re che preso da un raptus comincia a leccare il sesso di sua figlia agli stupri violenti da parte di mostri da membri spinosi… La donna è sempre vittima dello sguardo, del mondo, della virilità distruttrice dell’uomo. Anche ne “Il ciclo di Chtulu” questa dinamica è spesso ripresa; ad appartenere al culto sono solo uomini. Le donne vengono sacrificate al pantheon, o assistono inerti e ignare alla morte dei propri cari. Il rapporto sessuale non è mai positivo e genera esseri meno che umani (così come in Berserk l’unico rapporto consenziente, quello tra Gatsu e la sua amata Caska, verrà corrotto dallo stupro di Grifis e farà nascere un aborto mostruoso). Sia ben chiaro, i due autori non sono misogini (e in Berserk sono molte le figure femminili, di tutte le età, intelligenti e forti): questi racconti hanno lo scopo di criticare la sessualizzazione della donna, prede di un mondo talmente rapace da renderle inevitabilmente delle vittime.

La civiltà e il genere umano

In entrambe le opere, infine, si assiste a una lotta individuale tra civilità e barbare usanze: molti dei protagonisti di Lovercraft sono uomini acculturati, di istruzione elevata, che vengono progressivamente corrotti da influenze malvagie. Il degrado fisico si accompagna al degrado psicologico anche in Berserk: è esemplare già solo il titolo del manga, che mostra come Gatsu sia sempre più corroso dalla vendetta e della violenza che lo guida da perdere progressivamente la sua umanità. In altri racconti dell’autore anglosassone un’intera società è minacciata da barbarie. A volte queste si manifestano come minacce esterne come una razza civilizzata distrutta in una guerra, così come interi villaggi vengono fatti a pezzi da invasioni di mostri in Berserk. Ciononostante, sia Gatsu che Thurston non abbandonano la propria strada, seguendo il corso del loro destino sempre più solvato da inquietanti figure. Il loro fine è ben preciso e tutti e due sono disposti a sacrificare la propria stessa vita per arrivare infine a raggiungere ciò che li muove.

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