L’orgasmo: cos’è, come si provoca e quali sono le differenze tra uomini e donne

L’orgasmo, diverso per uomo e donna, è l’apice del piacere sessuale ma solo se avviene in condizioni di serentià psicologica. 

Il sesso fa parte di quei tabù che purtroppo ancora oggi tendono a vincolare la comunicazione poichè classificato come argomento imbarazzante. Se tuttavia provassimo a sbirciare dietro le quinte, scopriremmo un mondo quanto mai affascinante, a cavallo tra scienza e psicologia. Il 31 Luglio è la Giornata Mondiale dell’Orgasmo quindi, bando alla timidezza e parliamo un po’ di questo topic a cui è stata addirittura dedicata una giornata!

Vi presento l’Orgasmo, questo sconosciuto

In teoria si tratta del culmine del piacere sessuale, in pratica sono una  serie di reazioni neuro-muscolari di natura involontaria che seguono la stimolazione di zone erogene fisiche ma anche psicologiche. Concretamente si manifesta per l’uomo con l’eiaculazione, per la donna con contrazioni perivaginali oppure con una perdita di liquido che è nota come eiaculazione femminile, il tutto accompagnato da una serie di emissioni vocali e contorti movimenti corporei che hanno il ruolo di comunicare al partner la piacevolezza della stimolazione effettuata. Fin qua niente di strano. La questione si complica se si comincia a pensare al prima e cioè a come stimolare l’orgasmo. Fondamentale è conoscere le zone erogene più efficaci per far sognare il partner; tra uomini e donne la differenza è significativa, sebbene ci siano punti relativamente simili riguardo la risposta allo stimolo. E’ importante sottolineare quanto siano soggettive e personali queste aree ; chi ama i baci sul collo non è detto provi piacere se toccato sulla schiena e viceversa. Alcuni esempi di punti particolarmente sensibili sia nell’uomo che nella donna -eccetto le zone dei genitali, che sono, com’è ovvio, particolarmente ricettive- sono le orecchie, i capezzoli, i piedi, le caviglie, le gambe, l’interno coscia, la base della schiena, i glutei e per alcuni anche le ascelle! Si può pure proseguire parlando dei fianchi, dell’ombelico, delle mani e anche dell’area attorno all’ano.

Uomini e Donne : differenze drastiche

Gli uomini presentano un grado di complessità minore quanto alla stimolazione e alla manifestazione dell’orgasmo; quest’ultimo è tipo sempre connesso all’eiaculazione. Durante l’orgasmo si contraggono alternativamente i muscoli del pene insieme alla prostata e all’uretra;  il cuore pompa molto sangue nei capillari di cui è costituito il pene ed è proprio dalla pressione sanguignea concentrata in questo punto che viene resa evidente l’erezione del membro, che è un modo carino per constatare quando un uomo è eccitato o meno. L’eiaculazione dura da 3 a 10 secondi, alla quale segue un periodo refrattario in cui l’uomo potrebbe provare fastidio se nuovamente sottoposto ad uno stimolo. L’assenza di questo tempo post eiaculazione può essere indice di una disfunzione della ghiandola pituitaria, nota anche come ipofisi.

Nella donna invece, la questione si complica poichè innanzitutto il tempo per raggiungere l’apice del piacere richiede una stimolazione più lunga e, in secondo luogo, perchè non ha una manifestazione evidente e comprovata come può essere invece l’eiaculazione maschile. L’orgasmo femminile è genericamente clitorideo, poichè quello che segue invece la stimolazione vaginale, va comunque a toccare il clitoride, con la penetrazione, durante il coito. E’interessante come la donna possa provare più di un orgasmo in successione poichè, contando su contrazioni più brevi, non esista per lei un periodo refrattario tra un orgasmo e l’altro. Circa il 13% delle donne sarebbe predisposta a sopportare orgasmi multipli, mentre le altre necessitano di una nuova lubrificazione per non sentire dolore. Le pratiche più efficaci per il raggiungimento dell’apice del piacere riguardano, oltre al coinvolgimento delle zone erogene, la stimolazione manuale del clitoride oppure il cunnigulus, pratica che risale alla Roma Antica.

Quando la psiche conta: Disfunzioni e Disturbi sessuali

L’atto sessuale, anche se viene spesso privato del suo valore, rimane una delle condizioni di massima intimità fisica e psicologica con il partner, poichè permettergli di addentrarsi in quelle parti del nostro corpo che non sono accessibili a chiunque è un atto di fiducia enorme. La predisposizione mentale è fondamentale ai fini del raggiungimento del massimo piacere, come afferma la sessuologia; da qui la necessità di trovarsi in una condizione di serenità e agio che permetta quindi il totale abbandono al piacere. Non sono da sottovalutare la paura di provare dolore, l’insicurezza e l’incapacità di lasciarsi andare in quanto fattori bloccanti che agiscono a livello razionale e che, se mai risolti, sono causa di anorgasmia.

Il DSM-5 riserva una sezione apposita alle disfunzioni sessuali poichè non solo possono essere di tipo situazionale o acquisito in seguito ad una particolare esperienza, ma anche permanenti, nel senso che sono presenti sin dai primi rapporti. Naturalmente è fondamentale analizzare il contesto in cui queste si manifestano quali il background relazionale del paziente, l’attuale relazione con il partner se presente e il contesto socio culturale in cui l’individuo è cresciuto. Generalmente ci sono dei costrutti psicopatologici che accompagnano il disfunzionamento sessuale; l’ansia è il motore che alimenta l’attenzione selettiva, che si focalizza eccessivamente sul come e non sul cosa avviene, impedendo così al soggetto di godersi la situazione. Seguono una serie di reazioni secondarie che dirigono il nostro Io verso la sua auto-svalutazione, tristezza e rabbia. L’ansia si abbina molto spesso ad una grande insicurezza che può degenerare nella paura verso ciò che è incerto e, di conseguenza, gli individui tendono ad affrontare determinate esperienze solo se hanno la certezza matematica di poterle controllare. La cosa,ovviamente, in ambito relazionale non può avvenire e quindi vengono messe in atto strategie di evitamento di rapporti affettivi di qualsivoglia genere. Come si vincono certe paure? Si rivela importantissima non solo nelle terapie, ma anche all’interno della coppia stessa, una profonda conoscenza di sè e dell’altro. Conoscere intimamente e avere piena consapevolezza del proprio vissuto relazionale e di quello del partner crea la sintonia giusta e quel pizzico di complicità necessaria a rinsaldare il legame di fiducia e a far sì che ognuno possa godere a pieno della propria sessualità.

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