Eugenetica ed etica della clonazione: Ishiguro parla di clonarci per sfruttare i nostri cloni come banche organi

Ishiguro, Premio Nobel per la Letteratura 2017, ha vissuto sin da piccolo in Gran Bretagna nonostante le sue origini familiari giapponesi. Uno dei suoi libri più di successo è “Non lasciarmi” da cui è stato tratto anche un film.

Kazuo Ishiguro, Nobel per la Letteratura 2017.

“Never let me go”, titolo tratto dalla omonima canzone preferita della protagonista del romanzo, parla di un futuro distopico in cui vengono affrontati i delicati temi della clonazione umana e dell’uso di cloni per produrre organi necessari per il trapianto nelle copie originali delle persone.

Non lasciarmi: i temi scientifici del romanzo

La storia è raccontata sotto forma di flashback da Kathy, incaricata di tenersi cura dei donatori di organi. I bambini da lei controllati sono invogliati a perseguire obiettivi artistici e a restare sempre in buona salute. Kathy, quando frequentava la scuola ad Hailsham, inizia a fare amicizia con altri due studenti, Tommy e Ruth, e nonostante le inizi a piacere Tommy dopo essersene presa cura in seguito a un episodio di bullismo, Ruth e Tommy finiscono per formare una coppia.
In una situazione incidentale, un altro guardiano, Lucy, rivela agli studenti che sono cloni creati per donare organi agli altri, e dopo le loro donazioni saranno destinati a morire giovani. Per questo incidente Lucy viene licenziata ma gli studenti, stranamente, accettano passivamente la loro sorte. Ruth, Tommy e Kathy si spostano nei Cottage quando compiono 16 anni e quell’età rappresenta anche la prima possibilità per loro di avere contatti col mondo esterno. Kathy, che inizia ad avere relazioni con alcuni ragazzi al di fuori del collegio, riesce a sapere l’identità della possibile “controfigura” originale di Ruth e pertanto con i suoi amici si mette sulle sue tracce. Dopo alcuni litigi con Ruth per contendersi Tommy, Kathy decide a sua volta di divenire custode per cui non rivedrà i suoi amici per 10 anni.
Ruth finisce per donare i suoi organi e muore e per tale motivo Kathy, che prima ne teneva cura, adesso inizia ad occuparsi di Tommy formando una stabile relazione con lui. Incoraggiati dagli ultimi desideri di Ruth, i due ragazzi vanno da Madame, il capo del collegio incaricato di assegnare le donazioni di organi, per cercare di evitare ulteriori donazioni da parte di Tommy evitandogli la morte certa. Tuttavia, durante il colloquio con lei scoprono che non esiste alcun modo per sottrarsi al loro destino.
Il romanzo finisce dopo il “completamento” di Tommy, ossia la sua morte, dove Kathy, cercando di vivere una vita tranquilla, guida verso Norfolk fantasticando su tutto ciò che ricorda e tutto ciò che ha perso.

“I saw a new world coming rapidly. More scientific, efficient, yes. More cures for the old sicknesses. Very good. But a harsh, cruel, world. And I saw a little girl, her eyes tightly closed, holding to her breast the old kind world, one that she knew in her heart could not remain, and she was holding it and pleading, never to let her go.”

Kazuo Ishiguro, Non lasciarmi

 

L’etica del clonaggio: quale ruolo per gli embrioni?

Clonare per ricerche biomediche necessiterebbe la produzione di cloni embrionali in numero significativo e siccome clonare per produrre bambini è al momento vietato, gli embrioni dovrebbero essere distrutti una volta che il fine della ricerca è stato raggiunto. I benefici potenziali del clonaggio sono straordinari e la ricerca sulla staminali e sulla clonazione sembrano il prossimo passo logico nel campo biomedico.
Tuttavia, come già esistono, bisogna promulgare una serie di leggi che rendano il processo il più etico possibile. Ad esempio il clonaggio potrebbe essere strettamente limitato ai primi quattordici giorni di sviluppo, come proposto da Birnbacher nell’opera Human cloning and human dignity. Lo stesso autore, come è vero basandosi sulle oggettive sperimentazioni ed osservazioni scientifiche, afferma infatti che embrioni clonati ad uno stadio così precoce non dovrebbero essere considerati differenti da altre colture di cellule umane, e che i problemi morali coinvolti in questa ricerca non sono differenti da quelli che accompagnano una qualsiasi altra ricerca biomedica. Gli oppositori a questa corrente di pensiero affermano invece che all’embrione bisogni dare comunque dignità e importanza come essere umano completo e numerosi membri di questo gruppo temono che si possano aprire porte ad ulteriori problemi etici, come clonare al fine di produrre bambini o fare ricerca poi su embrioni umani a stadi più avanzati o direttamente su feti.
Bisogna però ricordare che il principio di autodeterminazione, espresso in termini di possesso di azione intenzionale e di autocoscienza, non si riconduce agli embrioni con vita minore di 14 giorni siccome non possiedono un sistema nervoso e mancano ancora della differenziazione cellulare alla base dello sviluppo degli organi. Per tale motivo, in paesi come gli Stati Uniti, la questione della ricerca sugli embrioni è ancora discussa siccome la Costituzione americana proteggerebbe le persone, e non le non-persone.

L’etica del trapianto: quando e come donare organi?

Ancora oggi, come affermato anche dall’OMS, la tematica del trapianto resta ancora controversa perché da un lato aiuta il sistema sanitario per la cura di pazienti gravi, dall’altro potrebbe facilitare il cosiddetto “turismo” di trapianto che invece viola pesantemente i diritti umani, sfruttando spesso i poveri. Per tale motivo l’OMS negli ultimi decenni ha introdotto numerose restrizioni sul trapianto di organi e ha invitato numerose volte gli Stati membri a proteggere i più vulnerabili della società dal turismo di organi e dal loro traffico internazionale. La pratica della coercizione viene infatti considerata errata dall’OMS che afferma la violazione degli articoli 3 e 4 della Dichiarazione Internazionale dei Diritti Umani. In contrasto, alcuni oppositori affermano che creare dei mercati efficacemente ed appropriamente controllati di organi permetterebbero al venditore di essere completamente informato delle conseguenze del trapianto, che diviene pertanto una transazione benefica mutuale fra due adulti consenzienti. Non permettere questo rappresenterebbe a sua volta una violazione degli articoli 3 e 29 dello stesso documento citato precedentemente. E’ chiaro pertanto come argomenti delicati come la clonazione e il trapianto, entrambi discussi magnificamente da Ishiguro nel suo libro, siano ancora soggetto di discussione etica nella società moderna.

 

 

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