Il Superuovo

Lo schiaffo: Macron è il nuovo Bonifacio VIII? L’impronta medievale e francese nei due episodi

Lo schiaffo: Macron è il nuovo Bonifacio VIII? L’impronta medievale e francese nei due episodi

La grandiosità della storia sta proprio nel suo ripetersi, non avrebbe mai immaginato Bonifacio VIII che proprio il presidente della odierna repubblica di Francia, nazione che lo aveva oltraggiato, sarebbe stato accomunato dal suo medesimo destino. 

Un oltraggio diverso quello che ha visto protagonista Macron ma il cui eco ci fa fare un grande balzo nel passato.

Lo schiaffo a Macron

Intorno alle 14,40 del 8 giugno il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron durante il suo viaggio nel sud est , per una nuova tappa del “ Tour de France “ – lanciato la scorsa settimana dopo i lunghi mesi di lockdown e restrizioni sanitarie che hanno limitato i suoi spostamenti con il proposito di smorzare le critiche di far parte di una élite lontana dal popolo e iniziare a preparare la candidatura per un secondo mandato presidenziale in vista della corsa all’ Eliseo nella primavera 2022 – è stato schiaffeggiato da un giovane mentre andava a salutare un gruppo di cittadini che lo aspettavano fuori da un istituto alberghiero. Il presidente in maniche di camicia si è avvicinato ad alcune persone radunate dietro le transenne e ha allungato la mano ad un uomo in maglietta verde, con occhiali e mascherina, pensando che volesse salutarlo. L’uomo invece lo ha afferrato con la mano sinistra e con la destra gli ha dato uno schiaffo al volto, gridando alcune parole tra le quali si distinguono “ A bas la Macronie “ abbasso la Macronia , espressione usata dai suoi detrattori ad indicare il sistema di potere intorno a Macron e “ Montjoie Saint – Denis “ grido di battaglia medievale dei Capetingi, seguaci di Ugo Capeto, e da ultimo usato come slogan dall’estrema destra monarchica.

Il presidente è stato subito allontanato dagli uomini della sicurezza e l’uomo che l’ha colpito è stato arrestato assieme ad un’altra persona che era con lui; pochi minuti prima Macron durante una conferenza stampa aveva lanciato un appello alla calma nella vita politica e sociale sostenendo che i pareri contrari possono esprimersi liberamente sempre nel rispetto degli altri: un ritorno dell’odio e della violenza  indebolirebbe la democrazia.

Le uova si sono materializzate in schiaffi

Già nel 2016 Macron, all’epoca ministro del’ economia, era stato colpito con delle uova da sindacalisti dell’estrema sinistra durante gli scioperi contro le riforme del lavoro e nell’autunno del 2018, durante il movimento di contestazione dei gilet gialli, alcuni manifestanti lo avevano aggredito verbalmente e nei raduni circolava la voce di dare l’assalto all’Eliseo.

Sebbene Macron abbia considerato l’incidente come un gesto isolato di una persona violenta l’immagine vista è sicuramente forte, quasi una lesa maestà per il sistema francese spesso definito come una monarchia repubblicana.

La vendetta di Bonifacio VIII su Macron (il nuovo Filippo il Bello)

Facciamo un salto indietro nel tempo di più di ottocento anni,precisamente nel 1303 : Filippo IV detto il Bello, re di Francia nel 1296 aveva tassato il clero francese, si era dichiarato unico vicario di Cristo in Francia e vietato l’esportazione di denaro, oro e argento fuori dal regno. La reazione della Chiesa fu immediata e papa Bonifacio VIII ordinò immediatamente la revoca delle imposte, proclamando più volte la superiorità della giurisdizione pontificia e l’immunità fiscale degli ecclesiastici con la pubblicazione dell’enciclica Clericis laicose e delle bolle Ineffabilis amoris, Asculta fiili e Unam Sanctam: Filippo riteneva di dover rendere conto soltanto a Dio e giudicava Bonifacio VIII un papa indegno.

Bonifacio era un personaggio controverso: giurista, fondatore dell’ Università La Sapienza di Roma e organizzatore del primo Giubileo nel 1300 , ma anche arrogante, egocentrico, avido di soldi e di potere: Dante Alighieri, costretto all’esilio per i maneggi pontifici, gli riservò un posto nell’Inferno prima che fosse morto, mentre Jacopone da Todi lo apostrofò come “ novello anti cristo”, pagando la sua audacia con la scomunica e il carcere . Il suo vero nome era Benedetto Caetani nato ad Anagni intorno al 1230, la sua carriera ecclesiastica   fu rapidissima e venne eletto pontefice quattro giorni dopo l’abdicazione di Celestino V che Bonifacio fece arrestare temendo che i cardinali francesi, a lui ostili, potessero nominarlo antipapa. Oltre a essere odiato al di fuori dello stato pontificio Bonifacio non ea amato neanche all’interno della Santa Sede: colpiti dal suo atteggiamento arrogante e accentratore, alcuni componenti della Curia e dell’aristocrazia romana capeggiati da Pietro e Giacomo Colonna gli si rivoltarono contro: sostenevano che la sua elezione fosse illegittima e per questo nel 1297 lo dichiararono decaduto.

La vendetta del papa fu terribile: scomunicò i due cardinali, confiscò i loro beni e nel 1299 fece radere a suolo Palestrina, roccaforte dei Colonna “ perché non vi resti nulla, nemmeno la qualifica o il nome di città “. I Colonna scrissero a Filippo il Bello per chiedergli un intervento e il 14 giugno 1303 al Louvre furono formulate numerose accuse contro Bonifacio VIII: di aver fatto assassinare il suo predecessore, papa Celestino V, di negare l’immortalità dell’anima, di aver autorizzato alcuni sacerdoti alla violazione del segreto confessionale e anche di simonia, sodomia e di eresia. Avuta la notizia che il 2 settembre 1303 ad Anagni il papa avrebbe pubblicato la bolla papale Super petri solio con lo scopo di scomunicare il re di Francia Filippo IV questi invio Guglielmo di Nogaret, membro del Consiglio di Stato di Francia con il compito di notificare al papa la convocazione di un concilio dei vescovi francesi al Louvre dove il papa sarebbe stato sottoposto a un processo.

Il 7 settembre 1303 arrivarono ad Anagni oltre mille uomini mercenari guidati da Giacomo “ Sciarra “ Colonna che saccheggiarono le case dei cardinali, irruppero nell’edificio del papa giungendo alla sua presenza. Bonifacio era disposto al martirio e rispose alla furia di Sciarra dicendo: “ E le col e le cape! Nosco primogenitum Sathanae ( Ecco il collo, ecco la testa ! Riconosco il promogenito di Satana).  Ed è in questa occasione che si narra che Sciarra Colonna oltraggiò con uno schiaffo il papa Bonifacio VIII

Ci sia stata o meno la violenza fisica sicuramente lo schiaffo o oltraggio di Anagni fu una grande umiliazione che segnò profondamente Bonifacio VIII che morì a Roma un mese dopo l’attentato..

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