L’iperpoliglottismo di Lucifer, come è nato il linguaggio e come lo apprendiamo

Lucifer è in grado di parlare tutte le lingue, ma come funziona il processo di apprendimento e soprattutto, cos’è il linguaggio?

Comunicazione

Il linguaggio viene definito come una forma di condotta comunicativa atta a trasmettere informazioni e a stabilire un rapporto di interazione che utilizza simboli aventi identico valore per gli individui appartenenti a uno stesso ambiente socioculturale. Essa è infatti una caratteristica specie-specifica del genere homo. 

La teoria della grammatica universale

Lucifer Morningstar, il protagonista dell omonima serie Netflix, annoiato dal suo ruolo di signore degli Inferi, abbandona il suo regno insieme all’alleata Mazikeen e si trasferisce a Los Angeles, decidendo di mettere su un night club di nome “Lux” che in breve diviene molto conosciuto grazie al giro di favori che il suo nuovo proprietario mette in piedi. Durante il corso della storia, ci si rende conto che Lucifer è in grado di parlare tutte le lingue. Spieghiamo in breve come si apprendono e i correlati neurobiologici. Tra le tante ipotesi linguistiche che vennero proposte nel tempo, spicca la teoria della grammatica universale, la quale postula che i principi della grammatica siano condivisi da tutte le lingue, e siano innati per tutti gli esseri umani. Questa ipotesi, alla base della grammatica generativa di Noam Chomsky, nasce per descrivere l’acquisizione del linguaggio e per rispondere al cosiddetto argomento della povertà dello stimolo, ovvero: come può il bambino imparare così bene la sua lingua madre e in così poco tempo? La teoria della grammatica universale non vuole descrivere specificamente una lingua o l’altra, ma si propone di individuare una serie di regole innate che spiegherebbero come i bambini acquisiscano le lingue, e come  imparino a costruire frasi grammaticalmente valide. Concepire il linguaggio al pari di un organo naturale ha caratterizzato le opere di Noam Chomsky. Il linguaggio è una componente del sistema mente-cervello che caratterizza le creature umane e che ha il compito specifico di elaborare le informazioni di natura verbale. Chomsky sostiene inoltre che la comparsa del linguaggio introduce un elemento di discontinuità tra noi e il resto del mondo animale e quindi, di conseguenza, ogni indagine scientifica che mira a rintracciare elementi di continuità è destinata al fallimento.

Noam Chomsky

Il linguaggio come exaptation

La teoria di Michael Tomasello è antitetica rispetto a quella di Chomsky, poiché egli sostiene l’idea del linguaggio come un caso di exaptation. Questo termine sta ad indicare che un carattere evoluto per una particolare funzione ne assume una nuova, indipendente dalla primitiva: un classico esempio è costituito dalle piume degli uccelli, evolute dai dinosauri presumibilmente per scopi di isolamento termico e poi rivelatesi utilissime per il volo. Nella specie umana, le pieghe laringee, comparse per impedire che in occasione del vomito il rigurgito del cibo entrasse nei polmoni, sono state successivamente cooptate per produrre suoni e si sono trasformate nelle corde vocali, pur mantenendo la loro funzione originaria. Il termine ‘exaptation’ può riferirsi a due categorie di caratteri con differenti implicazioni per il ruolo nell’adattamento, così definite:

  1. Un carattere, precedentemente modellato dalla selezione naturale per una particolare funzione (un adattamento), viene adottato per un nuovo utilizzo (cooptazione).
  2. Un carattere la cui origine non può essere attribuita all’azione diretta della selezione naturale (non-adattamento), viene adottato per l’uso corrente (cooptazione).
Linguaggio

I geni FOXP2

Il linguaggio, secondo Steven Pinker e Paul Bloom (1990), può essere considerato il prodotto di un progetto ingegneristico guidato dalla selezione naturale. Attraverso degli studi sul DNA degli uccelli canori si è scoperta la presenza del gene FOXP2. La funzione di questo gene è quella di “accendere” e “spegnere” altri geni, denominati  geni-bersaglio”. Un malfunzionamento anomalo del gene FOXP2 è in grado di causare importanti danni alle capacità linguistiche umane. Come già detto in precedenza, nel mondo animale esiste la cosiddetta “comunicazione animale”, ovvero il trasferimento di informazioni da un animale o un gruppo di animali (inviante o invianti) a uno o più altri animali (ricevente o riceventi) che influenza l’attuale o futuro comportamento dei riceventi. Le informazioni possono essere inviate intenzionalmente, come in un’esibizione di corteggiamento, o inintenzionalmente, come nel trasferimento di odore dal predatore alla preda. Esistono vari tipi di comunicazione che variano in base agli organi di senso coinvolti, come nel mondo umano esiste la comunicazione verbale e non allo stesso modo esiste nel mondo animale. Sopratutto, negli umani, l’evoluzione ha interessato principalmente lo sviluppo dell’apparato fonatorio. Quest’ultimo è importante poiché coinvolto nei processi di respirazione e nella produzione della fonazione.

Uccelli canori

Respirare per parlare

L’aria espirata dai polmoni, tramite la pressione dei muscoli intercostali passa per i bronchi, la trachea fino ad arrivare al tratto vocale, o apparato fonatorio, costituito partendo dall’interno verso l’esterno da:

  • laringe: complesso di cartilagini poste alla sommità della trachea
  • glottide: parte superiore della laringe compresa tra due estroflessioni (dette pliche vocali) situate ai lati del condotto laringeo. Le pliche vocali possono assumere diverse posizioni (una delle quali mette in moto il meccanismo laringeo) determinando conseguentemente la modalità della voce (voce modale, mormorata o cricchiata).
  • faringe: immediatamente sopra la laringe è un organo più o meno mobile (ha un volume maggiore durante l’articolazione delle vocali alte, ha un volume minore durante l’articolazione delle vocali basse)
  • lingua: anch’essa organo mobile si divide in radice, dorso, corona. La corona, a sua volta, è divisa in lamina e apice.
  • velo palatino: è un organo mobile che pende dal palato e che può assumere due posizioni. In posizione rilassata, quasi verticale, permette la fuoriuscita dell’aria anche dal condotto nasale permettendo l’articolazione delle vocali nasali. Quando il velo palatino entra in tensione si accosta alla parete superiore faringale isolando la cavità nasale da quella orale e permettendo l’articolazione delle vocali orali.
  • ugola: rigonfiamento che pende dal velo palatino
  • palato: cupola ossea della cavità orale
  • alveoli: rigonfiamenti in corrispondenza
  • denti: i soli incisivi superiori utilizzati per la fonazione
  • labbra: possono assumere diverse posizioni (arrotondate o non arrotondate)
  • cavità nasali: poste al di sopra della cavità orale, entrano in funzione nella fonazione quando il velo palatino è abbassato. Alle origini, questo apparato aveva come unico scopo quello di portare gli alimenti dalla cavità orale allo stomaco e di impedire il soffocamento. Solo successivamente, a causa di problemi adattivi posti dalla AAE (Ambiente di adattamento evoluzionistico), questo apparato si sviluppò permettendo agli esseri umani di svolgere le funzioni menzionate in precedenza. 
Apparato respiratorio

Aree cerebrali coinvolte nel linguaggio

Dal punto di vista biologico, le aree coinvolte sono: l’area di Broca, una zona del lobo frontale sinistro del cervello che controlla il movimento muscolare coinvolto nell’articolazione delle parole e nei processi grammaticali. L’altra area del cervello che, se danneggiata, può seriamente compromettere il linguaggio è l’area di Wernicke, una zona dell’emisfero sinistro del cervello coinvolta nella comprensione del linguaggio. Danni a una di queste aree provocano un tipo di afasia, che rappresenta una perdita delle capacità di elaborare le informazioni linguistiche. Le persone con danni nell’area di Broca hanno difficoltà nel produrre le parole correttamente, mentre gli individui che presentano un danno nell’area di Wernicke spesso producono un linguaggio scorrevole, ma incomprensibile, e hanno difficoltà nella comprensione delle parole. Infine, le componenti del linguaggio sono 7 e permettono lo sviluppo linguistico tipico di un individuo.

Aree cerebrali implicate nel linguaggio

L’ambito riguardante il linguaggio è ricco di diverse sfaccettature e si spera un giorno di avere chiari i meccanismi che sottendono allo stesso. 

Julia Trifiletti

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