Il Superuovo

L’introduzione della Tv a colori: ecco come avvenne l’americanizzazione dell’Italia negli anni ’50

L’introduzione della Tv a colori: ecco come avvenne l’americanizzazione dell’Italia negli anni ’50

Era il 30 dicembre 1953 quando gli USA lanciarono sul mercato la prima Tv a colori. Prima status symbol, poi oggetto di consumo, vediamone gli effetti sull’Italia.

Fonte: https://parstoday.com/it/news/italia-i211708-italia._ecco_cosa_significa_americanizzare_un_paese

1.175 dollari occorrevano per acquistarla, un prezzo esorbitante se pensiamo che l’equivalente ad oggi sarebbe di 12.275 dollari. Di certo non alla portata di tutti, ma ben presto il boom economico farà di questo, l’oggetto più rappresentativo del consumismo.

Tv in bianco e nero, Tv a colori

Se la Tv oggi è quell’oggetto che non manca mai in nessuna casa, bisogna pensare che i primi esperimenti si svolsero addirittura nel 1877 da parte dei fratelli Siemens. Una storia dunque che parte ben più indietro di quanto si è soliti immaginare. Il primo modello di televisione – la quale sfruttava proprietà elettromeccaniche – risale al 1925 per opera dello scozzese John Logie Baird. L’inventore trovò il modo di trasmettere immagini in bianco e nero a distanza, il primo esito positivo avvenne nel suo laboratorio riuscendo a trasmettere da una stanza all’altra, era l’inizio dell’era della televisione.

Quasi un secolo è passato da quel momento e in questa lunga storia il 1953 rappresenta sicuramente un tappa fondamentale nella diffusione globale della Tv. Già negli anni ‘40 ci furono i primi tentativi di trasmissione a colori negli Stati Uniti, ma solo con il commercio di un adeguato marchingegno si inizierà a mandare in onda regolarmente delle immagini non in banco e nero. Un traguardo che l’Italia taglierà solamente tra 1976-77, nonostante fosse tecnologicamente pronta dall’inizio degli anni ‘60, peccava di organizzazione decisionale politica e amministrativa. Ritardi che non incisero però sulla svolta sul piano sociale, l’americanizzazione dell’Italia era già in atto da decenni.

Fonte: https://www.altempo.it/2018/10/per-la-prima-volta-una-persona-compare.html

Americanizzazione del quotidiano

L’ascesa americana sul piano globale, non solo per quanto riguarda l’economia ma in misura eguale anche della cultura, ha portato la sua sfera di influenza a omogeneizzarsi a partire dal secondo dopoguerra. Il modello statunitense attirava le altre società emulando e assimilando la cultura americana, specie nel campo del consumismo, dalla Coca-cola, alla televisione, passando per i blue jeans. 

I ritmi incessanti americani – che sia nel cinema o nella musica – hanno smosso la volontà delle società tradizionali europee, specie quella italiana. I valori d’oltreoceano risultavano attraenti per quelle realtà distrutte dalla guerra, insoddisfatte della propria condizione, la mobilità sociale che il modello americano offriva non aveva dunque rivali. In questo contesto le trasmissioni televisive garantivano la visione da parte degli italiani di un’America ricca e florida, dando alla società tradizionale un metro di misura con cui fare i conti, l’american-style si stava impadronendo della cultura locale senza però cancellare quella precedente.

Fotografia dell’opera del 1937 di Margaret Bourke-White, esposta al Museum of fine Arts di Boston col titolo “American Way of Life”.

Rivoluzione domestica

Solo quattro giorni dopo quel 30 dicembre 1953, in Italia vengono avviate regolarmente le trasmissioni televisive in bianco e nero, seppur relegate solo al centro-nord. Curioso sarebbe ora notare le differenze tra Italia e Stati Uniti nei giorni a cavallo tra il ‘53 e il ‘54. Se infatti da una parte veniva lanciato sul mercato il televisore a colori, sintomo di un accesso al servizio allargato sul piano sociale, dall’altra invece si vede come venga messa a disposizione solamente di una parte del paese, un sistema televisivo ancora in bianco e nero. Ma lasciando da parte queste distanze, vediamo come la stampa accoglieva la notizia la mattina del 3 gennaio 1954. La “Domenica del Corriere” nella quarta di copertina, riporta una rappresentazione grafica di una scena conviviale che gira attorno alla novità del momento e nella didascalia accanto ad essa si legge:

“Rivoluzione in famiglia: l’arrosto brucia, i bambini dimenticano i compiti, il papà la pipa e l’appuntamento al caffè. Dopo due anni di fase sperimentale, cominciano in Italia le trasmissioni regolari della televisione da Milano, Torino e Roma con un programma per ora unico.”

Quel processo di cambiamento della società stava prendendo forma, le famiglie italiane degli anni ‘50 solcarono l’onda del boom economico che investì il paese fino alla metà del decennio successivo. In questo lasso di tempo infatti la Tv passò da status symbol dei ceti abbienti a vero e proprio bene di consumo di massa, tanto che già nel 1965 è stato calcolato che il 49% delle famiglie italiane ne possedesse una.

Fonte: https://www.ciardullidomenico.it/televisore-funzionava-gettoni/

 

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