Il Superuovo

L’inquinamento e Daniel Defoe ci dimostrano che non siamo noi i padroni del mondo

L’inquinamento e Daniel Defoe ci dimostrano che non siamo noi i padroni del mondo

Dal calo dell’inquinamento e da Robinson Crusoe possiamo imparare che rispettare la natura è l’unica opzione che abbiamo. 

 

 

In un periodo particolare come questo il discorso sulla salute ha la priorità su tutto, per questo è importante prendere in considerazione il calo dell’inquinamento che si sta registrando nelle ultime settimane. Inquinamento e salute sono due aspetti molto legati tra loro, non possiamo pretendere di avere una vita sana in un pianeta inquinato. Forse questo ci farà capire che non siamo noi i padroni del mondo.

La situazione inquinamento in queste ultime settimane

Le misure di contenimento, il calo dello smog e le chiusure di diverse attività produttive hanno fatto diminuire drasticamente l’inquinamento atmosferico, dimezzando i livelli di biossido di azoto e di polveri sottili. E c’è di più: secondo il “Crea” (Center for research on energy and clean air) questo miglioramento della qualità dell’aria ha risparmiato la vita a quasi 1500 persone in Italia e 11.000 in tutta Europa, nonché una netta diminuzione di nuovi casi di asma, e attacchi d’asma, nei bambini.

Fonte: “La Repubblica.it” https://www.repubblica.it/ambiente/2020/04/30/news/coronavirus_crea_in_italia_-1_500_morti_grazie_a_calo_smog-255252048/

La preoccupazione di molti è che una volta superato questo periodo buio tornerà esattamente tutto come prima, o peggio, come fanno pensare le terrificanti immagini del fiume Sarno, uno dei più inquinati d’Europa, che stanno girando sul web. Con il lockdown il fiume sembrava finalmente “guarito” ma a 48h dall’inizio della fase 2, tra Mondragone e Castel Volturno (Caserta), il corso d’acqua ha preso un colore spaventoso emanando odori mefitici, a causa degli scarichi illegali di liquami inquinanti.

Fonte: “Salernonews24.com”     https://www.salernonews24.com/rubriche/ambiente/diminuisce-il-lockdown-riprende-linquinamento/

Non siamo altro che ospiti

Le politiche di energia sostenibile non hanno ancora convinto i vertici amministrativi ad essere sostituite alle principali fonti di inquinamento, ovvero la combustione di carbone e petrolio. Le coscienze delle persone stavano finalmente iniziando ad essere scosse grazie alle campagne di sensibilizzazione portate avanti da organizzazioni ambientaliste e movimenti contro l’inquinamento come quello celeberrimo di Greta Thunberg. Una vita plastic free e le scelte consapevoli da fare quando si acquistano nuovi oggetti o quando si consumano prodotti ci avevano fatto capire che noi su questo pianeta non siamo altro che ospiti. Quando diciamo “il nostro pianeta” non dobbiamo dirlo perché lo possediamo, come un bene materiale, ma perché ci viviamo e dobbiamo trattarlo come un bene da preservare. Abbiamo sfruttato la natura a nostro piacimento, abbiamo piegato le leggi della natura credendo di poterle dominare. Ma la nostra attuale situazione ci dimostra che in realtà in una potenziale lotta tra noi e lei, lei vincerebbe senza ombra di dubbio.

L’adattamento di Robinson Crusoe

Circa trecento anni fa, ci era stato dimostrato che l’uomo privato degli agi che la civiltà moderna gli ha fornito si trova in grossa difficoltà nell’ adattarsi all’ ambiente naturale. Ispirato a una storia vera Daniel Defoe ci racconta la storia di Robinson Crusoe. Un eroe borghese, di solidi principi morali e religiosi, si trova faccia a faccia con la morte quando un mare in tempesta lo scaraventa in acqua, ma miracolosamente sopravvive e approda su un’isola deserta e sconosciuta. Crusoe non si da per vinto e immediatamente usa la propria razionalità e ingegno per sopravvivere e mettere su una “micro- economia” o “micro-civiltà” arrivando addirittura a fare una sorta di bilancio tra entrate e uscite senza che sia, naturalmente, alcuno scambio di denaro con altri esseri umani. Tiene un diario dei giorni che passa sull’ isola in cui invece di esprimere le proprie sensazioni, descrive dettagliatamente le azioni e tecniche di sopravvivenza che ha utilizzato. Importante per lui è anche tenere conto del tempo, dei giorni che passano, tutto ciò per avere un minimo di barlume di contatto con la civiltà umana. Secondo lui, quindi, in un ambiente naturale e sconosciuto per sopravvivere è fondamentale ricreare un proprio spazio quanto più simile alla società borghese. La natura però non si fa scrupoli ad abbattere su di lui tempeste che gli distruggono la capanna che aveva costruito con fatica, a farlo ammalare, ad allontanare con le maree l’imbarcazione arenata da cui poteva trarre qualche approvvigionamento.  Questo non perché la natura è malvagia, ma perché la natura non risponde alle nostre esigenze ma fa semplicemente il suo corso.

 

 

Defoe ci ha insegnato che come specie umana non dobbiamo (e non abbiamo nessun diritto di farlo) porci al di sopra delle leggi della natura ma adattarci all’ ambiente circostante. Che questa è l’unica casa che abbiamo e non dobbiamo né temerla né abbatterla, ma comprendere che tutto rientra in un delicato e al tempo stesso forte equilibrio. Abbiamo ancora molte domande che cercano delle risposte, non le troveremo di certo distruggendo e deturpando la vita.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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