L’influenza della televisione negli ultimi 30 anni spiegata dalla serie “The loudest voice”

Negli ultimi anni internet è diventato il mass media di riferimento per molti, grazie ai social e alla sua immediatezza che lo contraddistingue. Prima di questa rivoluzione ci fu quella della televisione che cambio per sempre il mondo dei mass media.

La televisione fu il primo mezzo di comunicazione che portò una rivoluzione comparabile a quella portata oggi da internet. Può essere in contemporanea mezzo di intrattenimento, informazione, emozione e mobilitazione. Queste caratteristiche condizionano la politica e il suo funzionamento.

Cosa ci insegna “The loudest voice”

La gente non vuole essere informata, vuole sentirsi informata

The loudest voice” fa vedere cosa fu la televisione dagli anni novanta fino ai giorni nostri. Racconta la storia di Fox news channel, il canale all-news più popolare degli Stati Uniti. Fa capire la potenza mediatica che possedeva il mezzo in quegli anni e il potere posseduto dai professionisti del settore, nel nostro caso Roger Ailes (interpretato da Russel Crowe), ceo del canale. Fox news fidelizzò i suoi spettatori: programmavano direttamente per chi li guardava, si presero il pubblico che non guardava gli altri grandi network, CNN e NBS. Applicò alla televisione il concetto di “base elettorale” usato in politica. Se fidelizzi un pubblico non cambierà mai più canale: infatti anche dopo lo scandalo sessuale che coinvolse Roger Ailes, Fox news rimane il canale all-news più visto negli Stati Uniti. Trasmetteva valori nazionali, confezionati con mano conservatrice. Fox news fu il primo canale che non si rivolgeva a un pubblico liberale, il primo canale che parlava alla pancia della gente. Aveva una comunicazione forte, di grande impatto, “facendo la voce grossa” come si evince dal titolo. L’attentato dell’11 settembre 2001 consacrò definitivamente Fox news che trasmise in diretta le immagini delle persone che si lanciavano dalle Twin Towers e che creò da zero le prove che portarono alla Guerra in Iraq. Durante la campagna elettorale del 2008 la sua retorica si scagliò contro il candidato democratico Barack Obama, accusandolo di essere musulmano. Sempre nel 2008 coniò per primo lo slogan “Make America great again” usato da Donald Trump nel 2016 per vincere le elezioni, sempre con l’aiuto di Fox News.

Il mezzo televisivo

La televisione ha segnato un’epoca, ha originato molti cambiamenti, sconvolto sistemi culturali e politici degli ultimi 50 anni. La televisione ha cambiato radicalmente la politica e la sua leadership, la sua creazione fu una pietra miliare della storia politica, democratica e sociale. L’immagine ha un impatto maggiore sul grande pubblico rispetto all’informazione scritta. Questo cambia radicalmente il rapporto tra politici ed elettori e fra politici e professionisti dei media. Negli ultimi trent’anni ha rappresentato la fonte primaria di informazione e di formazione politica per il grande pubblico di cittadini-elettori. La televisione era considerata The main source per varie ragioni. Nel corso degli anni la televisione ha subito cambiamenti, uno su tutti: la moltiplicazione dei canali permessa dalla tecnologia digitale e di conseguenza la moltiplicazione di contenuti e funzioni.

La comunicazione politica con l’avvento della televisione

La comunicazione politica è cambiata nel corso del tempo, prima c’erano i comizi di piazza, poi sono arrivate le interviste sui giornali, poi la radio e infine i dibattiti televisivi. Per capire l’impatto della televisione basti pensare che i dibattiti presidenziali ormai sono una tradizione lunga 60 anni. Il primo fu quello delle presidenziali del 1960 che vide Kennedy contro Nixon. Da allora divenne un appuntamento fisso seguito da milioni di americani. Almeno fino all’avvento di internet, la televisione ha avuto il monopolio dell’attenzione di cittadini e politici. Questo mezzo però presentava delle criticità: per via dei vari canali i politici faticano a conquistare visibilità, il pubblico viene frammentato in varie nicchie. I leader politici che prendono parte a talkshow oppure a telegiornali non rappresentano più i loro partito ma loro stessi, siamo andati verso una personalizzazione della politica. Questo porta i cittadini-elettori a traferire a quella singola persona i loro problemi, le loro ansie e speranze. In televisione non vince il politico più competente ma il politico più bravo a comunicare per via della teatralità che acquista ogni dibattito e ogni affermazione. Per concludere si può dire che in televisione l’importante non è promettere una cosa ma prometterla bene.

 

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