L’indimenticabile storia di H.M.: il paziente amnesico più famoso al mondo

Grazie a lui è cambiata la storia della neuropsicologia moderna. Ma non ha mai potuto ricordarlo

Henry Molaison

La storia di H.M. è quella di un uomo che non può ricordare nulla di ciò che gli accade. Dalle persone che incontra alle azione che svolge.

Chi è H.M.

Henry Molaison è stato uno dei più famosi pazienti amnesici nella storia delle neuroscienze. Nato nel 1926 a Brooklyn e morto nel 2008 a Hartford, Henry è noto per la sigla H.M. o Henry M. Il signor Molaison era affetto da una grave forma di epilessia, secondo diversi medici tale epilessia era la conseguenza di una caduta da bicicletta risalente alla sua infanzia. Nel 1953 fu preso in cura dal dottor William Scoville, il quale riuscì a localizzare l’origine dei suoi attacchi epilettici nel lobo temporale mediale. Il dottore decise di operare Molaison, asportando 8 centimetri di entrambi i lobi temporali mediali, compresi i due terzi anteriori dell’ippocampo, le cortecce entorinale e peririnale e l’amigdala.

Il cervello di H.M prima e dopo l’intervento

Conseguenze dell’intervento

L’intervento ebbe un esito positivo, per quanto concerne l’epilessia. Gli attacchi epilettici si ridussero notevolmente. Purtroppo, fu subito chiaro che H.M. non sarebbe stato più lo stesso. H. M. risultò affetto da una grave forma di amnesia. Non riusciva a riconoscere i dottori e gli infermieri che aveva conosciuto pochi minuti prima, non riusciva a ricordare ciò che aveva mangiato nel momento stesso in cui aveva finito di mangiare. Qualsiasi cosa facesse veniva cancellata dalla sua memoria nel momento esatto in cui era stata compiuta. La memoria dichiarativa riferita al passato era tuttavia intatta. Ricordava la sua infanzia, la sua adolescenza. Ma avvicinandosi alla data dell’intervento, ecco che la sua memoria iniziava a vacillare, fino ad essere una lavagna completamente bianca. Molaison era quindi affetto da una grave amnesia anterograda: era capace di ricordare tutto il suo passato, ma non riusciva a ricordare ciò che era successo dopo l’intervento.

Brenda Milner e la neuropsicologia

Nel 1953 entra nella sua vita la dottoressa Brenda Milner. È lei che seguirà H.M. fino alla morte di quest’ultimo. Purtroppo, come ha raccontato in seguito la dottoressa, Henry non riuscì mai a riconoscerla davvero. Continuò a presentarsi a lei come se fosse il primo giorno in cui l’avesse vista. Tuttavia, nonostante la sua sfortunata condizione, Henry fu di grandissimo aiuto per la ricerca scientifica. Brenda Milner, studiando il caso di H.M. capì che la capacità di immagazzinare ricordi è legata a una funzione cerebrale specifica, situata nella parte mediale dei lobi temporali. In passato, infatti, si credeva che aree come l’ippocampo e il lobo temporale mediale non fossero la fase finale del processo di immagazzinamento dei ricordi. Grazie agli studi su H.M, si è capito che la perdita di strutture come il lobo temporale mediale, ma soprattutto l’ippocampo, distruggono la possibilità di rendere la nuova memoria a breve termine nuova memoria a lungo termine. Inoltre, venne fatta una scoperta fondamentale anche per quanto concerne la memoria procedurale. H.M. era in grado di diventare sempre più abile nei compiti di memoria procedurale, pur svolgendoli come se fosse la prima volta ad ogni esercizio. Ciò dimostrò che la memoria procedurale non è legata alle lesioni di tipo temporo-mediale.

 

 

 

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