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L’Iliade e Troy a confronto: quando Brad Pitt affascina più dell’Achille omerico

L’Iliade e Troy a confronto: quando Brad Pitt affascina più dell’Achille omerico

L’eroe Achille ha sempre affascinato gli appassionati di epica, specie quando interpretato da Brad Pitt. Ma la pellicola Troy quanto rispetta il dettato omerico?

L’Iliade in breve

L’Iliade è un poema epico attribuito al grande poeta Omero, ambientato nella città greca di Ilio (Troia) sullo sfondo di una leggendaria guerra con le città greche. Il tema centrale è “l’ira funesta” dell’eroe Achille. Questi è dapprima adirato con Agamennone, capo supremo degli Achei (greci), per avergli sottratto la schiava Briseide, simbolo del suo onore (kleos) in battaglia. Successivamente la sua ira si sposta verso il principe troiano Ettore, reo di aver ucciso nello scontro Patroclo, fidato compagno (e non solo) di Achille.

Troy in breve

Troy è un film del 2004 diretto da Wolfgang Petersen. Il regista si prende la libertà di interpretare i fatti narrati nell’Iliade, rileggendoli in chiave moderna. la pellicola è infatti incentrata sulla figura di Achille (interpretato da uno splendido Brad Pitt) e sul mito che lo circonda. Trova spazio anche l’amore (inventato di sana pianta) tra il principe Paride (Orlando Bloom), fratello minore di Ettore, ed Elena (Diane Kruger), la moglie di Menelao, fratello di Agamennone.

Tra leggenda secolare e rilettura moderna

A questo punto sorge spontanea una domanda: come ha potuto un regista prendersi la libertà di far passare una violenza sessuale per un amore adolescenziale, e l’ira di un semidio per i capricci di un soldato? Ma prima di giungere a giudizi affrettati occorre evidenziare analogie e differenze tra le due narrazioni.

L’ambientazione

A differenza del film, nel quale il conflitto sembra durare poche settimane, il conflitto tra greci e troiani nell’Iliade durerà per quasi 10 anni. Le vicende narrate all’interno del poema sono infatti quelle degli ultimi 51 giorni dello scontro.

La sfera religiosa

Altra aspra dissonanza è che il film manca completamente della parte mitologica. Le divinità in Omero giocano in ruolo chiave, in quanto intervengono nelle vicende umane e ne decidono le sorti. Omero rappresenta gli dei come esseri antropomorfi che hanno sentimenti ed emozioni simili a quelli umani. Sarà proprio Apollo a scatenare un’epidemia sul campo acheo, a spogliare Patroclo della corazza e a guidare la freccia che colpirà il tallone di Achille. Ma ciò che governa davvero le sorti umane è l’ineluttabile móira: il Fato.

Elena di Troia

Secondo la versione Omerica Paride rapisce Elena a Sparta. Menelao nel frattempo si trovava a Creta per i funerali del nonno. La donna spartana fu promessa come la più bella mortale in premio a Paride da Afrodite, giudicata da lui come la più bella nella contesa indetta da Zeus fra le tre dee, Era, Atena e Afrodite. Con questo suo giudizio Paride si attirò l’odio insanabile di Era e di Atena, che si allontanarono complottando la distruzione di Troia.

Achille e Patroclo

Nell’Iliade anche i rapporti sentimentali sono molto diversi: Patroclo non è il cugino di Achille ma un amico più anziano di lui con il quale il grande guerriero aveva una relazione di tipo amoroso. Omero non usa però il termine amanti, sarà la critica antica a categorizzare il rapporto come pederastia pedagogica (legame socialmente codificato fra due maschi di età differente; poteva trattarsi di un rapporto anche erotico). È scorretto dunque interpretare questa relazione come una di tipo omosessuale, in quanto l’omosessualità è un concetto estraneo al mondo antico.

Una (s)corretta interpretazione

Numerosi professori presentano Troy come trasposione cinematografia dell’Iliade: nulla di più sbagliato. Esso è stato infatti qualficato come uno dei film storicamente più sbagliati ed imprecisi. Ciononostante, non bisogna scordarsi che ci troviamo di fronte ad una pellicola, non ad un poema epico. Le esigenze comunicative sono per questo differenti. È infatti più opportuno domandarsi quali siano quei valori assoluti ed indipendenti dal contesto storico, presenti in entrambe le opere, che da un libro scritto 2700 anni fa approdano sul grande schermo nei primi anni duemila.

Onore, amor di patria, amore fraterno, lealtà, religiosità e giustizia sono dunque ciò che ha resto l’Iliade un’opera immortale, capace di affascinare l’uomo moderno e quello di qualsiasi epoca.

 

 

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