L’eterno ritorno degli avvenimenti di “Dark”: come funzionano i viaggi temporali?

“La distinzione fra passato, presente e futuro è solo un’illusione ostinatamente persistente”. Così si apre il primo episodio della serie TV “Dark” di Netflix, con le parole di Albert Einstein, per sottolineare l’importanza del ‘Tempo’ nel programma.

Un simbolo che riappare spesso nel corso della serie TV. Rappresenta la circolarità del tempo su cui si svolgono gli eventi della storia

 La cittadina di Winden

La storia si svolge in una piccola cittadina fittizia in Germania, Winden, dove la scomparsa improvvisa di un bambino ha messo alla luce i segreti di quattro famiglie diverse e le connessioni nascoste fra di loro, facendo loro scoprire nel mentre un sinistro complotto di un viaggio temporale che attraversa tre generazioni diverse. Dark indaga le implicazioni esistenziali del ‘Tempo’ e il suo effetto sulla natura dell’uomo.

“Noi confidiamo che il tempo sia lineare. Che proceda eternamente, uniformemente, verso l’infinito. Ma la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’illusione. Ieri, oggi e domani non sono consecutivi, sono collegati in un cerchio continuo. Tutto è collegato.”

Jonas Kahnwald, il protagonista assoluto della serie TV

La scienza dietro i viaggi temporali

La fisica che sta alla base di un possibile viaggio temporale è molto complicata. Molte teorie, soprattutto la relatività generale, suggeriscono che è possibile tornare nel passato se la geometria del nostro spazio-tempo fosse di una specifica forma, come una curva spaziotemporale chiusa di tipo tempo, detto anche CTC in inglese. Una CTC è una linea di universo chiusa e implica, quindi, che l’oggetto da essa rappresentato, continuando a viaggiare nel futuro, torni, sia nello spazio sia nel tempo, al punto da cui è cominciata la linea di universo stessa (viaggiando, quindi, a ritroso nel tempo). Quello che maggiormente si utilizza in Dark è il ponte di Einstein-Rosen, detto anche cunicolo spazio-temporale o wormhole. Un wormhole è un’ipotetica ‘forma’ dello spaziotempo che proviene dalla risoluzione dell’equazione di campo di Einstein (per spiegarlo brevemente ed efficacemente, è come la seconda equazione della dinamica: da quell’equazione si possono trarre molte conclusioni su come funziona la gravità). È essenzialmente una “scorciatoia” da un punto dell’universo a un altro, che permetterebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale. Esiste una categoria speciale di wormhole, quelli detti attraversabili, che, appunto, possono essere attraversati dall’uomo per andare in un punto specifico nello spaziotempo.  Perché un wormhole possa fungere da ‘time machine’, dobbiamo accelerare un’estremità del wormhole relativamente all’altra, e riportarla successivamente indietro. La dilatazione temporale relativistica risulterebbe in un minor tempo passato per la bocca del wormhole che è stata accelerata, in confronto a quella rimasta ferma, il che significa che tutto ciò che è passato dalla bocca stazionaria, uscirebbe da quella accelerata in un tempo precedente a quello del suo ingresso. Per esempio, si considerino due orologi per entrambe le bocche che mostrano la stessa data: 2000. Dopo aver effettuato un viaggio a velocità relativistiche, la bocca accelerata è riportata nella stessa regione di quella stazionaria, con l’orologio della bocca accelerata che legge 2005, mentre l’orologio di quella stazionaria legge 2010. Un viaggiatore entrato dalla bocca accelerata in questo momento uscirebbe dalla stazionaria quando anche il suo orologio legge 2005, nella stessa regione, ma ora con cinque anni nel passato. Una tale configurazione di wormhole permetterebbe ad una linea di mondo di formare un cerchio chiuso nello spaziotempo, noto come curva del tempo chiusa. Questo è il motivo per cui il tunnel nella caverna può solo far fare salti temporali di 33 anni: il wormhole è costituito da due estremità con una differenza temporale di 33 anni.

Rappresentazione bidimensionale di un wormhole.

Sarà mai possibile viaggiare nel passato?

Ovviamente non abbiamo ancora la risposta definitiva ma molti fisici, come Hawking, sono fermamente convinti che è impossibile viaggiare nel passato, principalmente per due motivi: i paradossi temporali e la violazione del secondo principio della termodinamica. Cerchiamo di spiegare entrambe le problematiche con un esempio. Supponete di ricevere improvvisamente un libro a casa. Non sapete chi ve lo ha mandato e il titolo del libro è ‘Come costruire una macchina del tempo’. Come prima impressione non sembra affidabile, ma leggendolo con più cura vi convincete che potrebbe funzionare e dunque vi mettete all’opera e lo create. Dopo 10 anni siete riusciti a perfezionare la macchina e in tutto quel tempo non avete scoperto chi vi ha mandato il libro. A un certo punto decidete di utilizzare la macchina per andare indietro di 10 anni e lasciare a voi stessi il libro, affinché il vostro passato possa creare la macchina del tempo nel futuro.  Ma qui si presenta un paradosso: dove ha origine il libro? Potete creare la macchina solo dopo aver scoperto il libro, ma il libro l’avete avuto proprio grazie alla macchina del tempo. Il libro è incastrato in un loop interminabile di causa ed effetto. Questo paradosso è detto ‘Bootstrap Paradox’ o ‘paradosso della predestinazione‘. Qualunque viaggio temporale causerebbe seri problemi di causalità e quindi molti lo considerano impossibile e solamente una pseudoscienza.

Vediamo adesso il problema sulla termodinamica. La seconda legge afferma che in un sistema isolato l’entropia è una funzione non decrescente nel tempo. L’entropia è una grandezza fisica che misura il caos in un sistema. Riprendiamo il libro. Tra il tempo in cui l’avete scoperto per la prima volta e il tempo in cui avete costruito la macchina, il libro si sarà inevitabilmente deteriorato. Riportare il libro nel passato equivale a riportarlo nel suo stato originale, cioè in un libro nuovo e intonso. Questo però viola la seconda legge della termodinamica perché un libro nuovo ha entropia minore di un libro deteriorato e riportando il libro nel passato stiamo inevitabilmente riducendo la sua entropia, una cosa vietata dalla termodinamica.

Tutto è collegato.

Suggerimento finale

Dark riesce a parlare di questi argomenti in una maniera, sì complicata, ma assolutamente interessante. Una storia avvincente di famiglie a pezzi, rapporti umani difficili, misteri irrisolti da decenni, segreti nascosti da oltre tre generazioni e il tentativo collettivo di fuggire dal proprio destino e dal fluire inevitabile del tempo sono solo poche parole per descrivere una delle serie TV più sottovalutate di Netflix in questo periodo. Se siete interessati a una storia costruita bene e non banale, questo fa al caso vostro. Mi raccomando, guardatelo in lingua originale, cioè tedesco, perché così riesce a trasmettervi meglio quello che ha intenzione di trasmettere.

Kerby Dimayuga

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