Il Superuovo

L’eterno odio ed amore che noi proviamo verso noi stessi raccontato da Pirandello ed Ernia

L’eterno odio ed amore che noi proviamo verso noi stessi raccontato da Pirandello ed Ernia

Quante sfaccettature caratterizzano ognuno di noi? In che rapporto vivono tra loro?

Concept album? No grazie. Matteo Professione, in arte Ernia, ha pubblicato lo scorso venerdì un disco in cui è la pluralità a fare da protagonista.

“Gemelli” è il nuovo album di Ernia

Già dal titolo di “Gemelli” emerge l’attenzione alle diverse sfaccettature che compongono il carattere dell’artista e dell’essere umano in genere. Le tracce del disco sono varie per tematica e per stile. Diverse sono le collaborazioni, diversi i racconti. L’album è caratterizzato da un forte eclettismo e da un insieme di racconti che, appartenenti alla stessa vita, compongono un puzzle caratterizzato da una grande varietà di emozioni e di esperienze. C’è vita, c’è amicizia, c’è amore. Ci sono anche brani che si allontanano dallo stile proprio di Ernia e che oltre a un certo sperimentalismo dimostrano l’autenticità dei suoi racconti: è il caso di Superclassico, un brano decisamente pop che parla di una storia d’amore.

Però mi si ferma il battito
Quando ti incontro per strada sembra un derby di coppa
noi siamo Superclassico!”

Matteo Professione, in arte Ernia.

“Dialoghi tra il gran me e il piccolo me” di Luigi Pirandello

Le diverse sfaccettature del disco di Ernia rappresentano la pluralità che caratterizza il carattere dell’artista e di ogni individuo. Ma ammesso che ognuno di noi sia un insieme di diversi aspetti, cosa succederebbe se questi potessero dialogare tra loro? Ci fornisce un’idea Luigi Pirandello, nella novella a puntate “Dialoghi tra il gran me e il piccolo me”, dove in prima persona scrive le riflessioni di due diversi tratti della personalità, uno più giovane e uno più maturo.

Il Gran Me e il piccolo me rincasano a sera da una scampagnata, nella quale furono tutto il giorno in compagnia di gentili fanciulle, a cui l’inebriante spettacolo de la novella stagione ridestava certo, come gli occhi loro e i sorrisi e le parole palesavano, di dolci, ineffabili voglie segretamente il cuore. Il Gran Me è ancora come preso da stupore e in visione dei fantasmi creatigli nello spirito dal diffuso incantesimo della rinascente prima­vera. Il piccolo me è invece alquanto stanco, e vorrebbe lavarsi le mani e la faccia e quindi andare a letto.

Il dialogo sulla giornata appena trascorsa lascia emergere punti di vista opposti e spesso conflittuali. Il Gran me e il piccolo me hanno esigenze diverse, emozioni diverse e un modo proprio di guardare agli eventi.

Credi pure che quanta brama hai tu d’uccider me, tanta n’avrei io d’uccider te… T’odio, ti detesto, ti bastonerei ogni giorno, se poi non dovessi gridar ahi insieme con te. Patti chiari, dunque, e dividiamoci le ore.

   – Dividiamocele.

Un accordo tra le sfaccettature?

Perché sono tanto varie e diverse le sfaccettature che caratterizzano ogni individuo? Forse perché la nostra intera esistenza dipende da scelte. Ogni evento è caratterizzato da una scelta, e ogni scelta è contestualizzata in spazi e tempi determinati. La grande suscettibilità della pluralità delle emozioni fa in modo che queste possano cambiare rapidamente e in base a diversi fattori, e spesso a sfaccettature diverse corrispondono sentimenti diversi e contrastanti. Ma esiste una scelta che possa farci trovare la piena e totale serenità? Forse sì, o forse l’effimera e temporanea felicità è solo il momentaneo prevalere di una sfaccettatura su un’altra. Secondo Pirandello, infatti, non esiste una scelta che possa accontentare la pluralità della nostra persona:
Io so che mi son sentito tra le spine, durante tutto il giorno; e ancora una volta ho fatto esperienza che noi due non possiamo a un tempo esser contenti.”

 

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