Il Superuovo

L’eredità di Guccio Gucci è raccontata attraverso film e polemiche: Maison e famiglia divise

L’eredità di Guccio Gucci è raccontata attraverso film e polemiche: Maison e famiglia divise

Il film di Ridley Scott “House of Gucci” in uscita a novembre ha suscitato diverse polemiche da parte dei familiari del capostipite Guccio Gucci. Le bisnipoti criticano attori e motivazioni dichiarando che sia un tentativo di arricchimento a discapito di una famiglia spezzata.

 

Patrizia Gucci, pronipote di Guccio Gucci ha criticato aspramente sui social la scelta del cast da parte del regista. Critica il ritratto del padre che ne emerge, interpretato da Al Pacino. Suo padre, dice la figlia, non era così: non era un delinquente basso e sovrappeso ma un uomo distinto, alto e con gli occhi azzurri. Prima di addentrarci in queste critiche spietate scopriamo la storia di questa famiglia.

Firenze 1921: Guccio Gucci inizia dalla pelletteria

Il fondatore di una delle maison di moda italiana più rinomate al mondo nasce nel 1881 a Firenze. Prima di intraprendere la sua vera passione decide di girare il mondo. Il suo primo lavoro infatti è fare il ragazzo dell’ascensore all’Hotel Savoy di Londra. Dopo l’apprendistato a Milano presso la ditta Franzi, casa di pelletteria dal 1964, Guccio apre la propria bottega di articoli da viaggio e da selleria nel 1921 in via della Vigna Nuova a Firenze. Nel 1939 inaugura una succursale in Via Condotti a Roma e subito viene affiancato dai suoi quattro figli: Ugo, Aldo, Vasco e Rodolfo. Fin  dalle origini Gucci  si è distinto per l’utilizzo di materiali inconsueti nell’ambito della pelletteria come la canapa, la liuta e il bambù. Molti dei suoi prodotti diventano subito iconici. Li vediamo indossati da personaggi celebri come Jacqueline Kennedy e Grace Kelly a cui verranno dedicati e di cui prenderanno il nome. Si ha l’apertura di nuovi negozi a Milano  e New York. Gucci si trasforma in una SPA. Inizia uno sviluppo su scala globale con il susseguirsi di grandi stilisti alla guida della direzione creativa fra cui Tom Ford al quale  fanno seguito Alessandra Facchinetti, Frida Giannini e John Roy.

Lo scandalo dell’omicidio di Maurizio Gucci da parte di Patrizia Reggiani, sua moglie

Il film di Ridley Scott interpretato tra gli altri da Al Pacino e Lady Gaga narra la storia d’amore tra Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani. Questa vicenda passa dal glamour a San Vittore in un battito di ciglia o meglio, in quattro colpi di pistola: era  il 27 marzo 1995. La loro storia d’amore nasce e cresce in fretta: alle nozze il padre di Maurizio, Rodolfo, non prende parte poiché contrariato dalla scelta del figlio. Piano piano i rapporti con la famiglia di lui si aggiustano e la coppia ha anche due figlie, Alessandra e Allegra. La vita di Patrizia è diventata una favola: feste, regali, autisti con macchine di lusso, case in ogni parte del mondo, qualsiasi bene di lusso. Abbiamo la svolta nel 1983 quando il brand accusa un calo e Maurizio dopo aver ereditato le quote del padre e rilevate quelle del cugino ed estromesso lo zio Aldo decide di vendere agli Arabi. La delusione di Patrizia è molto forte e fomentata ancora di più dalla scoperta di essere tradita. Da questo momento iniziano i pensieri omicidi.

Patrizia Gucci omonima dell’assassina, critica il cast che racconterà la storia della sua famiglia

Figlia di Paolo e cugina di Maurizio Gucci, Patrizia si è buttata sui social criticando apertamente le scelte stilistiche e il cast del film sulla sua famiglia. “House of Gucci” di Ridley Scott è stato accusato di voler trarre profitto a discapito di una famiglia che ha sofferto, solo per accrescere il sistema hollywoodiano. E’ una reazione abbastanza normale dato che il film ha come fulcro l’omicidio di uno degli esponenti della famiglia. Le lamentele riguardano anche la scelta del cast. Al Pacino per quanto straordinario non avrebbe le caratteristiche fisiche attribuite ad Aldo Gucci: era alto, magro e con gli occhi azzurri. Stessa lamentela per Jared Leto che non funziona nei panni di Paolo Gucci: le immagini vengono definite orribili. La famiglia quindi è delusa sia dalle immagini sia dal fatto di voler entrare con forza nella vita privata di una famiglia segnata. D’altro canto la Maison Gucci che oggi appartiene al gruppo Kering ha dichiarato di voler collaborare con la Scott Free Productions alla quale darà accesso all’archivio storico della casa per gli abiti, i costumi di scena e gli oggetti originali. Possiamo dire oltre il danno la beffa.

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