Il Superuovo

Leopardi e Sparks ci ricordano di guardare la luna che racconta di bianchi sogni

Leopardi e Sparks ci ricordano di guardare la luna che racconta di bianchi sogni

Leopardi e Sparks ci ricordano di guardare la luna. Che fai tu Luna in ciel? Così comincia il canto di Leopardi, un lungo dialogo con la Luna sul senso dell’esistenza. Una delle grandi protagoniste di racconti letterari, storici, mitici, classici e contemporanei. Da Leopardi a Nicholas Sparks è incredibile scoprire quante lune gravitano intorno alla letteratura…

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Tra tutti i poeti Leopardi è colui che è più affezionato alla luna tanto da essere definito “il poeta della luna”. Per lui questa rappresenta infatti l’approfondimento della vita interiore piuttosto che l’esperienza verso l’esterno, nella creazione di quello che si può considerare il paradigma dell‘infinito. La luna nel celebre romanzo di Nichols Sparks è raccontata come specchio, simbolo e satellite, che, in certe notti, se ci ricordiamo di guardarla, é come se volesse raccontare qualcosa. Sembra produrre un miele bianco di sogni, di solitudine e di silenzio.

 

Che cosa fai luna nel cielo? dimmi che fai, o luna silenziosa?

Nella poesia “Alla luna” è vivo il tema del ricordo. La luna regala al poeta la percezione dell’Infinito, per lasciarsi andare al ricordo del tempo nel quale era convinto che il domani sarebbe stato migliore. Parlandoci della luna, Leopardi ci racconta il suo mondo interiore, da una parte l’affetto che lo lega al satellite, dall’altra mostra una vena di malinconia.

La luna è osservata dal poeta e allo stesso tempo questa osserva lui.

La luna è una sorta di specchio dell’uomo, in cui esso si guarda riflettendosi. Questa riflessione è riflessione su di sé, un guardare rovesciato, verso se stessi, un avvio di autocoscienza. Possiamo davvero comprendere noi stessi?

Che cosa fai luna nel cielo? dimmi che fai, o luna silenziosa? Sorgi la sera e ti muovi contemplando i deserti, quindi tramonti. … Si alza alle prime luci dell’alba, spinge avanti il gregge per il campo e vede greggi, sorgenti e prati; poi, stanco, si riposa sul far della sera: nient’altro desidera.

Galileo Galilei, Dante, Ungaretti, Pirandello… La luna ha stimolato la vena creativa di poeti e intellettuali che hanno scritto opere celebri riguardo questa figura descritta più volte come un’eredità romantica che ci regala il cielo.

Scienza e letteratura hanno dei legami e in questo caso è accertato che Leopardi conoscesse il Somnium di Keplero.
La presa di distanze del giovane Leopardi dalla onirocritica è forte, come mostra il frammento Odi, Melisso, in cui il poeta non ne trae nessuna conclusione sulla comprensione dell’ordine umano e cosmico.

La luna è difatti accostata spesso alla dimensione onirica del sogno, come se l’uomo fosse in balia dei suoi cambiamenti. Si pensa che il sogno possa subire un’influenza di tipo lunare. La sua misteriosa luminosità e la mutevolezza periodica del suo aspetto hanno da sempre spinto gli uomini a immaginare una possibile correlazione tra le vicende terrene e il nostro satellite, così che esso per molti secoli ha influenzato le attività dell’uomo. La luna è alterità, rappresenta ciò che è diverso dall’uomo, per quanto possa essere simile a lui, cioè essere soggetta alle stesse leggi che regolano la nostra vita. Quanto questa secondo voi ci influenza?

La luna è mistero e illusione. Alla domanda di Leopardi Che cosa fai luna nel cielo? Risponderebbe che si diverte a ingannarci e stupirci con giochi di luci e ombre. Ma poi anche noi esseri umani non siamo poi tanto diversi da lei. Sicuramente ognuno di noi è una luna, ha un lato oscuro che non mostra mai a nessun altro.

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Quella sfera magica e magnetica che suggella un sentimento

“Incrocia le braccia sul petto, lanciando un’occhiata alle sue spalle per essere sicura che nessuno la segua. Alla fine, sembra rilassarsi. E poi, come se stesse assistendo a un miracolo, la vedo alzare lentamente la testa verso la luna.”

C’è chi preferisce il sole e chi la luna. Sono scelte, gusti. Sicuramente come la luna divide, unisce, ed è il caso di John e Savannah nel romanzo di Nicholas Sparks. I due ragazzi si conoscono su una spiaggia di Wilmington, in North Carolina. Lei è una studentessa esuberante e idealista, lui un soldato ribelle e solitario. A minare la loro vita insieme c’è innanzitutto la carriera militare di John, che quando decide di prolungare la ferma scaverà nel loro rapporto un baratro incolmabile. Quello della distanza. Eppure a suggellare il loro sentimento c’è un sfera magica e magnetica: la luna. La loro è una promessa intima: ogni volta che nel cielo ci sarà luna piena i due ragazzi, ovunque si troveranno nel mondo, alzeranno gli occhi al cielo e così resteranno idealmente vicini.

Ovunque sarai e qualunque cosa stia accadendo nella tua vita, tutte le volte che ci sarà la luna piena – come la sera del nostro primo incontro – tu cercala nel cielo. E mentre la guardi, pensa a me e alla nostra magica settimana, perché dovunque sarò e qualunque cosa mi stia succedendo, io farò lo stesso. Se non potremo stare insieme, almeno avremo questo a unirci, e forse così il nostro legame durerà per sempre.” 

Così a prescindere dal finale del libro le due vite saranno per sempre legate dal ricordo indissolubile di tutti gli attimi trascorsi a alzare lo sguardo al cielo. Leggendo questo romanzo, acquistato durante un pomeriggio uggioso milanese, penso che in serate buie in cui la malinconia prende il sopravvento, dovremmo tutti poterci affidare alla luna, per vivere attimi di solitudine in compagnia di una silente ascoltatrice, una confidente, un’amica che sotto diverse spoglie ci da appuntamento ogni notte e non ci lascia soli. Io preferisco la luna al sole, ed è vero, la luna non riscalda, ma illumina e come diceva Oscar Wilde; Con la libertà, i libri, i fiori e la luna, chi non sarebbe felice? Io sicuramente lo sarei. E voi? Preferite la luna o il sole?

 

Oh Luna confidente e amica

Così ognuno di noi è una luna, c’è chi le regala promesse, chi le confida segreti e chi si limita semplicemente ad osservarla in silenzio. La scorsa notte ho deciso di fare un giro in solitaria per le strade di Milano, c’era la luna, ma in quel caso ho deciso di non alzare lo sguardo al cielo perché, come diceva Einstein, mi piace pensare che la luna sia lì, anche se non la sto guardando. Personalmente amo la luna e mi capita spesso di rimanere incantata a scrutarla. Dovendo spostarmi spesso tra la Roma, la mia città e Milano a causa di motivi universitari, mi capita di dovermi separare dalla mia famiglia, dalle mie amiche, da alcune persone a cui tengo particolarmente. E un pò come nel caso dei due protagonisti del racconto di Sparks, sento che la luna mi dia la forza e la grinta di pensare che, qualunque cosa io stia facendo e dovunque io sia, questa sarà grande esattamente come quella che illumina le notti delle persone a cui io voglio bene, anche se distanti… Vi auguro un buon inizio settimana.

 

 

 

 

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