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Il “Dracula” di Bram Stoker incontra il film di Francis Ford Coppola

Il “Dracula” di Bram Stoker incontra il film di Francis Ford Coppola

Dracula è una figura che ha affasciato milioni di persone, ma cosa si nasconde dietro questo personaggio?

HDR - Chiesa gotica? | Canon EOS 400D 18-55 | -MandarX- | Flickr

Bram Stoker pubblicò nel 1897 “Dracula“, il romanzo per eccellenza che lo rese famoso e da cui si basarono molti adattamenti cinematografici, come il film di cui parleremo oggi: “Dracula di Bram Stoker” del 1992.

“Dracula di Bram Stoker”

Il film “Dracula di Bram Stoker” di Francis Ford Coppola venne proiettato per la prima volta nelle sale nel 1992 ed ottenne un enorme successo. Anche se ispirato al libro dello scrittore irlandese, come anche il titolo suggerisce, non è completamente fedele ma riprende molto bene la storia del romanzo. La sceneggiatura riporta lo spettatore nel 1462, periodo nel quale i turchi minacciano il mondo cristiano dopo la caduta di Costantinopoli, nel mondo oscuro della Transilvania. In tale luogo Vlad Tepes, un cavaliere del Sacro Ordine del Dragone, soprannominato “Draculea” combatte contro il nemico. Tornato a casa, scopre che la moglie si è suicidata a causa della falsa notizia, ricevuta dai turchi, della morte dell’amato. Rinnega Dio e i valori per i quali si era battuto e si trasforma nel vampiro Dracula. Il resto della storia è ambientato nel 1897, così come avviene nel libro, quando l’avvocato Jonathan Harker è incaricato dalla sua ditta di concludere un affare per conto del conte Dracula della Transilvania.

Harker parte e raggiunge il castello del signore, il quale, dopo aver visto la foto di Mina Murray, la fidanzata dell’avvocato, gli dice di scriverle spiegandole che sarebbe rimasto nella sua dimora per un mese. La ragazza, agli occhi del vampiro, era l’esatta reincarnazione della defunta sposa e questo portò l’uomo a rendere Harker suo prigioniero. Durante la sua permanenza il londinese fa delle scoperte spaventose, scoprendo quindi la vera identità del suo carceriere. A un certo punto il conte decide di lasciare il castello e partire per Londra, seminando morte e distruzione nel suo viaggio. Nella città si presenta a Mina, seducendola. Nel mentre, per mantenersi giovane ed in salute, trova sostentamento dal corpo della migliore amica della ragazza, Lucy Westenra, la quale sarà ricoverata dal dottor Jack Seward. Quest’ultimo chiamerà disperato una sua conoscenza per aiutarlo nel salvataggio della donna, ovvero un docente universitario olandese esperto di vampirismo che è a conoscenza di come neutralizzare il morbo. Le vicende successive porteranno questi personaggi a comprendere la vera identità di Dracula e a “risolvere il problema”.

Il film si differenzia per molti aspetti dal libro, come accennato in precedenza. Il regista spiega che lui non desiderava descrivere sullo schermo Dracula come una creatura mostruosa. Inizialmente voleva intitolare l’opera solo “D”, sigla con cui il conte si firmò nella lettera indirizzata ad Harker, per non collegare troppo la pellicola al romanzo ed essere obbligato alla totale fedeltà dell’opera di Bram Stoker. Inoltre desiderava realizzare un film impressista, giocando con le luci, con una quasi assenza di arredamento ma con un grande budget per i vestiti e il trucco. Questa idea non venne appoggiata. Il cast scelto era stellare: da Anthony Hopkins, nel ruolo di sacerdote, a Monica Bellucci, in quello della moglie di Dracula.

Dracula bites Lucy Westenra | Len Radin | Flickr

Il romanzo

Ma essere uno straniero in terra straniera… significa essere nessuno. Gli uomini non lo conoscono… e non conoscere significa non amare.

Il “Dracula” di Bram Stoker è un romanzo epistolare dalle atmosfere cupe e venne pubblicato nel 1897. Il racconto è ispirato alla figura storica di Vlad III Dracula, principe di Valacchia, noto anche come Vlad Tepes Dracul (1431-1476/1477). Le lettere iniziano nel 1890 quando Harker viene inviato in Transilvania, si susseguono epistole di altri personaggi, il diario della fidanzata di Harker e il servizio di un anonimo giornalista che descrive gli eventi strani e pieni di orrore di Whitby, luogo dove Mina, la sua migliore amica e la famiglia di quest’ultima soggiornavano. Segue la scoperta dell’esistenza di un vampiro in Inghilterra e di come questo sia colpevole della terribile salute della aristocratica Lucy, tanto che il dottore della poveretta arriva a chiamare da Amsterdam il famoso professore Abraham Van Helsing. Quest’ultimo, dopo l’attacco finale di Dracula alla sfortunata ragazza, si rende conto che lei ha cambiato natura, diventando una non morta e di conseguenza è necessario fermare la sua ricerca di sangue, la quale aveva causato già molte vittime. Van Helsing conosce quindi Mina e, dalla lettura delle lettere che si era scambiata con il marito durante la sua permanenza in Transilvania, comprende chi è il vero nemico da affrontare.

Gli uomini si organizzano ed entrano nella proprietà del conte Dracula a Carfax, ma le cose precipitano perchè quest’ultimo vampirizza Mina, per renderla sua sposa per l’eternità. Il gruppo insegue il vampiro che si era dato alla fuga, fino a raggiungere le montagne dove sorge il castello e riescono ad ucciderlo.Come si nota nella trama, Stoker studiò molto la storia e il folclore per creare il suo personaggio, il quale doveva rappresentare tutti gli stereotipi negativi dello “straniero”, per questo nella genealogia iniziale del conte lo scrittore inserisce personaggi terribili del passato come Attila, i vichinghi giunti dall’Islanda e Vlad Tepes Dracul, stravolgendo l’originale origine del valacco vampiro storicamente esistito con il nome Vlad Tepes Hagyak.

Bram Stoker e Mercy L. Brown

Il ritrovamento di alcuni articoli di giornale portò molti studiosi a pensare che la sua opera non si basasse sulla figura di Vlad III, ma più correttamente sul “panico sui vampiri del New England“, quasi contemporaneo alla stesura del romanzo. Nel 1892 morì Mercy L. Brown di Exeter, che all’epoca aveva diciannove anni, a causa di una malattia che causò la fine della vita della madre e della sorella della vittima, causando loro pallore e mancanza di appetito. In seguitò si capì che era tubercolosi, ma nel 1892 veniva definita come vampirismo. Quando anche il fratello si ammalò, i compaesani pensarono di trovarsi davanti a un non morto. Riesumarono i corpi e solo quello di Mercy venne ritrovato intatto e non decomposto, con sangue alla bocca e unghie e capelli cresciuti, come se vivesse ancora. Lei era morta da poco tempo, quindi il fenomeno può essere spiegato senza problemi in quanto coerente con il processo di decomposizione. Per sicurezza il padre di Mercy le impiantò un paletto di legno nel cuore, bruciò il corpo e fece bere le ceneri al figlio, anche se fu inutile poichè quest’ultimo morì poco dopo.

Bram Stoker si interesso fin dalla tenera età al “sonno senza fine” e alla resurrezione dei morti, temi centrali del suo futuro romanzo, a causa del suo cagionevole stato di salute. Fino ai sette anni fu incapace di alzarsi in piedi ed era sempre privo di forze, si avvicinò pertanto in giovane età alla letteratura e alla scrittura. La sua guarigione fu improvvisa, per alcuni “miracolosa” e da quel momento visse una vita normale, dimostrando abilità negli sport. Dopo gli studi al Trinity College di Dublino si dedicò alla carriera giornalistica e lavorò anche come critico teatrale per il “The Evening Mail“. Si impegnò per breve tempo anche nell’amministrazione pubblica, seguendo l’esempio del padre, e, dopo il suo matrimonio con Florence Balcombe, si trasferì a Londra.

Stoker impiegò sette anni per scrivere il libro studiando la cultura e la religione dei Balcani e documentandosi sulla figura storica di Vlad Tepes. L’autore scrisse inoltre moltissime opere con cui riuscì a mantenersi nei suoi viaggi in giro per il mondo. Conobbe famosi scrittori e con alcuni di loro instaurò un’amicizia profonda. In ogni caso il suo Dracula fece la storia, diventando una vera e propria icona del mondo horror. Vennero adattati attorno al suo personaggio decine di film, come molti cartoni ed ispirò altrettante storie e romanzi, rimanendo eterno ed immortale.

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