Leonardo da Vinci va a Broadway: il musical ispirato all’opera più costosa del genio fiorentino

Un quadro da mezzo miliardo di dollari, un eccentrico principe arabo e una compagnia teatrale di Broadway. Ad avvolgere il tutto, l’ombra inafferrabile del genio, la mano divina di Leonardo.

Salvator Mundi diventa un musical

Qualche mese fa è apparsa la notizia che la Caiola Production, società teatrale di Broadway vincitrice di 5 Tony Awards, è intenzionata a realizzare un musical sull’opera-fantasma di Leonardo da Vinci: il Salvator MundiL’opera è attesa nella città newyorkese nel 2022 e vedrà (sotto modalità ancora da scoprire) l’atteso ritorno della ormai celebre tavola leonardesca dopo la misteriosa dipartita a seguito dell’asta record battuta da Christie’s. Il musical ripercorrerà l’intrigante vicenda della tavola in bilico fra dubbi attributivi, sparizioni, misteri iconografici, enigmi storici e valori economici da capogiro, miscelando il genere della spy story a quello del comedy. Essa sarà, a detta degli autori, un mix tra il reportage storico di Hamilton e la fantasia gioiosa di Willy Wonka”. Tra i molti interrogativi che circondano l’evento, si è riusciti ad individuare la presenza di una leggenda del mondo dello spettacolo: il pluripremiato produttore Manny Azenberg. In attesa di ulteriori novità, addentriamoci nella folle storia del quadro che costituisce la sceneggiatura di questo musical.

Un’opera avvolta nell’anonimato

Nel 1958 un quadretto in legno di noce venne battuto all’asta da Sotheby’s per 50$. L’opera raffigurava un Cristo benedicente che tiene nella mano sinistra un globo di vetro, simbolo del potere universale. In quegli anni, il quadro era considerato una copia di un originale perduto di Leonardo da Vinci: il Salvator Mundi. Certo fa sorridere che una copia cinquecentesca di un’opera perduta del genio fiorentino venga battuta all’asta per pochi dollari. Quasi 50 anni un certo Robert Simon sborsa poco più di 1000$ per portarselo a casa, prima dell’approdo nelle sale di restauro della National Gallery. Qui, la rivelazione.

La mano del genio

Durante il prezioso restauro dell’opera effettuato da Dianne Dwyer cominciano ad apparire dei dubbi circa l’originalità dell’opera e qualcuno inizia a mormorare che l’opera non è così minore quanto si credeva. Viene subito convocato Martin Kemp: emerito professore di storia dell’arte a Oxford e peso massimo degli studi su Leonardo. Il suo giudizio appare convincente e motivato: quella piccola tavola di noce altro non è se non l’originale Salvator Mundi leonardesco, considerato perduto. Dopo questa prodigiosa epifania artistica, il buon caro Simon rivenderà la sua vecchia scatola in legno ad un magnate russo di nome Rybolovlev per ben 127 milioni di dollari.

L’approdo a Christie’s

Rybolovlev scopre che il suo manager riferisce prezzi molto più bassi di quelli a cui le acquista, intascandosi la differenza. A proposito di questa maggiorazione, ci sono indagini importanti che affermano che la spesa sarebbe stata inflazionata per comprendere sottotraccia il compenso a una società israeliana attiva nel settore dei social media, che avrebbe contribuito alla campagna di disinformazione online volta a orientare le elezioni presidenziali Usa in cui vinse Trump. Per gettarsi dietro tutta la storia, ancora carica di interrogativi, egli divenne improvvisamente impaziente di vendere il quadro affidandolo alla casa d’asta Christie’s.

Sbarco ad Abu Dhabi

L’opera venne venduta nel novembre del 2017 per l’astronomica cifra di 450 milioni di dollari (compresi i diritti d’asta). L’identità dell’acquirente rimase sconosciuta, ma oggi si è quasi certi che il fatidico compratore altri non è che il giovane principe arabo Mohammad bin Salman Al Sa’ud, attuale erede al trono e figura controversa. In un rapporto ONU del 2019 egli è accusato di essere il mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Ha inoltre un ruolo primario nelle guerre tuttora in corso nello Yemen che hanno causato migliaia di morti solo fra i civili. La storia appare davvero surreale: il principe di una delle nazioni islamiche più repressive al mondo acquista per mezzo miliardo di dollari un quadro che altro non raffigura se non un Cristo benedicente che manifesta la sua potenza assoluta posando una mano sul globo dell’universo.

Wanted

Il quadro ad oggi è scomparso. Nel 2018 sarebbe dovuto comparire nel nuovo Louvre di Abu Dhabi, ma la mostra della data è stata procrastinata, fino ad essere stata annullata definitivamente. Il motivo dell’annullamento non è mai stato chiarito ufficialmente, aprendo al mondo dell’arte nuovi interrogativi. Manuel Rabatè, direttore del celebre museo, ha ultimamente dichiarato: “il Salvator Mundi? Non è nostro. La decisione di esporlo non spetta a noi, ma al Dipartimento della Cultura e del turismo di Abu Dhabi”. Un’altra mostra, questa volta al Louvre di Parigi, organizzata nel febbraio del 2020, in occasione del cinquecentenario di Leonardo, è saltata a causa dell’irrintracciabilità dell’opera. In definitiva, nonostante le numerose indagini, nessuno sembra realmente sapere dove il dipinto, definito come “la più grande scoperta artistica del XXI secolo”, sia realmente custodito, né quando vedrà la luce.

Il mercato dell’arte

In virtù di tutta questa storia, il musical costituirà una riflessione sulle contraddizioni di fondo del mondo dell’arte. La Caiola production ha infatti dichiarato al The Art Newspaper: “Lo spettacolo è una produzione teatrale. La trama si basa sulla storia, ma, ovviamente, si sforza di presentare un significato più profondo e più metaforico.”  In attesa di osservare dal vivo il vero capolavoro, non ci resta che aspettare il suo ritorno nella finzione scenica per il 2022.

 

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