Quanto è pratico leggere “Guerra e pace” di Lev Tolstoj mentre aspetti l’autobus? Magari, appena vedi l’autobus arrivare, devi riaprire la borsa, mettere il libro apposto, e ti cade qualcosa nella foga. Oppure, puoi anche non andare in giro con una borsa. Ancora, puoi aver dimenticato il libro sul tuo comodino accanto a letto, uscendo di casa. Per ragioni come queste, molti preferiscono leggere sul proprio smartphone.
Il digital reading può sostituirsi alla lettura tradizionale?
Quando si dice che sempre più persone preferiscono leggere dal proprio smartphone, non si intende soltanto per tweet, post di amici sui social network o notizie dell’ultima ora. Infatti, lo smartphone ha conquistato anche la letteratura. Succede così che, chiuso Instagram, si può aprire un libro della Fallaci. In Italia, non si hanno ancora dati certi di questa nuova abitudine, ma nel 2016, negli Stati Uniti d’America, le persone che leggevano libri dal proprio cellulare erano il doppio di quelle che utilizzavano un Kindle. Fin qui la notizia potrebbe sembrare entusiasmante, cosa potrebbe esserci di negativo nell’amore per la lettura? Nulla. Non è leggere il problema, il problema è che leggere non è un’operazione così semplice, ed il contesto, il momento o il supporto, possono fare la differenza.

Leggere da un libro cartaceo o dal cellulare, che cambia?
In soldoni, sembrerebbe che leggere libri da uno smartphone, sia inutile ed anche deleterio. La lettura, che si presenta come un vero e proprio esercizio per la mente, contribuisce allo sviluppo di processi affettivi ed intellettuali. Ridefinendo il nostro modo di leggere, andremmo ad apportare cambiamenti anche alle nostre capacità relazionali e mentali. Sono stati proprio degli studi recenti ad evidenziare come, leggere libri dal cellulare, riduca notevolmente sia l’assimilazione del testo che la capacità di provare empatia con la storia e le tematiche che stiamo leggendo. Inconsapevolmente, chi legge da smartphone è superficiale e distratto.
Che l’iperstimolazione, data da smartphone e social media, sia deleteria per la nostra attenzione, è cosa sempre più nota. In quanti ricorderanno il famoso studio Microsoft, che nel 2015 misurò la soglia di concentrazione di ragazzi e pesci rossi? Ricordate anche il verdetto? Ad avere la meglio, non furono i ragazzi. L’attenzione oculare, che davanti lo schermo di uno smartphone schizza da una parte all’altra dello schermo per via dei tanti stimoli presenti, va ad incidere sulla concentrazione del lettore. Se il lettore sarà meno concentrato, la lettura sarà più superficiale. E’ cosi che, la grande peculiarità della lettura (specialmente dei romanzi), ovvero quella di permettere al lettore di immergersi nella storia di quelle righe, verrà notevolmente intaccata. Una lettura, dunque, che perde quasi di senso. Una lettura altamente depotenziata.
I benefici della lettura
Perché si dice che leggere fa bene? Da tua nonna lo avrai sentito dire spesso, magari quando ti incitava a studiare, e come spesso accade, la nonna ha ragione. Ma perché ha ragione? Perché oggi, le neuroscienze ci spiegano che la lettura (di romanzi) riesce a stimolare diverse reti di neuroni. Addirittura, i tipi di neuroni attivati cambiano a seconda del contenuto del testo che si sta leggendo. Un esempio? un testo che descrive pensieri o persone riesce ad attivare la corteccia prefrontale mediale. Le abilità di comprensione in ambito sociale, come ad esempio il riuscire ad intuire lo stato emotivo altrui, quindi l’empatia, nel tempo incrementa notevolmente, proprio grazie alla lettura. Gli input provenienti dalla lettura riescono, inoltre, a trascinarci all’interno della storia che leggiamo, con grande immedesimazione.
Pare inoltre, secondo uno studio del Journal of Gerontology, che leggere allunghi anche la vita. Trattandosi di un esercizio, la lettura riesce infatti a mantenere il cervello allenato. Lo stesso ex direttore del British Medical Journal, Richard Smith, confida che “A parte le persone a cui voglio bene, le cose più importanti per me sono leggere, scrivere, ascoltare musica, passeggiare, ammirare le opere d’arte”, citando lui stesso lo studio del Journal of Gerontology sopracitato. Come può dunque, una lettura carente di concentrazione riuscire a fare tutto questo?
Sviluppo di processi intellettuali, come vaste e diverse reti di neuroni attivati, e sviluppo di processi affettivi, come l’empatia, rendono dunque la lettura buona per te e per gli altri che ti circondano. A patto, dunque, che non sia una lettura da smartphone.
Serena Vitale

