Il Superuovo

Le vittime della censura: Caparezza interpella Giordano Bruno nel brano “Sono il tuo sogno eretico”

Le vittime della censura: Caparezza interpella Giordano Bruno nel brano “Sono il tuo sogno eretico”

Riguardo ad un tema attuale come la censura vediamo come l’immagine di Bruno sia ripresa da Caparezza come esempio di libertà di pensiero.

Nell’ultimo periodo ormai si sente parlare spesso parlare dei problemi e delle conseguenze della censura e di come la “cancel culture” stia prendendo sempre più piede. Proprio nel testo della canzone “Sono il tuo sogno eretico” Caparezza ci racconta, mediante le rispettive figure di Giovanna d’Arco, Girolamo Savonarola e Giordano Bruno, di come il mettere al rogo le “voci scomode” fosse una forma primitiva della cultura della cancellazione.

Giordano Bruno e la cancel culture della chiesa

Filippo Bruno nasce a Nola nel 1548 da una famiglia nobile, data la sua propensione agli studi e la sua spiccata intelligenza iniziò a frequentare il chiostro dei domenicani all’età di 15 anni, decidendo di cambiare successivamente il suo nome in Giordano. A causa della sua natura irrequieta che mal si prestava alla vita dogmatica abbandonò l’ordine nel 1576, in seguito viaggiò per l’Italia fino a giungere a Ginevra poiché  la situazione era divenuta scomoda per Giordano in quanto durante il periodo della Controriforma e dell’Inquisizione le idee contrastanti quelle della chiesa come le tesi del Copernico risultavano scomode e facilmente perseguibili. Successivamente si recherà per un breve periodo a Parigi e poi a Oxford dove insegnerà per qualche anno fino a che non si recherà a Venezia considerata più “tollerante” alle sue idee invitato dal nobile Giovanni Mocenigo, il quale però denuncerà Bruno all’Inquisizione per paura di essere affiliato ad un uomo con idee tanto coraggiose e blasfeme. Verrà quindi condotto all’Inquisizione di Roma dove, dopo sette anni di prigionia accompagnata da processi, verrà condannato al rogo e quindi arso vivo in piazza Campo Dei Fiori a Roma il 17 febbraio 1600. Il pensiero prettamente naturalistico lo portava ad amare la natura e ad abbracciare la vita in tutte le sue manifestazioni vedendo nel pensiero austero e antiquato del pensiero religioso cristiano, definendolo “santa asinità” criticando il suo insieme di false credenze che spesso rigettavano la ragione stessa, proprio nel suo appoggio a Copernico in un momento in cui quest’ultimo abiurò alle proprie tesi per non incorrere in una persecuzione da pare della Santa Inquisizione.

Le condanne della censura in Caparezza

Michele Salvemini, in arte Caparezza, è un rapper italiano nato a Molfetta il 9 ottobre 1973, inizia la sua carriera con lo pseudonimo di “Mikimix” pubblicando un album intitolato “La mia buona stella” debuttando successivamente a Sanremo nel ’95 ed anche nel ’97. Ritornato a Molfetta, convinto di non voler continuare la sua carriera, riprende a scrivere musica nel suo garage per poi mutare il suo nome d’arte in “Caparezza” (Testa riccia nel dialetto pugliese) pubblicando l’album “?!” in cui rifiutava la musica prodotta in precedenza come “Mikimix” in nome del suo vero stile che farà trasparire negli album “Verità nascoste” (giugno 2003) e “Habemus Capa”. Nel brano “Sono il tuo sogno eretico” ,dell’omonimo album “Sogno eretico”, Caparezza anticipa già nel 2011 l’attuale problema della censura e dei dogmi che spesso limitano la libertà di pensiero e di espressione. Nella prima parte del testo, facendo le veci di Giovanna d’Arco, l’artista ci mostra il punto di vista dell’eroina francese la quale, in nome di Dio, difese la Francia fino a essere condannata per empietà ed eresia; in seguito interpreterà il domenicano Girolamo Savonarola il quale venne impiccato e successivamente bruciato per le sue idee critiche riguardo la vendita delle indulgenze per la “salvezza” delle anime dei paganti e per il problema della pedofilia all’interno della chiesa; infine, con la figura di Giordano Bruno, ci viene mostrato come le sue idee filosofiche mettevano in dubbio la veridicità della fede cristiana in quanto sostenne le teorie di Copernico contro il geocentrismo della chiesa e per questo venne condannato a morte.

Parli o bruci ?

Con la ripresa del personaggio di Bruno Caparezza attualizza un problema che può sembrare quasi a noi lontano ma che riscontriamo ogni giorno, come ad esempio nel momento in cui voci, per cui si può simpatizzare o meno, vengono censurate o bloccate. Il non affidarsi ai vari dogmi che ci vengono dati per veri fin dalla nascita ci ha permesso di compiere immensi passi avanti nella storia, come ad esempio da Kepler a Galilei fino a personaggi come Cartesio il quale, grazie al suo metodo del “dubbio”, portò la cultura del suo tempo ad interrogarsi riguardo le certezze date fino ad allora per vere, ma anche all’ampliare gli orizzonti delle scienze che fino ad allora erano costrette a sottostare ai dettami della chiesa cattolica. Oggi come non mai si sente sempre più il bisogno di zittire le voci diffidenti e fuori coro dimenticando come la “caccia alle streghe” portò un tempo ad una retrocessione della cultura e della società, mostrando come lo spirito umano spesso vacilli ma necessita continuamente di discutere e ricreare le proprie credenze per non permettere l’oblio della cultura e dell’umanità.

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